Bandiera Blu: se non ce l’hai, meglio cominciare a pensare di averla.

Il percorso di arrivo all'ottenimento della Bandiera Blu è lungo ed anche complesso. Ma è, oltre che un potente mezzo di qualificazione dell'offerta turistica, anche un modo di fare un profondo check up della condizione di 'sostenibilità ambientale' di un territorio. Intervista al prof. Claudio Mazza, presidente sez Italiana della FEE

SCICLI/ROMA – E’ un simbolo che si vede svettare vicino ai lidi marini ed alle spiagge più belle ed organizzate. E’ la Bandiera Blu, la Blue Flag che in tutta Europa copre tanti dei litorali di maggior qualità.


La distribuzione europea della Blu Flag. (fonte: FEE)

Dove la concreta sinergia tra pubblico e privato, tra associazioni e popolazione, può dare una miglior qualità di vita.

In Sicilia, sono 10 le località insignite di questo simbolo: 1 in provincia di Agrigento, 5 in provincia di Messina e 4 in provincia di Ragusa. Tutto il resto dei 1.152 km di coste siciliane, tace.

Per il turista ma anche per i residenti

Un percorso difficile, quello per ottenere la Bandiera Blu. Ma che serve anche come una sorta di check up di un territorio per tendere ad una miglior qualità e sostenibilità di vita della popolazione residente.

Oltre che essere potente ed importante fattore di offerta nel mix prodotti e servizi da considerare quando si parla di “offerta turistica”. Per non dimenticare che ‘il turista’ è risorsa economica da rispettare ma incentivare nelle sue scelte.

Questo l’intenso questionario per l’ottenimento della Bandiera Blu

Lo spiega chiaramente il prof. Claudio Mazza, presidente della sezione italiana della FEE, in questa intervista


  • Intervista a: Prof. Claudio Mazza
  • A cura di: Maurizio La Micela
  • Giorno intervista: 21 maggio 2021
  • Durata: 32′

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.