Le spiagge a rischio in tutta la Sicilia. Un progetto di legge consente la corsa a richieste per chalet? E i PUDM non contano più niente?

Con una discussione durata 15 minuti, una nuova norma regionale permette il rilascio di concessioni demaniali senza tenere in contro i 'piani spiaggia' comunali. Si prepara un assalto alle spiagge?

PALERMO – Un ‘disegno di legge’, il nr 1018/A proposto dalla IV Commissione “Ambiente, Territorio e Mobilità‘ rischia di creare un vero terremoto nel settore del demanio marittimo siciliano.

Se non proprio la cementificazione, per la vigilanza che molti enti esercitano sulla edificazione su demanio, certamente però il rischio di un aumento a dismisura dell’utilizzo delle spiagge tramite stabilimenti balneari, la speculazione e fors’anche il via, chissà, ad un traffico di concessioni demaniali del valore di centinaia di migliaia di euro.

Infatti, secondo questo disegno, è in vista una una sorta di ‘condono’ verso tutti coloro che hanno richiesto una ‘concessione demaniale’ entro la data di emanazione di questa norma.

Una concessione rilasciata dall’ARTA, l’assessorato territorio ed ambiente, sostanzialmente non tenendo in nessun conto i PUDM, i famosi “piani spiaggia’ dei Comuni.

Ad oggi peraltro, nel sito del demanio regionale, risulta avere un PUDM solo il Comune di San Vito lo Capo.

La scusa Covid, buona per: a) blocco delle libertà; b) rilascio di concessioni senza limiti

Ma anche San Vito lo Capo, ‘fulgido esempio di PUDM approvato‘, può stare tranquillo e bruciare il suo PUDM.

Perchè con questo disegno di legge, che deve poi passare dall’aula e quindi andare in pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS), tutti coloro che hanno presentato una domanda di concessione per stabilimenti balneari, avrebbero la certezza di avere il rilascio della concessione.

Il tutto con la scusa, usata a man bassa per tutto il 2020 e che continuata nel 2021: il Covid.

Infatti, proprio all’art 1 si dice che il ‘protrarsi della emergenza epidemiologica Covid 19, i soggetti pubblici e privati che non abbiano presentato richiesta di proroga delle concessioni demaniali marittime entro il termine di cui al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 14 dicembre 2019, n. 24, e successive modificazioni, possono presentare la stessa entro il 30 luglio 2021

Cioè significa che chiunque presenti una domanda di proroga di concessione entro il 31 luglio prossimo, ha la pressoché certezza di avere tale concessione demaniale. In questa parte, c’è una certa logica: molti concessionari nel dubbio apro/non apro causa politiche Covid, non hanno fatto la domanda di proroga entro le date previste. Per cui, adesso che c’è forse un po’ di chiarezza turistica, possono ancora farlo.

Nuove concessioni causa Covid

Ma, e qui è lo strano, anche le domande di nuove concessioni, non avranno problemi.

Questo perchè al successivo art 3 si stabilisce che il comma 1/bis dell’art 2 della LR 32/2020 è sostituito con: “1-bis. Attesa l’emergenza epidemiologica da Covid-19, al fine di consentire all’amministrazione concedente la conclusione dei procedimenti amministrativi, la coerenza con le previsioni del Piano di utilizzo del demanio marittimo, di cui al comma 1, non è prevista per le istanze già protocollate alla data di entrata in vigore della presente legge“.



Cosa significa? Che i PUDM, ovvero in Piani Spiaggia con cui i vari Comuni vorrebbero gestire il proprio territorio, sono considerati inutili e la concessione viene demandata ipso-facto all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.

Infatti, l’art 2 della 32/20 che viene sostituito diceva:

A parte che non riusciamo bene ad individuare il ‘comma 1-bis dell’art 2‘ che dovrebbe essere sostituito (a noi pare sia solo il comma 1. O forse l’1-bis è quello dopo il punto?), ciò che è chiaro è che per le nuove concessioni demaniali il nuovo 1-bis non chiede più la ‘coerenza’ della domanda di concessione al PUDM.

Addio coerenza: amministrativa e politica

Prima di questo nuovo 1-bis, le norme precedenti e le circolare interne degli Uffici ARTA, territorio ed ambiente, prevedevano che il rilascio della concessione da parte degli uffici regionali dovesse essere ‘coerente’ con il PUDM di ogni comune.

I PUDM sono quel ‘piano di uso delle spiagge’ che collegandosi idealmente ai ‘piani commerciali’ ed ai ‘piani urbanistici regolatori’ dovrebbe essere l’anima dello sviluppo di un territorio. Generalmente il fatto che tali ‘piani’ siano, almeno ufficialmente, aperti al pubblico dibattito, dovrebbe far si che il tutto sia condiviso il più possibile.

Ma adesso, secondo questo disegno di legge, non sarà più così: chiunque presenti una domanda, per praticamente qualunque luogo demaniale, può avere la concessione direttamente dall’ARTA anche se il PUDM non prevede una tale possibilità.

Il rischio, serio, è un vera assalto alle spiagge Siciliane, che potrebbero peggiorare nella loro conformazione.

Spiagge: in Sicilia la situazione non è drammatica, ma…

Dal recente rapporto di Lega Ambiente, la situazione delle spiagge italiane, si modifica sempre più. A Maggio 2021 c’erano in essere 61.426 concessioni, un balzo in avanti rispetto alle 52.619 del 2018. Di queste, 12.166 sono stabilimenti balneari, 1.838 campeggi mentre le altre sono, esempio, acquacultura e simili.

In particolare, in Sicilia, con 425km di coste (quindi non solo spiaggia ma anche roccia), ci sono 5.365 concessioni di cui 620 stabilimenti balneari, 107 campeggi e simili, per un totale del 22.4% di spiaggi sabbiosa occupata.

Una situazione che, ad oggi, non è onestamente drammatica. In Toscana esempio si parla del 52.7% di occupazione, di quasi il 70% in Emilia-Romagna, altrettanto in Campania e Liguria.

La Sicilia, quindi, gode ancora di un assoluto bilanciamento in favore della ‘spiaggia libera’. Anche se ovviamente ci sono zone ‘sovra-concessionate’ come esempio Mondello (PA) con il 66.5% di spazio occupato.

In Sicilia, però, purtroppo ci sono decine di km di spiaggia la cui balneazione è vietata per inquinamento o simili. Addirittura sul totale di 87km interdetti a livello nazionale, ben 55 sono proprio in Sicilia: proprio una bella pubblicità.

Con questo disegno di legge la cui discussione del 22 giugno scorso e che è durata circa 15 minuti (dalle 11.20 alle 11.36) per decidere delle spiagge dei siciliani, le cose potrebbero drasticamente cambiare.

Nei circa 15 minuti dedicati, il progetto è stato illustrato in commissione direttamente dall’Assessore Regionale Salvatore Cordaro. Quindi un una proposta di legge che pare avanzata direttamente dal governo regionale.

Coste iblee: aumento di domande di concessione extra PUDM

La Sicilia Sud Orientale è una delle aree più dense con numerose tra concessioni per stabilimenti balneari ed altre concessioni.

Anche nelle coste ragusane, zona in piena espansione turistica, si è recentemente notato un pieno di domande di concessione.


Ma in particolare la costa iblea dimostra un forte dinamismo rispetto alle concessioni richieste. Un dinamismo che solleva alcune domande.

Perchè se è vero che alcune domande di concessione sono funzionali ad attività esistenti come potrebbero essere pedane che ampliano i dehor da usare in periodo ‘covid’ e quindi hanno una loro logica, altre sono ex novo completamente.

Ci sono zone in cui sono apparse richieste di concessione in extremis, come se qualcuno ben introdotto sapesse di tale ‘condono’ e quindi ha pensato bene di fare un investimento spendendo 2000€ in “marche da bollo” per entrare certamente in possesso di una concessione che, poi ceduta, potrebbe valere anche diverse decine di migliaia di euro

Il Pudm di Scicli: si allarga la costa?. Proprio in questi giorni, la giunta del Comune di Scicli ha deliberato il PUDM della città che dovrà adesso passare al vaglio del Consiglio Comunale e poi, ma chissà arrivati a sto punto, alle Regione. Il piano spiagge, a detta dell’amministrazione, prevede un solo nuovo stabilimento balneare nel lido di Arizza.

Si stabilisce poi che solo 8% della costa sarà destinato ai servizi di balneazione, comprendendo gli esistenti. In tal modo rispondendo alle polemiche dei mesi scorsi sulle autorizzazioni a nuovi chalet.

La cosa che si è modificata, sono i km di litorale: l’amministrazione parla di 22km mentre nello studio del PUDM 2007 si parla di circa 17km di costa dalla foce del Fiume Irminio a Marina di Modica (pag 1 relazione preliminare 1 febbraio 2007). Ci sarà stata una conquista a danno di Ragusa o Modica con invasione tipo “Madonna delle Milizie’ e noi non abbiamo saputo niente?


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