Stabilimenti Balneari: il (comune) pomo della discordia

Un nuovo stabilimento balneare a Donnalucata alza le barricate. Tra coloro che depongono tutto nella 'conservazione cultural-tradizionale' contro coloro che vedono l'impresa come opportunità di lavoro e di crescita per un territorio. Con in mezzo una amministrazione che poteva prendere una posizione più netta

SCICLI – La sorpresa, a dire il vero, sarebbe stata non fossero emerse contestazioni: nè culturali, nè amministrative. Forse neanche legali.

Ed invece il costruendo stabilimento balneare di Donnalucata, riviera di Ponente, ha dato la stura a tutto il catalogo delle rappresentazioni sociali, politiche e culturali che si ripetono quando si muove una pietra.

I fatti: alcuni facili da capire, altri meno

I fatti sono che il 13 Aprile scorso, sull’arenile della spiaggia di ponente di Donnalucata, sono iniziati i lavori per la costruzione di uno stabilimento balneare. Le dimensioni di progetto sono generose: 1800mq di rettangolo dalle dimensioni di 30*60 metri.

Sono generose ma, a quanto pare, minori dell’ipotesi iniziale. Nel senso, esempio, che anche la zona ‘sedie a sdraio‘ è inserita nei 1800mq, cosa che prima non era.

lo spazio che dovrebbe occupare lo stabilimento balneare in costruzione (elaborazione: turismoibleo.com)

Secondo quando indicato, gli stessi lavori dovrebbero terminare il 13 luglio 2021, diciamo a stagione turistica iniziata (politiche covid permettendo).

Ma il tutto ha sollevato le polemiche di prammatica.

Gruppi ambientalisti ed associazioni locali hanno gridato allo scandalo per l’uso ‘privato’ della spiaggia da un lato e allo ‘scempio naturalistico’ dall’altro.

Sull’altro fronte, chi chiede che il turismo non sia una parola vuota, che il turismo richiede servizi e questi sono i servizi che poi i turisti chiedono quando si informano su una località. E quindi la scelgono.

Nel mezzo, cade l’amministrazione comunale di Scicli. Cade perchè ad un certo punto pare proprio ‘cadere’ dalle nuvole (o dal pero) su quel che accade, sui progetti, sulle autorizzazioni, sui lavori.

Persino sul PUDM, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, ovvero il piano regolatore comunale per l’utilizzo delle spiagge, i fumogeni che si sono accesi rischiano di fare capire poco e male.

Burocrazia: dal 2013 al 2021

Dal punto di vista amministrativo, anche se i faldoni di carte sono possenti e per quello che siamo riusciti a ricostruire, l’idea ed il progetto risalgono al 2013, quando vengono protocollate le prime carte.

Avere una “concessione di demanio marittimo” pare non sia una delle cose più facili da ottenere: le procedure sono rigide e gli enti coinvolti sono diversi, ognuno praticamente autonomo l’uno dall’altro. Nel senso che il ‘parere positivo’ di uno non vincola quello dell’ente successivo che, per proprio conto ed in autonomia, può anche bloccare l’iter richiedendo specifiche.

Però, pare sia la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, in questo caso di Ragusa, l’ente che da il via al ‘concerto’: se i funzionari della Soprintendenza analizzano e danno il “via’, il resto è meno complesso.

L’iter da Ragusa è partito, pare senza intoppi e da li a venire tutti gli altri pareri di competenza: genio civile, asl, demanio, capitaneria di porto, comune.

Ed infine il rilascio della “concessione” a verifica e somma delle parti burocratiche precedenti e che è compito del A.R.T.A., Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente di Palermo. All’arrivo in Regione, cioè tutto deve essere compiuto e la validità e qualità amministrativa degli atti precedenti risulta nel rilascio della concessione.

Questo iter, pare, sia stato perseguito in via pedissequa, anche perchè ci confermano, le procedure sono standard e molto ma molto rigide per cui “uscire dal percorso e pensare di non deragliare, è praticamente impossibile“.

E difatti la concessione arriva. E’ la DRA/729 del 29 maggio 2020. Si impone, tra l’altro in un fitto documento di 10 pagine, un canone di 3.488,11€/anno, una fidejussione pari al doppio del canone, utilizzo ‘stagionale’ dal 1 maggio al 30 settembre.

Prima di tutto ciò, il 6 marzo 2015, all’albo pretorio del Comune di Scicli viene affissa tale richiesta di concessione demaniale. Secondo le norme, entro 30 giorni potevano essere fatte eventuali osservazioni. Ma chi è che va a guardare l’albo pretorio, se non avvisato prima?

Comunque, dal 2013 si arriva lisci al 2021 (12 aprile, prot nr 14543) in cui ‘la ditta’ comunica l’avvio dei lavori e quindi l’arrivo delle ruspe in spiaggia.

Progetto a “basso impatto ambientale”

Il progetto, che abbiamo visto e che pubblichiamo, è stato redatto dall’architetto Francesca Timperanza. Un bel progetto nel suo insieme, moderno e lineare come è oggi l’architettura ‘bella’. Rispettoso anche dei ‘colori’ da fondere con l’ambiente in cui è inserito. D’altra parte, su colori, trattamenti, strutture, altezze, volumi anche qui ci sono rigide regole da seguire.

Secondo i ‘render’, ovvero le riproduzioni realistiche a computer, che abbiamo visto, si tratta di legno non pitturato quindi di un colore molto simile al color sabbia e che contrasta poco con l’area di inserimento. Insomma, non viene fuori un fungo bianco, stile ‘isole greche’, come paiono essere tutti gli ‘chalet’ degli ultimi decenni e che sarebbe stato fortemente a contrasto con l’orizzonte e, in estate, un specchio riflettente la luce.

Le altezze sono limitate anche per merito di un certo dislivello del fronte sabbioso rispetto al lungomare. L’area più elevata pare essere la cucina, per norma di legge. Il resto dovrebbe stare nei 2-2,30mt.

Il render dell’ingresso dello stabilimento il cui nome è…ve lo diciamo dopo.

Poi dehor, solarium, zona noleggio ombrelloni e tutto il corredo che da Caorle in giù offrono gli ‘stabilimenti balneari’.

Iter, burocrazia e politica: qui è meno facile capire

Se il progetto è comprensibile e tale pare anche l’iter amministrativo, meno è invece quello che sta accadendo adesso sul versante più politico locale.

Dopo che alcune associazioni hanno richiamato l’attenzione – e questo deve essere il loro ruolo di vigilanza nel territorio – dall’amministrazione è trapelata un po’ di ‘paura’ (politica, si intende). Il fatto che l’amministrazione sia di sinistra e che alcune delle associazioni referenti siano di sinistra, deve avere allarmato il sindaco sul fatto che la propria base organizzata, sostanzialmente, lo accusasse.

Ecco allora di ieri (19 aprile) un comunicato in cui, amministrativamente il sindaco dava mandato agli uffici di cercare qualcosa tra le carte che magari era sfuggito.

In pratica, viene sollevato dubbio sull’operato dei funzionari precedenti? Perchè l’atto finale di autorizzazione da parte degli uffici comunali, per documenti visionati, è del 23 luglio 2019, sottoscritto dal dirigente e dove si dice espressamente che il progetto è ‘coerente con la tav nr 3 p.2 del PUDM approvato con DC nr 46 del 19/4/2007 e successivo DCC (consiglio comunale) nr 39 del 24/8/2008, revisionato in data 12.3.2013, fatte salve le determinazioni dell’ARTA (assessorato territorio e ambiente, PA)” che ha il compito finale di approvare il PUDM“.

La “tav nr 3 p2” è quella del vigente PDUM, il ‘piano spiagge’ dove si vede indicata la porzione di territorio/demanio marittimo oggetto della richiesta: dovrebbe essere la “particella 45 del foglio 74” della planimetria catastale.

Indicato dalla freccia nera, la zona oggetto della concessione per Stabilimento Balneare

E’ la copia conforme, aggiornata ad Autocad o cose simili, del vecchio stralcio del 2007/2008.

Tavola anno 2007 con l’indicazione dell’area oggetto di concessione. E’ il PUDM ancora ufficialmente in vigore per il comune di Scicli. Si vede chiaramente tra le due proiezioni che il profilo di costa si è modificato, allargandosi cosa che rende ben più che disponibile la frazione di 5mt da bagnasciuga che per norma si deve lasciare.

Quindi, a meno che non ci siano fatti di altra rilevanza che possano ricadere in fattispecie penali, pare strano si debba andare, a posteriori, alla ricerca di una ‘ricostruzione della vicenda amministrativa“. Per cercare cosa? Giustificazione da dare ai compagni di partito?

D’altra parte, in essere ci sono ben altre 8 concessioni nel territorio, che hanno una ultradecennale gestione

Nella stessa scia di ricerca a posteriori, proprio oggi (ma nei documenti visionati la data non è evidente), il Comune di Scicli ha intimato alla ditta di non avviare i lavori (già avviati, peraltro) riscontrando la necessità di ‘chiarire una incoerenza dell’area riscontrata tra la DCM e gli atti tecnici presentati‘.

Secondo quanto abbiamo potuto appurare, pare si tratti della non indicazione di una particella che, però, dovrebbe essere compito non della proprietà ma di altra amministrazione.

Secondo altre fonti, comunque, una tale indicazione è ormai superata dalle modalità di presentazione di tali atti che fanno riferimento alla latitudine e longitudine per tali definizioni. Ma è un fatto da accertare con esperti.

Fatto sta che, nel caso di perduranza del divieto che viene inteso come ‘danno’, la proprietà potrebbe adire al TAR. Forse anche chiedendo eventuali danni che, in caso di soccombenza, deve pagare il comune con le tasse dei cittadini.

Consiglio comunale e commissario ad acta

Questo dal punto di vista amministrativo e tecnico. Ma politicamente, come siamo messi?

Il sindaco Giannone, tirato per la giacchetta, ha ricordato la propria opposizione al PUDM, il cosiddetto ‘piano spiagge’ e che risale al suo ruolo di consigliere nel 2007. Una posizione che pare non aver cambiato e che ribadisce anche oggi, nel 2021 quando da solitario consigliere d’opposizione è diventato accompagnato sindaco.

Il suo comunicato chiude però in perfetto stile politico, in senso positivo, perchè rimanda la decisione sul Piano spiagge ad un più corretto dibattito assembleare.

Solo che tutto ciò avrebbe dovuto farlo ben prima. Nel 2018 il commissario ad acta della Regione, Vernengo, presenta un PUDM alla Regione proprio perchè l’amministrazione ed il consiglio comunale non hanno fatto niente. Il Comune di Scicli, seppur per un fatto minore, è stato commissariato un’altra volta, sotto amministrazione Giannone.

Nel 2019, il 22 gennaio, pompa magna e strilli di trombe per la presentazione a Palazzo Spadaro del PUDM, presente il Commissario ad acta, all’assessore Viviana Pitrolo all’ex dirigente comunale ing. Guglielmo Carbone.

La giornata di presentazione del PDUM a cura del Commissario ad Acta regionale. In prima fila si vede il vice sindaco di Scicli, Caterina Riccotti.

Ma poi? Niente. In Consiglio non è arrivato, non è stato discusso. Pare sia fermo in Regione e non siamo riusciti a trovare una copia per dare un’occhiata. Rimane quindi valido quello del 2007/2008.

Questa piccola scossa, che ipotizziamo finisca in un niente tranne risvolti di tipo giudiziario ove siano presenti, ha rimesso in moto il meccanismo. Il Sindaco pare abbia indicato la propria volontà all’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale di inserire ad un OdG prossimo, la trattazione del PDUM.

Se non lo farà lui, è probabile che 1/5 dei consiglieri comunali raccolga le firme per chiederlo per competenza.

In ogni caso, già oggi le consigliere Marianna Buscema, Concetta Morana e Licia Mirabella, spesso in prima linea nel cercare chiarezza, hanno presentato una dettagliata interrogazione.

In cui, tra l’altro, ricordano come nel 2018 alcuni consiglieri avevano richiesto la discussione del PDUM ma che poi l’amministrazione non diede notizie.

Le tre Signore ricordano anche che il commissario Vernengo ha già pagato 20.740,00€ alla ditta Studioland srl di Modica per un adeguamento V.A.S. e V.Inc.A e 3.906,00€ ad un tecnico per adeguamento georeferenziale. Tanto paga Pantalone.

((NOTA: in riferimento alla Studioland srl, precisiamo così come informati dal legale della stessa, avv. Guccione, che la Studioland non ha incassato i 20.740,00€ come erroneamente indicato. Si tratta, come da interrogazione presentata in Consiglio Comunale, di ‘affidamento di incarico’. Ci scusiamo con i lettori e con la ditta. Peraltro, come lo stesso avvocato fa notare, la Studioland potrà intervenire con la propria competenza tecnica, solo dopo 60 giorni dalla data di approvazione dello stesso PUDM da parte del Consiglio. Avevamo invece interpretato che la presentazione del PUDM all’Assessorato Regionale da parte del Commissario, fosse già integrata dal ‘riallineamento’ tecnico eventualmente necessario. Potere della burocrazia. 22.4.21))

Opinione: imprenditori contro imbalsamatori?

Oggi, con imprenditori che hanno il coraggio di investire e scommettere contro una burocrazia militante, è davvero possibile cedere al moto di cercare cavilli per fermare il tutto?

In un momento assassinato dalle politiche anti-covid, con oltre un anno di restrizioni si può immaginare impallinare dopo un iter burocratico che pare impeccabile, per una posizione politica?

No che non è possibile. Ciò che si scontra, continua a scontrarsi pesantemente, è il mondo dei ‘garantiti statali’, magari dei pensionati contro il mondo degli ‘imprenditori’, di chi scommette in prima persona: soldi e responsabilità personali.

Lo si è visto durante la ‘pandemia’ con il balletto dei “chiusuristi” contro gli “aperturisti”.

A nostro parere, il Sindaco è davvero stato tirato per la giacchetta. Il tutto è un atto amministrativo. E di certo un sindaco non si fa passare tutti gli atti, men che meno quelli finali di un procedimento complesso. La sua, lo abbiamo spesso ribadito, è una responsabilità di ‘indirizzo politico‘. E’ il funzionario che segue la procedura, conosce il monte di leggi, sa cosa deve dire e firmare. Magari il sindaco deve essere informato. E non certo il 12 aprile 2021 di una cosa che va avanti da anni.

Giannone ha avuto probabilmente poco coraggio. Messo in mezzo, magari avrebbe potuto dire: “Cari compagni (o amici o quel che sia). Vero che io ero contro ‘sto PDUM. Ma era 15 anni fa. Oggi le cose cambiano, il turismo a Scicli serve all’economia. Essere imprenditori significa anche trovare appoggio nelle amministrazioni, non ricercare cavilli e virgole. Non do giudizi sul progetto ma l’iter pare a posto. Quindi si va avanti per il bene della Città‘.

Ed il bene della Città, delle nostre Città non è “mettere sotto-sale” ed imbalsamare.

“Ma..ma… sindaco. E la caretta-caretta*? “La caretta-caretta non è scema. Se torna vuol dire che si trova bene. Altrimenti è la Natura a dirle cosa dovrà fare. Non l’Uomo“.

“Ma..ma.. sindaco. E le dune’? “Le dune? E voi pensate che soprintendenza, genio civile, demanio regionale, capitaneria di porto siano allocchi da dare parere positivo dove ci sono delle vere dune”?

“Ma..ma Sindaco. E la vecchia Donnalucata che scompare?” “Ci sono le cartoline“.

Sindrome DVP

Insomma, nel caso specifico, bisogna superare la sindrome DVP, “Donnalucata Villaggio di Pescatori‘. Bisogna invece usare, bene, le risorse. Perchè la lotta diventa impari.

L’ultima estate 2019, ma anche la 2020 senza restrizioni, Donnalucata ha ‘risucchiato’ clienti da Sampieri, Marina di Modica. Tanti anche da Marina di Ragusa che è regina indiscussa. Perchè? Per ‘colpa’ della Riviera di Ponente e dei suoi servizi. E’ immaginabile che l’arrivo di un’altra struttura, di qualità, dia sinergia al sistema locale. E’ la concorrenza, bellezza.

Ma serve un consiglio comunale? Certo che serve. Serve perchè il turismo, Speranza e Draghi permettendo, è il secondo pilatro della nostra economia, con l’agricoltura. Ed un Consiglio Comunale ha il dovere di elaborare questi che sono i progetti strategici, di lungo periodo.

Fare assemblee popolari? Forse, qualcuno lo chiede. Ma tanto ci vanno sempre le stesse persone. E quindi meglio lavori trasparenti con gli onnipresenti social a fare da ‘guardiani del faro’.

Speriamo vada a finire bene. A nostro parere l’ambiente non viene stravolto. La spiaggia rimane libera per almeno 50 metri abbondanti; il profilo del territorio non viene pesantemente interessato.

Vero è che ci sono state modifiche nel frattempo. Nel 2007 non c’era la Riviera di Ponente; non c’erano restrizioni alla balneazione nel sito. Ma non c’era manco tanta gente ed il turismo era virtualmente inesistente.

Le cose cambiano. Il problema della politica è che invece di “pianificare” è impegnata a “fare”. Quello, ribadiamo, dovrebbero farlo i funzionari.


Prima di finire, dobbiamo ancora dirvi come si chiamerà il locale. E’ stato battezzato SABIR, che nella antica lingua del Mediterraneo usata dai commercianti arabi siciliani francesi greci spagnoli, pare significasse proprio la Cultura del Mediterraneo e del culto del Mare.

Richiama, nel nome, un’altra struttura balneare locale, l’AZIZ, anche questo il cui nome ha riferimenti arabo-mediterranei. Che si possa creare un legame?



*-alcune tartarughe della specie caretta-caretta hanno nidificato tra le spiagge di ponente, levante, sampieri, playa grande


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