Passaporto Sanitario: piano piano sta diventando ‘vero’

Gira nei politici europei la voglia di dare vita ad un 'passaporto sanitario' per agevolare i viaggi. Ma milioni di persone lo avrebbero, eventualmente, tra anni. Una discriminazione impossibile da sostenere

BRUXELLES – La creazione di un ‘passaporto sanitario’ per agevolare gli spostamenti dentro e fuori l’area Schenghen, comincia a diventare una realtà.

Indicato come ‘deriva distopica’ dei governi, in realtà cominciano a diventare diverse le amministrazioni pubbliche nazionali che valutano più che seriamente, di introdurre l’utilizzo di un tale ‘passaporto’ per consentire la libera circolazione.

Lo evidenzia il sito Schengenvisainfo.com per cui, nella speranza che il 2023 possa vedere tutto il Mondo vaccinato, indica nel possesso di un documento di vaccinazione uno dei futuri obblighi per i viaggi.

Oggi, la prova richiesta da molti Paesi è un tampone negativo fatto nelle 48ore precedenti.

Quando il vaccino sarà più esteso nella distribuzione, potrebbe essere il passaporto vaccinale a sostituirlo.

Manco a dirlo, i Big Data Tech del Mondo stanno progettando una app che possa essere utilizzata come sostituto del passaporto cartaceo.

La loro iniziativa, che dicono ‘non a scopo di lucro, si chiama VCI (link) è nata 3 giorni fa a New York.

Fregandosene di quelli che possono essere tanti problemi, che più sotto indichiamo nella divisione tra ricchi e poveri, Paesi sviluppati e non, cercano di creare ancora più pressione e confusione sul tema

Il turismo mondiale al collasso. Ma il passaporto è na stupidata

Forse chi preme di più per tale svolta, è proprio il mondo del Turismo che dal corona virus e dalle relative politiche restrittive, ha preso la più grande batosta di tutti i tempi. Ed in maniera quasi indifferenziata in tutto il Pianeta.

Ma tutte le Nazioni si stanno organizzando per la Stagione 2021 che, a detta di tutti, deve essere quella del rilancio o il settore sparirà per sempre con il disastro economico collegato.

La Danimarca, ad esempio, ha già evidenziato l’intenzione di rilasciare un ‘certificato di vaccinazione’ per i danesi intenzionati a viaggiare in quei Paesi che richiedano appunto la prova di vaccinazione.

Stessa cosa il Primo Ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, che ha inviato una lettera alla VonDeLeyen chiedendo una sorta di coordinamento europeo per il rilascio di un certificato vaccinale.

A Cipro sono già andati più avanti ed hanno dichiarato che dal Marzo 2021 saranno ammessi nel Paese solo coloro che, oltre al passaporto ed eventuale visto, avranno prova dell’avvenuta vaccinazione.

Oggi, alcuni Paesi come Ungheria e Islanda chiedono una prova di immunizzazione per l’ingresso nel Paese, ovvero che si sia già stati contagiati da Covid, non lo si è più e quindi virtualmente ‘sani’.

Ricchi e Poveri. E giovani mai in viaggio

Il tema è però serio. E non tutti sono in accordo con questa ipotesi.

Non lo è il World Travel & Tourism Council (WTTC), nella considerazione che vaccinare tutto il Mondo richiederà certamente anni e, fino a quel giorno, la libertà di viaggiare sarà legata all’avere o no fatto il vaccino.

Cosa magari non possibile se la distribuzione viene fatta secondo fasce di età e referenze anagrafiche.

Esempio, i giovani potrebbero essere completamente esclusi dai viaggi, visto che per loro in teoria il vaccino sarebbe previsto tra le ultime categorie.

Oppure ci sarebbe una forte discriminazione tra chi vuole e non vuole fare il vaccino.

Sono tanti i Paesi in cui gli ‘scettici’ su questi vaccini-sprint messi in commercio. Se in media in Europa il 51% ha dichiarato di volersi vaccinare (per cui il 49%, no), in Francia la media dei “si vaccino‘ scende al 35%.

Un casotto di proporzioni planetarie

L’eventuale obbligo vaccina creerà il caos.

Chi viaggia da Paesi esteri in cui il vaccino sarà inoculato tra diversi anni, esempio i Paesi in via di Sviluppo, sarà praticamente impedito di entrare in Europa.

Le società di assicurazione, in caso di obbligo, modificheranno le proprie pratiche escludendo i ‘non vaccinati’ dalla protezione, a volte obbligatoria per entrare in un Paese.

Uno stesso cittadino EU che non si è potuto vaccinare e non lo può fare per la casistica stabilita, potrebbe trovarsi a non poter viaggiare per mesi, forse anni.

Ed in questo modo, l’industria turistica è destinata a spegenersi piano piano.

Speriamo non giochino a chi è il più vaccinoso tra i politici.

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