L’ultima inchiesta di Montalbano: “Il mistero delle panchine scomparse”

Il dubbio era che si fossero 'fregati' la panchina di Montalbano. O che qualcuno l'avesse fatta spostare. Dalle nostre indagini montalbaniane è emerso che...

SCICLI – C’è in atto una piccola polemica di paese. E’ nata sui social e li cresce. Come forse altre decine di migliaia al giorno.

Ma questa potrebbe anche diventare famosa perchè ‘nel mezzo’, c’è nientedimeno che il Commissario Montalbano ed un ipotetico nuovo capitolo della saga dal titolo: “Il Mistero delle panchine scomparse“.

Cerchiamo di andare per ordine perchè, vi diciamo la verità, per sapere il poco che abbiamo ci abbiamo messo due giorni interi e tante telefonate ed incontri per fortuna con persone gentili e generalmente disponibili.

Montalbano vi ci si sedette

La storia è che nell’episodio ‘Un diario del ’43“, il nr 34 della 13^ stagione della saga, trasmesso il 18 febbraio 2019, il Commissario si siede a parlare con un altro personaggio, tale John Zack in una panchina sul lungomare di Donnalucata. La vista non è male ed anzi, ad un certo punto, passa pure la banda.

L’immagine è poetica e questa vista, magari sfuggita ai più dei quasi 10 milioni di persone che videro quella puntata, non è sfuggita ai donnalucatesi ed agli amanti del ‘serial’. E quel luogo è diventato iconico e, oggi a maggior ragione, ‘oggetto del ricordo’.

Ma, e qui si palesa il problema, sorge la prima questione (il “delitto”): ‘Ma dove è andata a finire la panchina su cui il commissario Montalbano e Zack si sono seduti’?

La risposta sembrava banale da cercare anche per verificare il brusio di paese che vuole che si stata rimossa ad arte.

La zona scoperta di panchine ma da dove fu girato il pezzo che riportiamo sopra

La panchina sui cabasisi

Non è stato facile cercare di capire e trovare qualche risposta: l’amnesia incontrata è stata molta, la confusione di date ed avvenimenti altrettanta.

Abbiamo allora cominciato una ‘indagine alla Montalbano‘ per cercare di capire a chi, sta panchina, eventualmente stava sui cabasisi.

Come una vera indagine alla Montalbano, cominciamo dalla notizia di reato: mancano una o due panchine sul lungomare di Donnalucata. Serve quindi una ricognizione sul luogo. Invece della Fiat Tipo targata AK 696 FW ci armiamo di Vespa e si fa il sopralluogo.

Effettivamente da una prima ricognizione, e non servono proprio i RIS dei Carabinieri per capirlo, si vede che nell’area che servì da scenografia per la chiacchiera di Montalbano, dimostra i segni del divellimento di due panchine. Erano piazzate verso la bocca di porto, all’inizio della sezione di un marciapiede, vicino ad un palo della luce ed ovviamente di fronte a delle abitazioni.

Nello sceneggiato, la panchina su cui Montalbano è seduto, si vede però bene. E’ un modello moderno ed lo stesso delle altre 8 che sono piazzate verso levante, la parte opposta, su quel lungomare.

Da questi elementi, immaginando il Commissario che rimugina guardando il mare, ci si rende conto che ad essere divelte non sono state proprio queste ‘moderne’ ma, a quanto pare, il modello precedente in ferro e legno: è chiaro perchè le più nuove in acciaio hanno 4 gambe d’appoggio mentre i segni indicano 6 appoggi. Potenza del ragionamento.

Ma, comunque, chi le ha tolte?

Però due panchine mancano.

Seguendo questa “indagine”, il Commissario avrebbe convocato il Sindaco in commissariato – tanto dovrebbe fare una rampa di scala visto che il Commissariato era allocato nei bassi del Comune – per fare delle domande. Figuriamoci noi se possiamo “convocare” il sindaco: non ci risponde neanche per fare una intervista!

C’è però il gentile assessore Viviana Pitrolo e ci risponde che a memoria di questa amministrazione, non ci si ricorda di avere divelto panchine. “Ne abbiamo acquistate 10 – ci dice – e 10 ne abbiamo installate’.

Ma quando sono state tolte le vecchie? “Ho chiesto in ufficio ma nessuno ricorda di averlo fatto, per cui sarà una cosa vecchia”.

La cosa dà da pensare al Commissario: “Non ho neanche una data su cui lavorare. Come faccio ad andare avanti? Beh, per adesso mi faccio un bagno“. E poi non resta che ‘interrogare testimoni”, attività tipica di indagine, anche giornalistica.

Noi non abbiamo interrogato nessuno ma abbiamo gentilmente chiesto. Ma le risposte alla domanda “quando le hanno tolte le vecchie panchine?” andavano da “più o meno 6 mesi fa” a “mi pare 7/8 anni fa“. Un po’ troppa variabilità, anche per una questione medio-futile come questa.

Ma cominciava a diventare intrigante. Chiedendo qui e la, in un paese è più facile, si trova un ex dipendente che ricorda vagamente il fatto. Stima l’accadimento in ‘forse un 4 anni fa‘ ma onestamente non vuol farci affidamento. Conosce però chi, collega, avrà certamente ricordo del fatto.

Il collega dovrebbe essere la memoria storica del fatto perchè, sempre nell’indagine di Montalbano, sul sito del Comune di Scicli non si riesce a trovare niente. Non c’è referenza a “riqualificazione lungomare“, a ‘panchine‘, a “panchine lungomare“. Cioè dal sito del comune non esce nessun ordine di servizio, contratto, contatto su questo tema tranne che un generico ‘bilancio dei primi mesi’ dell’amministrazione. O forse non siamo riusciti a trovarlo.

Una telefonata al ‘dipendente memoria storica” e qualche altro elemento emerge. Si, ricorda l’operazione: le panchine furono tolte perchè il ferro era diventato marcio, il legno delle sedute e delle spalliere cedevano. Le nuove invece erano in acciaio quindi maggior resistenza a bordo mare. I lavori non furono fatti direttamente dai tecnici del Comune ma da una ditta esterna (ci fu quindi un appalto?).

Purtroppo anche qui incertezza sui tempi: “Mi pare 4 anni, ma non ne sono sicuro. Però mi ricordo chi era il responsabile di quel procedimento. Lui certamente potrà sapere di più“.

Gli occhi facevano pupi pupi: finalmente un riferimento certo. “Mimì, convocalo per domani”. Ah no, noi non possiamo convocare nessuno. Andiamo per le vie giornalistiche.

Altro giro di conoscenze e si arriva a poter contattare il funzionario, estremamente gentile e disponibile. “Come data ti posso dire che l’installazione è del 2017. Le ha scelte l’assessore e sono in acciaio. L’importo per l’acquisto è stato preso dai fondi della tassa di soggiorno che hanno questo vincolo di spesa proprio per la fruizione turistica’.

“Ma quando sono state tolte le due panchine?” Non lo so, noi non le abbiamo trovate. Abbiamo solo messo le altre nuove“.

Quindi

Quindi, ricapitolando davanti ad un piatto al nero di seppia mangiato a bordo mare su uno chalet (ma quali: ‘na pizza a casa!): “delle panchine c’erano, qualcuno le ha tolte, l’attuale amministrazione ha rimesso altre 10″.

Ma.. io, sul lungomare, ne conto solo 8: dove sono andate a finire le altre due?

Donnalucata ha un vasto e variegato panorama di panchine: acciaio, legno e ferro dritte, legno e ferro ritorte, pietra, comucapitaprima e via dicendo. E sono sparse qui e la. Non si riusciva a trovare nei dintorni, però, le due in acciaio mancanti all’appello.

Poi un sospetto: ma se fossero lungo il lungomare? Una bella passeggiata ed in effetti, nella zona centrale del lungomare, ecco la nr 9 e la nr 10.

Perchè non sono state messe in sequenza?

Certo, viene da pensare: come mai non sono state messe in sequenza andando ad occupare proprio quella parte della scenografia di Montalbano? O c’erano e poi sono state tolte?

Per la prima domanda, pare che, nel 2017 al momento della installazione, siano state sostituite le panchine presenti. E le due in zona montalbaniana, pare già non ci fossero. Per la seconda domanda: no, nessun spostamento.

Ma allora, Montalbano e Zack, ma ndò si sò seduti?

Bisognava andare avanti con l’indagine. Certo, telefonare a Zingaretti e chiederlo a lui, sarebbe stato un colpo di scena brillante. Ma più modestamente abbiamo contattato chi è stato in contatto con la produzione e soprattutto il servizio scenico che era quello che si occupava della creazione delle scene per le riprese.

Cioè, molto frequentemente, le scene richiedevano l’eliminare, o aggiungere, oggetti scenici. E per ciò c’era un servizio che giorni prima se ne occupava. La domanda era semplice: “Buongiorno, senta ma lei si ricorda se avete spostato panchine al lungomare di Donnalucata per girare delle scene’?

Di panchine ne abbiamo spostate molte – è la risposta – per esempio nella piazza del Comune di Scicli. Ma abbiamo sempre rimesso tutto a posto. Il nostro metodo era di fotografare tutti i particolari prima, smontare ciò che era necessario e poi rimettere tutto al proprio posto”

Ma per Donnalucata, in particolare, si ricorda qualcosa? “A dire il vero no, non ricordo di spostamenti di panchine. Però devo dire per esperienza che se ci fossero state delle panchine li vicine, si sarebbero usate quelle, piuttosto che monta e smonta’.

La produzione ha smontato e rimontato?

La cosa si complica. Secondo questa testimonianza, le panchine in quel posto di Montalbano, c’erano?

Un altro sopralluogo era allora necessario per verificare un fatto: ci sono tracce di installazione e disinstallazione?

Ecco, pare proprio di no. La panchina d’acciaio ha un sistema di ancoraggio a 4 fori che non si trovano nell’area in cui Montalbano parlò. Per cui, si può dire che non vi siano state installate panchine.

Forse, facciamo una ipotesi, la produzione ne prelevò una (l’ultima panchina) d’acciaio e la collocò laddove il regista riteneva per girare la scena. Ma non fu nemmeno ancorata al suolo. Dopo le riprese, fu rimessa al proprio posto.

Tale ipotesi è rafforzata anche dal ricordo di qualche funzionario sul fatto che proprio quella ultima panchina risultò poi essere, dopo tempo, divelta dal terreno forse perchè i fori di ancoraggio sul terreno friabile si erano allargati. Intervennero gli operai del comune per riassettarla.

Ecco. Alla fine l’indagine può dirsi conclusa: a nostro parere non c’è stato nessun reato di “rimozione indebita di panchine” ed il tutto si è ingigantito per le pulsioni locali. Il GIP penso non rinvierebbe a giudizio nessuno ed il caso sarebbe chiuso.

Rimangono, per la verità due dubbi.

Uno, sul perchè l’attuale amministrazione non ha ritenuto di proseguire nell’installare le 10 panchine in sequenza in una prospettiva che chiaramente indicava l’esistenza di tali oggetti in precedenza.

E poi, andando più indietro nel tempo, perchè le due panchine nell’area oggi libera e che fu usata da Montalbano, furono tolte: fu necessario, fu dovuto, fu progettato? Ecco, chi vuole richieda un supplemento di indagine al Procuratore… e vada avanti indietro.

Oggi l’idea di una “Passeggiata degli Artisti”. Di fronte alla Legge

Oggi questo angolo sta riavendo valore perchè la cittadina di Scicli, orfana di Montalbano deve trovare una alternativa, che magari lo stesso Camilleri e Montalbano possono dare.

Ecco allora la proposta da Renato Bonomo, che ha già lanciato l’idea della pista ciclabile Donnalucata-Playa Grande accolta dall’amministrazione ma ancora in attesa di sviluppi pratico-amministrativi, per creare attorno a questo luogo un punto di riferimento ’emotivo’.

Ho già raccolto alcune adesioni – dice Bonomoper addirittura collocare una statua di Camilleri, o di Montalbano su una panchina in questa zona. Un modo per valorizzare questa passeggiata. E se consideriamo che Scicli ha avuto altri grandi artisti come Guccione e che è stata spesso oggetto di zona di vacanze come il grande Battiato, potremmo addirittura battezzare questo come il Lungomare degli Artisti, o la Passeggiata degli Artisti. Una intitolazione che si potrebbe fare il prossimo 17 luglio nell’anniversario della morte di Camilleri con una cerimonia a cui invitare qualche personalità, a partire dalla figlia di Camilleri‘.

La proposta è interessante. Facilmente il comune potrebbe prendere le due panchine, la nr 9 e 10 al centro del lungomare e posizionarle qui, creando l’attenzione con una statua bronzea.

Una bella idea che si scontra con la norma, però. E che qualcuno potrebbe persino invocare. Infatti secondo il RD (Regio Decreto) nr 1118 del 23 giugno 1927 a firma Sua Maestà Re Vittorio Emanuele, all’articolo 2 stabilisce che “Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni“.

Ed all’art 3 conferma che “Nessun monumento, lapide od altro ricordo permanente può essere dedicato in luogo pubblico od aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Rispetto al luogo deve sentirsi il parere della Regia commissione provinciale per la conservazione dei monumenti”.

Probabilmente la Regia Commissione provinciale non c’è più. Ma la legge, si.

La statua di Camilleri ad Agrigento. Sta affrontando la stessa problematica ex art 2 RD 1118/27

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