Lettera aperta al Comune di Scicli: abbandono e silenzio verso gli operatori del settore turistico

Uno stato di abbandono sentito forte dagli imprenditori del settore dell'ospitalità e turismo. Una lettera aperta firmata da CNA e Confesercenti e che chiede al Sindaco di Scicli di rispondere

SCICLI –L’immobilismo nell’importante settore turismo, da parte di questa giunta comunale di Scicli, fa davvero paura. E crea un profondo malessere”.

E’ il senso della lettera aperta sottoscritta da Simona Malacarne, componente giunta provinciale di Confesercenti per la provincia di Ragusa e da Marco Daparo, neo presidente della Sezione ‘Stabilimenti Balneari’ della CNA territoriale di Ragusa.

E’ un grido di dolore per la condizione di abbandono del settore turistico locale. E di allarme perché l’amministrazione in carica sta davvero condannando questo importantissimo ambito economico ad una profonda crisi, per la mancanza una seria programmazione a livello politico locale.

Pare invece evidente un concreto disinteresse ed incapacità che porta ad un invito, serio e definito: “Forse è arrivato il momento che si lasci il timone a qualcuno più competente e valente” piuttosto che sacrificare un fondamentale ambito della nostra società ed economia sull’altare del pressappochismo e dell’ignoranza.

Simona Malacarne (Confesecenti) e Marco Daparo (CNA)

La lettera

Lettera aperta

Signor Sindaco
ai sigg Assessori dell’Amministrazione Comune di Scicli
E, pc, sigg consiglieri Comunali del Comune di Scicli

Scicli, 16 Luglio 2021

Egregio Signor Sindaco, Assessori e, pc, Sigg. Consiglieri Comunali.

C’è con molta probabilità un problema di ‘assuefazione’ nel vivere un territorio: spesso ci si abitua a tante cose, persino al paesaggio. Tanto che tale abitudine fa percepire tutto l’intorno come ‘normalità che non lascia spazio ad idee di miglioramenti e cambiamenti.

Ecco, ci appare evidente che il vostro atteggiamento verso il territorio della città di Scicli e delle Borgate è di una tale assuefazione che rasenta “l’abbandono”.

E con esso, si abbandona buona parte del settore del turismo che, con il suo indotto diretto ed indiretto, contribuisce al benessere della città per milioni di euro l’anno.

Accanto allo spettacolare Barocco, concentrato in pochi metri quadrati nel centro storico di Scicli, manca una chiara presa di coscienza che le borgate marinare sono il vero “oro blu” di questa cittadina. Sono il valore aggiunto che da spessore alla offerta turistica della città, che la differenzia, che la innalza.

Ma, le Borgate, sono apertamente e senza vergogna quasi completamente abbandonate.

Da ricchezza del territorio a dimenticati agglomerati di popolazione, neglette, snobbate e anche un po’ reiette.

Le spiaggia di sabbia fine, tesoro di questa costa, sono quasi completamente lasciate a se stesse. Scarsi e poco frequenti sono le operazioni di pulizia. E quando sono fatte, è evidente come sia solo un “arare l’arenile”, prendendo la sporcizia depositata sopra per rivoltarla sotto. Non è vedere una volta a settimana un arenile arato ciò che il turista si aspetta: è sapere che la spiaggia è pulita con la sporcizia rimossa la cosa che aspetta.

Ed invece, proprio perché manca concreta programmazione e visione, non c’è nessuna idea di setaccio ed eliminazione dei rifiuti: è un mettere la polvere sotto il tappeto, null’altro più.

I cigli stradali e le aree verdi, sono inselvatichite ed i collegamenti tra le parti del territorio comunale si presentano semplicemente come “strade di campagna asfaltate”.

Se come nel centro storico di Scicli, chissà perché poi, si è ritenuto di tagliare di netto degli alberi, nelle borgate invece gli interventi di giardinaggio, di abbellimento e gestione delle aree verdi, è del tutto andato perso, dimenticato, cancellato.

Cari amministratori, cosa pensate voglia il turista? Sporcizia, confusione, pressappochismo?

Chissà, se vogliono questo oggi Scicli può offrirlo.

A Donnalucata, le Strisce Blu sono state attivate. Ma la colorazione è sbiadita già: diversi i turisti che hanno lamentato il ‘l’aggressione a tradimento’ di un parcheggio mal segnalato trovato poi a pagamento e che porta alla multa per divieto di sosta.

Ancora, sempre a Donnalucata, viale della Repubblica, di fronte il complesso “Riviera di Ponente’, è in condizioni pietose. Anche qui piante lasciate all’incuria, segnali stradali casuali con i disabili che non possono neanche accedere alle strisce pedonali che sono fatte con criteri ancora da interpretare.

E poi, proprio questa via di accesso a Donnalucata da Marina di Ragusa è una via ad alto traffico veicolare, molto alto. E la velocità spesso crea problemi. E’ della settimana scorsa un incidente, per fortuna senza conseguenza, di una giovane investita da un’auto.

Non è un limite di velocità a 30km/h con autovelox la soluzione, credete. L’ideale sarebbe rendere pedonale questa via, divergendo il traffico nella parallela provinciale che circonpassa Donnalucata.

Ma se questo non è possibile o non è volontà di questa amministrazione, è però del tutto fattibile fare dei passaggi pedonali rialzati in modo da effettivamente far diminuire la velocità alle auto in transito.

Proprio per questo progetto di ‘attraversamenti pedonali rialzati’, gli stessi esercenti dell’area di Riviera di Ponente hanno dato la propria disponibilità ad una contribuzione economica.

D’altra parte, parlando proprio di Strisce Blu, una quota parte degli introiti di questa attività, deve andare a servizi all’automobilista ed al pedone: quale miglior occasione.

La pulizia è, poi, oggi imprescindibile. Il commento più frequente che un turista si trova a fare, è proprio di mancanza di pulizia nel territorio.

Ben venga e sosteniamo con tutta la nostra forza, la raccolta differenziata cittadina. Ma i cigli stradali, le vie, le aree adiacenti, i lungomari e tutto il resto, non possono essere abbandonati nella speranza che ‘nessuno ci faccia caso’.

Vede signor Sindaco e signori Assessori e signori Consiglieri Comunali, sappiamo anche noi che Montalbano ha fatto un miracolo ed ha consentito una decina d’anni di notevole spinta per il turismo.

Ma oggi, specie voi Amministratori, dovete comprendere che Montalbano è ‘morto’ ed il vostro incapace attendismo di un miracolo prossimo venturo con qualcosa che accada ‘per caso’, non è pensabile, non è fattibile, non è seriamente immaginabile.

La programmazione di una stagione turistica, in un Comune, parte dal settembre precedente, con riunioni per analizzare la stagione trascorsa e cominciare a pianificare la prossima ventura.

C’è troppo, troppa improvvisazione, pressappochismo, incapacità in coloro che siedono ai vertici di questo sistema locale ma che sono affaccendati in tutt’altro.

Ma, Signor Sindaco, adesso è il suo turno: dia una risposta e non lasci cadere tutto nel silenziatoio.

Per noi, operatori del settore turismo, si tratta di poter lavorare o rimanere a guardare anni di sacrifici e investimenti che si sfibrano fino all’incenerimento.

Forse è davvero ora.

F.to Marco Daparo, presidente sezione “Stabilimenti Balnerari’ CNA Ragusa

F.to Simona Malacarne, componente direttivo Confesercenti, Ragusa

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