Capitale della Cultura: dossier “segreto di borgata”?

Modica e Scicli sono state escluse dalla 'corsa' a Capitale della Cultura 2022. Ma perchè i dossier di presentazione rimangono 'segretati'?


AGGIORNAMENTO

Pochi minuti dalla pubblicazione, ci è stato comunicato che il Comune di Modica ha pubblicato sul proprio sito istituzionale perfettamente visibile in prima pagina, il dossier con cui la Città ha partecipato al concorso Capitale della Cultura.

Si evince il gruppo di lavoro e la società di consulenza, la Alter Ego Consulting Soc Coop a.r.l. che ha collaborato alla realizzazione.

Non sono state indicati importo per tali collaborazioni

Questo il link


SCICLI – Le due “contendenti di prossimità“, Scicli e Modica, sono state escluse dal nòvero delle città papabili come Capitale italiane della Cultura 2020.

Diciamo subito che ‘essere esclusi’ non è una colpa. Anche questa è una competizione e la competizione prevede anche i secondi.

Quello che invece pare aver segnato le procedure di Modica e Scicli e che continua a perdurare, è invece una sorta di volontà di ‘segretezza’ nella redazione di questi piani di partecipazione (sic).

Le finaliste sono: Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve Di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), Volterra (Pisa).

I dieci Comuni coinvolti presenteranno i propri dossier alla Giuria in un’audizione pubblica.

Gli incontri si terranno, compatibilmente con le misure di contenimento adottate per l’emergenza Covid, presso il Collegio il 14 e 15 gennaio 2021.

Anche oggi, avere accesso ai dossier iblei che sono stati presentati, è impossibile.

Noi li abbiamo chiesti via email alla segreteria del Sindaco di Modica che ci ha rimandati all’assessore Monisteri. Contattata al telefono, era impegnata e ‘si farà sentire‘.

Per Scicli, alla e-mail inviata, manco hanno risposto. Saranno impegnati a battere i pugni sul tavolo. Il vice-sindaco Riccotti è, da noi, irragiungibile per cellulare.

A Scicli, addirittura, due consiglieri comunali, Marianna Buscema e Concetta Morana, hanno dovuto fare un ‘accesso agli atti‘ per avere contezza di tale dossier. La risposta entro 30 giorni.

Come è possibile che persino ad un “rappresentante del popolo”, tale è un consigliere, venga tenuto riservato un dossier che dovrebbe essere invece pubblico, patrimonio di tutti e della città?

Ma che c’è scritto o non scritto? Non è che Conte e la sua mancanza di trasparenza nella gestione delle politiche nazionali, sta contagiando i borgatari?

Non tutti fanno così. E’ per esempio disponibile il dossier della splendida città di Verona, sindaco Federico Sboarina, amministrazione di Destra (il link al dossier è qui).

Alla fine, anche Verona è stata esclusa e le critiche non mancano. Specie quella di non avere ‘coinvolto la città’

Vince il raccomandato, questo lo sappiamo

Ora, diciamo la verità: sappiamo che siamo in Italia, tranne forse che nello sport, non si vince per competenza e bravura.

Lo si fa per raccomandazione, segnalazione, paraculaggine varia.

Ma la cosa che deve essere messa in evidenza è il pressapochismo con cui l’operazione è stata fatta.

Fatto salvo l’impegno di tutti coloro che hanno partecipato, è evidente che un tale progetto che poteva portare in città finanziamenti pubblici anche per 1 milione di €, doveva essere pianificato con tempi e forme migliori.

Lo dice anche Marianna Buscema, il consigliere comunale di Scicli in questo caso, da cui è partita l’idea della candidatura: “Nell’aprile del 2018 in consiglio – ci dice al telefono Marianna – ho lanciato questa idea. Avevo visto l’esperienza di Matera e volevo provare a riproporla a Scicli. Addirittura pensavo di avere proprio un contatto con Matera prima di procedere, per conoscere come fare, avere una sorta di know-how”.

Marianna Buscema

La mozione del consigliere Buscema passa, manco a dirlo, all’unanimità. Ma da li in poi, nulla

Mi aspettavo – dice ancora Marianna un coinvolgimento attivo, una immediata attivazione per il progetto ma in realtà tutto pareva dimenticato. A Novembre 2019, se non ricordo male, l’amministrazione se ne esce con un comunicato sulla faccenda. A Dicembre 2019, dopo quasi due anni, viene convocata la 1^ commissione, competente per materia, ma aperta anche agli altri consiglieri. Per ciò io mi presento. In effetti volevo sottolineare che forse ormai si era in ritardo, che un tale progetto doveva avere una organizzazione più complessa e che doveva coinvolgere davvero tutta la città. Con solo qualche mese davanti, era una cosa difficile‘.

Il suggerimento di Buscema pare non avere avuto riscontro.

Maliziosamente possiamo pensare che il mandato dell’amministrazione Giannone a Scicli scade a fine 2021. Sperare di avere la medaglia di Città Capitale della Cultura per il 2022, sarebbe stato un colpo importante per il nuovo eventuale candidato a Sindaco di coalizione, che sia nuovamente Giannone o il vice sindaco Riccotti. Ma a pensar male, si fa peccato.

Le capitali passate – Nel 2015, alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena; nel 2016, a Mantova; nel 2017, a Pistoia, nel 2018, a Palermo.

Parma è la Capitale italiana della cultura per il 2020 e 2021, il titolo le è stato prorogato dal Dl Rilancio.

Lo stesso Dl Rilancio ha anche proclamato, in segno di solidarietà, Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura per il 2023.

Fatto sta che parte la macchina, supportata dall’entusiasmo di qualcuno che vi ha preso parte (‘ho lavorato fino alle 3 di notte‘, è uno dei commenti su FB) ma acciaccata quasi subito dal Covid che ha reso tutto meno agile.

Peraltro, la più grande riunione fatta a Palazzo Spadaro nel febbraio 2020 e che doveva raccogliere le ‘proposte’, pareva riservata a pochi intimi, coloro che ‘sapevano’.

E’ vero che l’invito era stato lanciato, ma un progetto del genere ha certamente bisogno di davvero tempo per coinvolgere la ‘città‘.

Non basta lanciare alla scadenza un concorso di idee (pare comunque siano arrivati 100 proposte, ma non si sa con certezza).

Un tale progetto deve essere pianificato davvero 1 o 2 anni prima come sosteneva Buscema. Solo così man mano il progetto passa dalla amministrazione alla popolazione. Per poi tornare nelle mani dell’amministrazione all’atto della formalizzazione del concorso.

Partecipare a tale concorso – dice ancora Marianna Buscemaprevede non solo idee in campo turistico, ma ambientale in senso lato. Da piste ciclabili e alla pulizia del territorio. Un qualcosa che necessità di tempo per pensare e programmare“.

Una tale programmazione avrebbe pealtro evitato di ‘lavorare fino alle 3 di notte’ perchè, sin dai tempi dell’università si sa che chi studia fino alle 3 di notte è perchè nei mesi precedenti non ha fatto un tubo.

Certo, non è che tutti, sciclitani e modicani fossero eccitati dal partecipare. Ma certamente si sarebbe ampliata la platea di chi poteva essere interessato. Se invece tutto lo stringi in due settimane, le cose le fai tu e gli amici tuoi.

Signori, trasparenza please

Si può dire che è andata così, che gestire una comunità non è facile, non è da tutti.

E le elezioni sono un roulette anche per chi vota perchè alla fine non sa bene chi, eletto, sarà capace di fare alla guida dell’amministrazione oltre i proclami da comizio.

E che le giunte attuali sono state, specie quest’anno, subissate dall’emergeza delle politiche anti-covid.

Forse di più non si poteva e può chiedere.

Però non può essere giustificata la non trasparenza. In questo come in altri aspetti. Un potere grigio che non prende luce.

Da Modica, pur ancora senza traccia di tale dossier per capire cosa era stato offerto in pasto alla giuria, pare l’abbiano presa con più ‘aristocrazia’.

Monisteri assessore, forse ancora impegnata per contattarci come promesso e Abbate sindaco, hanno scritto: “Abbiamo accolto con serenità la decisione della giuria per la selezione della città “Capitale della Cultura” 2022 di non includerci nel lotto dei dieci progetti finalisti. Non c’è nessuna delusione o rammarico perché Modica ha vissuto un’esperienza esaltante e molto propositiva”.

Modica, ai tempi gloriosi e coinvolgenti della redazione del dossier

Da Scicli, invece, si continua con quel ‘dico-non-dico‘ che pare pervadere, pervicamente, l’amministrazione Giannone.

Nessun rammarico ma, nello stile giannoniano, un roboante “primo passo di un percorso di costruzione della rete delle politiche culturali del prossimo decennio a Scicli”.

Rete che spazierà nel SudEst, il catanese, l’ennese, il palermitano (che poi è a SudOvest).

Roboante di certo: non sono riusciti a parlare con Modica a 8km, ed adesso si deve coinvolgere il SudEst della Sicilia?

E poi si continua con il ‘grigiore’. Si dice che “già venerdì, alcuni importanti operatori culturali nazionali, sono stati in città per prendere atto dell’esistenza di un progetto di respiro, ricco di collaborazioni e foriero di sviluppi”.

Ma chi sono ‘sti ‘operatori nazionali’?

Ma chi sono? Perchè Giannone ha il recondito piacere di dire-per-non-dire, che pare stia diventato un marchio della sua amministrazione?

Chi sono tali ‘importanti operatori culturali nazionali’? Perchè non lo comunica prima che sono “in arrivo” così che la città possa averne coscienza e conoscenza? E’ fuffa o è convinto che tutto debba essere concentrato nelle sua mani?

Ed ancora: “La gran mole di lavoro svolto in questi mesi sarà presentata agli sciclitani in una occasione di prossimo annuncio e in ossequio alle normative di prevenzione del contagio“.

Siamo sempre la: si dice e non si dice, si ammicca ma non si chiarisce. E’ davvero diventato uno stile.

Inutile fare un riferimento sterile alla ‘rete fra le realtà culturali‘ se la rete è di tipo oscurante, bella tessuta per non far passare il sole.

Fulgido esempio di rete oscurante

Ora, due anni di “lista di attesa”

Speriamo davvero si apra uno squarcio nella rete frangisole. Più che altro per sapere cosa è andato storto e cosa si può migliorare.

Adesso, per norma, Scicli (e Modica) dovranno attendere almeno due anni prima di ripresentare eventuale altra candidatura.

Due anni in cui molte cose forse cambieranno, dalle amministrazioni al governo allo stesso concetto di turismo post-covid.

Ed allora sarà utile immaginare in maniera ampia e condivisa questo futuro che non è solo e semplicemente ‘cultura’, ma economia, sviliuppo, crescita.

Si deve iniziare da adesso a parlare di questo aspetto, mettendo dentro il calderone tutto per poi pensare e selezionare una omogeneità di proposta.

Che potrebbe, perchè no, vedere un coinvolgimento più ampio, esempio Scicli e le borgate, Ragusa con Marina di Ragusa e Modica con Marina di Modica.

13.000€? Neanche tanti

Una ultima nota: si è parlato dei 13.000€ dati a Federculture, associazione privata che, per Scicli, ha gestito la redazione del dossier ‘segreto’.

Non sappiamo chi e perchè abbia scelto Federculture, magari lo diranno. Oggi il Comune di Scicli si trova tra i 35 soci “amministrazioni comunali” di Federculture: non sappiamo se lo fosse prima dell’incarico.

D’altra parte, è indubbio che la complessità di certi progetti deve trovare una ‘expertise’ di qualità, spesso non disponibile il loco. Quindi questi importi devono essere considerati un vero ‘investimento’.

Ed alla fine, 13.000€ potrebbero anche essere meglio dei 41.000€ che Vigevano ha pagato, direttamente, alla Kpmg Advisory che si è aggiudicata il servizio di consulenza._

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