Ma allora, sto lavoro: c’è o non c’è? Ed il Reddito di Cittadinanza, c’è o ci fa?

Il Reddito di Cittadinanza sta disincentivando il lavoro? Non è chiaro ma il serio rischio c'è. Oggi ristoranti, negozi, trasportatori, edilizia fanno fatica a trovare personale. Ed i bambini già si immaginano con il RdC. Piccola inchiesta su bar e ristoranti

RAGUSA – Avere un ristorante, oggi, significa non solo uscire da un periodo di crisi nera che rischia di ritornare. Ma anche, a giugno 2021, avere problemi a trovare personale. Nella fattispecie, camerieri. Ma anche baristi, altro personale di sala e cucina. E, allargando l’orizzonte, pare che ci siano problemi di autisti, magazzinieri, commesse, operai edili, ecc ecc.

Ad essere messo sul banco degli accusati è il Reddito di Cittadinanza, ovvero la possibilità di prendere da 500 a oltre 1000€/mese secondo la propria condizione familiare e di inoccupazione, nullafacendo. Una situazione che potrebbe consolidarsi con le ultime assegnazioni governative di assegni famigliari che possono portare ulteriori diverse centinaia di euro a famiglia e per mese senza lavorare.

D’altra parte non sono proprio i giovani, diciamo i 18enni in su, oggetto di tale faccenda. Piuttosto sono adulti entrati nel vortice di questo assistenzialismo rinsecchente che sta disidradando un sistema socio-economico.

A difesa del Reddito si schiera chi invece accusa i potenziali datori di lavoro di offrire salari bassi, chiedere orari dilungati, far fare mansioni stancanti senza contropartita, dei diritti, ecc.

Hanno percepito il Reddito di Cittadinanza 1.343.624 nuclei familiari, con 3.238.931 persone coinvolte e un importo medio a nucleo pari a 582,53 euro.

Alla data del 7 aprile, il numero totale dei nuclei percettori di Rdc/PdC ammonta a 1.484.444. Il numero di quelli residenti nelle regioni del Sud e delle Isole ammonta a 917.487, seguito da quello dei nuclei residenti nelle regioni del Nord, pari a 336.929, e da quello dei residenti nel Centro, pari a 230.028. (fonte: INPS)

Esistono dati affidabili?

Trovare dati non è facile. Gli uffici collocamento non funzionano, per cui l’incrocio tra domanda ed offerta potrebbe essere inconoscibile. D’altra parte, è altamente probabile che le aziende che cercano personale manco si rivolgono agli uffici collocamento, considerando la loro storica operatività.

E’ il passaparola il principe del collocamento popolare. Con un po’ di social media

Noi abbiamo cercato di chiedere a chi è sul campo, nel vecchio modo del ‘giornalismo che consuma la suola delle scarpe’ , andando a chiedere direttamente. Il che ovviamente non è uno studio ma una ‘ricognizione’. Riteniamo però affidabile.

“Siamo meno della metà degli scorsi anni”

A Donnalucata, attendendo una buonissima pizza da portar via, abbiamo parlato con Salvo Rizzo, proprietario del Retro (non Retrò: in origine panineria, infatti, era il ‘retro’ di una casa e per questo ‘Retro’ venne chiamato, chissà perchè poi francesizzato via facendo dalla pronuncia popolare in ‘Retrò’).

La mancanza di personale io la posso confermare. Noi abbiamo più che dimezzato rispetto agli anni passati. Non solo in sala ma anche in cucina. E devo dire che la situazione non pare migliorare. E considera che siamo a Giugno e non ancora in piena stagione”.

Il Retro, un ristorante ‘de charme‘ ha diversi tavoli, pochi all’interno ma molti all’esterno, in ossequio alla norme anti-covid. E si sviluppa in lungo, dalla privacy di stradine laterali lastricate in basole fino alla romantica vista sul lungomare. Ciò significa che il personale di sala ha, letteralmente, decine di metri da fare da un angolo all’altro.

Ma è difficile davvero trovare personale”?, chiediamo.

Si – ci risponde un disponibilissimo Rizzo. Capita anche qualcuno che chiede e poi non si fa più sentire. Ma parliamo sempre di ragazzi mentre quelli più adulti non ci sono proprio. Qualche giorno fa mi ha chiamato una ragazza che studia a Bologna all’università. E’ residente a Scicli e mi ha chiesto se avevo disponibilità ed io ho detto di si. Abbiamo parlato un po’ del tipo di lavoro ed alla fine chiedo quando poteva essere disponibile. <Alla metà di Luglio>, mi ha detto. Ed io come faccio per tutto giugno e metà luglio?”

Salvo Rizzo, del Retro di Donnalucata con le sorelle Mariela, Elsi e Gladys Drago. Le tre ragazze lavorano al Retro ed hanno scelto di non andare a Malta.

“Ma non è che il problema, come si dice, sia uno sfruttuamento e paghe minime?”

Da me non c’è assolutamente. Io ti parlo di buste paga secondo le norme. Se fai il turno tra mezzogiorno e sera, al mese può esserci un ottimo stipendio (mi fa la cifra di uno stipendio consistente, ndr). E parliamo di ragazzi che magari non hanno nessuna esperienza. Io, per esempio, ho avuto un paio di ragazze che hanno fatto un paio di giorni di prova. Poi sono andate via. Ma anche quello è complicato, perchè in quel periodo ancora magari non hai formalizzato l’assunzione in attesa di capire sia noi sia lei cosa pensa ma hai del personale non inquadrato in sala”.

Malta addio

Discutiamo tra una pausa e l’altra, impegnato com’è con l’auricolare a tenere sotto controllo l’andi-rivieni nel locale. E’ il ruolo del ‘direttore di sala’, poco conosciuto ed usato dalle nostre parti. E nel frattempo un ragazzo porta le pizze da portar via, alla cassa si smanetta per i conti, si va al registro per le prenotazioni, si risponde alle telefonate.

Il giorno in cui ho parlato con Salvo, in sala in servizio c’erano tre giovani e belle ragazze. Ho saputo poi essere tre sorelle: in effetti, si somigliavano. E la loro storia può essere indicativa.

Una di loro aveva già avuto esperienza al Retro e conosceva quindi il titolare. Ma quest’anno le cose rischiavano di cambiare. La vicina isola di Malta è una attrattiva lavorativa molto forte: da Malta cercano personale in Italia in maniera frenetica.

Le due altre sorelle avevano avuto un contatto proprio con dei ristoranti maltesi che avevano offerto paga e alloggio, come spesso fanno. L’attrattiva era forte e tutt’e tre stavano seriamente pensando di fare questa esperienza. Appena venutone a conoscenza, Rizzo ha voluto parlare con tutte loro. Si sono seduti ed hanno trovato un accordo: le tre ragazze sono rimaste al Retro, nella loro città, Scicli. Adesso le vedi appunto belle e serie nel loro ruolo, andare avanti ed indietro, pare mai stanche, impegnate nella loro comunità. E per il loro benessere economico personale senza pesare sulla famiglia.


Un giorno ero a casa di un mio amico. Il figlio, 12enne, giocava col telefonico: chino su un videogioco di auto, gare, sgommate. Ad un certo punto, non ricordo perchè, gli chiedo: “Ma tu, da grande, che vuoi fare”? Pensavo mi dicesse pilota, magari meccanico. Pausa di qualche secondo e poi, senza neanche guardarmi, risponde: “Io voglio il reddito di cittadinanza”. Ed era serio. (mlm)


“Da 1300€ in su. Ma non trovo nessuno”

Un altro operatore del settore, sempre del litorale, che ha più di una attività ristorativa ma che vuole però rimanere anonimo, conferma.

“Anche io non riesco a trovare personale. E fidati non si tratta di bassi stipendi. Io offro un minimo di 1.300€ che salgono secondo gli orari. Ma anche così non riesco a trovare collaboratori. Certo, qui il lavoro non guarda orari e pause, quindi è vero che è fisicamente pesante. Il Reddito di Cittadinanza? Non penso sia una questione dei giovanissimi, ma certo i più adulti, fuori dal mondo scolastico e che sono infilati dentro questo sistema non hanno nessuna voglia di rischiare di perdere questo beneficio per venire a lavorare. Forse qui con 8/900€ ci vivi magari accettabilmente’.

Marina di Ragusa: il clou della movida della costa

Una sgasata e si arriva a Marina di Ragusa, il centro della movida della costa Sud della Sicilia. Si contano arrivi fin da Gela ed oltre Siracusa, in un crogiuolo di persone che farebbero rizzare i peli al Ministro “distanziatorista ad oltranza“, Speranza.

Qui la stagione pare partita. Molti turisti specie nel week end, molti dall’entroterra siciliano come Enna, Caltanissetta, Agrigento: un po’ una sorta di revival del turismo delle nostre zone degli anni ’80 e ’90.

Sul lungomare, nel primo pomeriggio per non dar fastidio al servizio, mi fermo in un famoso locale. Il titolare è disposto a chiacchierare ma preferisce rimanere anonimo.

Mi conferma: “E’ un problema che so colpisce molti miei colleghi. Io devo dire che non lo sto soffrendo, perchè ho il mio personale da tempo“. Ed in effetti una ragazza li vicino confermava che era da tre anni in tale struttura e che “non li avrei mai lasciati da soli”.

Il disincentivo al lavoro, non è cosa nuova

“Ma se vuoi sapere la mia sul Reddito di Cittadinanza, non è una cosa nuova. E’ da decenni che il lavoro giovanile viene disincentivato. Chi ha una certa età ricorda gli ex-art 23, i LPU, gli LSU, le cooperative e tutto il mondo dell’assistenzialismo a cui hanno condannato la Sicilia. E’ da anni che i giovani preferiscono non lavorare perchè pensano che ‘troveranno qualcosa’ nel senso di più facile, di impiegatizio‘.

E sai, non è solo un problema dei ristoratori – continua. So che le aziende di trasporto stanno cercando personale. A me, un trasporto di vino è stata posticipato di 15 giorni perchè non c’era del personale per la consegna”.

Per dirla tutta, basta pensi alla disoccupazione in agricoltura: sono tantissimi quelli che fanno il minimo di giornate per poi prendere anche 6/7.000€ di disoccupazione magari ancora lavorando in nero. Senti – conclude – il sistema è fatto per galleggiare, Ma prima o poi affonderà”.

E se lo dice lui che con il reddito degli altri, fa mangiare e ci mangia, è da essere preoccupati.


Il “nero” non è per noi

Sempre sul lungomare, il Lumia Gastrobar. “Un ambiente giovane e pieno di energia per l’estate sulla spiaggia di Marina di Ragusa. Un bar caffetteria internazionale ispirato al mare e allo stile di vita rilassato” come scrivono nel loro sito.

Incontro il titolare, Marco Zinna, assolutamente disponibile a parlare della propria esperienza, tra l’altro forte di trascorsi all’estero e della gestione di altre strutture, pure di accoglienza.

Io ti dico che vista l’esperienza dello scorso anno con del personale che è fuoriuscito dai nostri ranghi, ha avuto il Reddito di Cittadinanza e poi è venuto a cercare di lavorare in nero, cosa del tutto fuori da ogni regola e che per me non esiste proprio, quest’anno ci siamo stati lungimiranti. Nel senso che il personale ce lo siamo <tenuto stretto> già da Marzo, magari chiamandolo per lavori occasionali, per pulizia, preparazione. Questo ci ha permesso ci avere un rapporto diretto e di fiducia con loro.”

E’ vero – continua – oggi non è facile trovare personale perchè vorrebbero lavorare alle loro condizioni. Il che significa non in regola: in molti vogliono il nero. Ed è esattamente l’opposto di qualche anno fa. Io voglio offrire un contratto assolutamente in regola, che permetta anche l’accesso ai benefici degli ammortizzatori sociali e, cosa da non dimenticare, evita problemi nel caso di controlli fiscali

Ma – domandiamo – i voucher che hanno tolti, potrebbero essere utili?

Sarebbero utili limitatamente – risponde. Sarebbe il gatto che si morde la coda perchè poi magari i voucher li tieni dentro e li usi per meno ore. Un modo per riaprire ancora un mercato nero che non va bene

Il “Lumia” (foto tratta dal sito web)

E c’è un altro problema, oggi. Cioè che magari ci sono ragazzini, del tutto inesperti, che già chiedono magari cifre alte che ovviamente non sono compatibili con il loro contributo lavorativo all’azienda

Ma quindi questa accusa di sottopaga?

Io parlo per noi, ovviamente, e questo non accade. I nostri dipendenti sono in regola per essere tutelati anche quando, per un qualunque motivo senza lavoro, possono accedere ai benefici che la legge permette. E quindi corretto che un inquadramento di legge“.

Come state gestendo la stagione, ci sono turisti?

Comincia a vedersi, soprattutto nei week end. Sono ancora siciliani delle province limitrofe. Settimana scorsa ho avuto un gruppo di tedeschi e dei francesi. Chiacchierando con loro ho scoperto che erano già stati qua ho capito che chi viene torna in un posto che conosce e dove si è trovato bene.Questo è un valore che non dovremmo disperdere”

Lascio la discussione su questo interessante tema con la promessa di rivederci per magari affrontarlo meglio.


“Meno iscritti ai professionali. Vanno più al liceo”

il preside Saitta

Ma da dove potrebbero venire camerieri, sommelier, personale di sala e via dicendo? Ma certo: dall’Alberghiero.

Cerco il preside, il prof Bartolomeo Saitta. Più che preside, davvero viene da chiamarlo ‘Dirigente’ visto che pare al comando di una vera azienda. Provate a chiamare in “alberghiero” (tel 0932 762991). Vi risponde una voce che vi invita a scegliere tra “1-segretria alunni, 2- ufficio personale, 3-ufficio contabilità, 4-ufficio magazzino e acquisti, 5-ufficio protocollo, 6-vice presidenza, 7-direttore amministrativo”. E ve lo dice in italiano e inglese: praticamente una vera azienda!

Sappiamo che c’è una scarsità di personale – dice il preside Saitta (chiamiamolo ‘preside’, in maniera ‘conservatrice’). Da noi, se avessimo il doppio di ragazzi delle ultime classi, sono certo tutti troverebbero una collocazione”.

Quanti ragazzi stima siano?

Io penso un 300, considerando le ultime classi. Consideri però che è personale che si distribuisce praticamente su mezza Sicilia. Al nostro istituto fanno capo anche molte città dell’entroterra siciliano. Ed è nelle loro città e province che molti ragazzi poi trovano un impiego estivo”.

Devo però dire che – continua – non è che da noi vengano molte aziende della ristorazione per la ricerca di personale che hanno altri canali. In effetti chi ci contatta è proprio chi vuole quella figura specifica, di alta formazione, in sala che sia capace dell’interazione con il cliente in maniera altamente professionale”.

Ma dell’idea del Reddito di Cittadinanza cosa dice?

Non ho informazioni in merito. Posso solo dire che sto osservando una diminuzione degli iscritti agli istituti professionali. Pare ci sia invece una maggior scelta per i licei. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che dai licei è più agevole passare all’università“.



Alberghiero: si trova lavoro troppo presto

Il preside Saitta non va oltre in questa analisi. Proviamo a completarla allora noi: andare al liceo significa non avere il ‘rischio’ di trovare lavoro subito, come accade con gli alberghieri.

Dal liceo invece vai all’università e ti parcheggi li qualche anno. Poi, una laurea che oggi non si nega a nessuno nessuno, ti darà l’illusione che potrai trovare, con calma un lavoro, meno stancante e ben pagato. Mal che vada, puoi richiedere il Reddito di Cittadinanza.

In effetti, pare non siano pochi i casi di figli che, alla maggiore età, escono ufficialmente dal nucleo familiare, prendono residenza altrove solo per accedere al RdC mentre continuano a fare gli universitari in attesa della laurea e continuare ad avere il RdC.

Lo stipendio di New York

Non si può certo fare di tutta l’erba un fascio (ma perchè?), ma è probabile che l’incentivo al lavoro, anche come formazione e apprendimento, sia stato cancellato. La ricerca è per i ‘diritti’ lasciando i ‘rovesci’ a non si sa chi.

Un vice-preside di un altro istituto alberghiero del Nord Italia, citato da un giornale, raccontava di come avesse fatto bene un suo alunno a rifiutare un incarico di cameriere nella sua zona perchè ‘sottopagato’, non venivano rispettati i suoi “diritti”. “Se ne è andato in America – disse. Prende 2400$ al mese.”

Sembrano una cifra davvero ampia. Ma tutto dipende se leggi da Modica, Palazzolo, Avola. Ma vediamo meglio.

Secondo Numbeo (www.numbeo.com), il costo di una stanza da letto in affitto in USA va da 1080 a 1300$; internet (super veloce) costa 60$ mese; 165$ utenze mensili; un cappuccino 4.20$. Se vai al ristorante da cliente, mediamente è 30$. Poi c’è l’assicurazione, le spese mediche non coperte, le tasse. Con queste ed altre spese, il sito indica che il salario medio (DOPO LE TASSE) deve essere di 3.5558.51$ per essere minimamente sufficiente.

Signor vice preside, richiami il suo studente in Italia : lo stanno sfruttando. (PS – la tredicesima non è obbligatoria in USA: la prende solo chi la merita).

LA STORIA DEL FALAGNAME. un fatto vero a Scicli

Un mio amico, mi raccontò una volta che suo padre, quando finì la scuola, fu preso dal padre (quindi il nonno del mio amico) che gli disse: “Devi guadagnare qualcosa. Da domani vai a bottega’. La zona è l’attuale Villa Penna nella cittadina di Scicli.

L’indomani fu portato da un falegname. Ai tempi i falegnami erano tanti ed importanti: mica c’era l’Ikea. La paga era settimanale. Passata la prima settimana, i soldini non arrivavano. Aspettò una settimana ancora, la paga non arrivava ed andò lamentarsi con suo padre: “Ma il falegname non mi paga’. “Aspetta una settimana ancora’.

Passata la ulteriore settimana, la delusione era tanta. ‘Papà, ma quello non mi paga. Tu me lo avevi promesso’. Il padre allora si armò di buona volontà, un po’ di faccia tosta ed andò dal ‘mastru’.

“Salve, Volevo chiederle perchè non ha dato la settimana al ragazzo. C’è qualcosa che non va? Ha fatto qualcosa?” Il falegname pare lo avesse guardato tra il sorpreso e lo scandalizzato. Si tolse la polvere dal grembiule con una specie di spolverino, prese una sigaretta di quelle di basso costo e rispose al padre: “Veramente io aspettavo che lui pagasse me: gli sto insegnando un mestiere’.

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