Cannabinoidi: una nuova ‘strategia turistica’?

Una sentenza della Corte Europea ritesse le fila del 'conflitto' tra "canapa buona" e "canapa cattiva". Una delle più grandi aziende del mondo del settore, è a Ragusa

RAGUSA – Il “turismo”, si sa, deve sempre essere in cerca di nuove idee e strade da percorrere.

Fondamentale di questi tempi è il cosiddetto ‘turismo esperenziale‘, quello in cui il turista fa ‘concreta esperienza’ in un nuovo contesto, geografico e sociale.

Il ‘turismo esperenziale’ andrebbe poi incrociato con uno dei segreto del marketing, ovvero una buona ‘segmentazione del mercato‘.

Se queste due visioni si incrociassero con una liberalizzazione (parziale) dei cannabinoidi e con il fatto che in Sicilia, anzi proprio a Ragusa, è allocata una delle più grosse aziende dedita alla coltoivazione ed alla gestione della canapa legale, l’equazione potrebbe essere fatta.

Cannabidiolo non è stupefacente

A parte le battute, il fatto nuovo è che la Corte di Giustizia Europea, in una sua sentenza (qui) ha deliberato che il cannabidiolo (CBD) non ha effetti ‘psicotropi’.

Detto in altre parole, forse poco mediche, non ha effetti stupefacenti.

Il cannabidiolo è un componente della cannabis sativa, una pianta che è coltiva anche per la creazione di carta, uso tessile ed anche edile.

La sentenza prende spunto da una denuncia penale contro due cittadini francesi che avevano commercializzazione in Francia prodotti per sigarette elettroniche con tale principio CDB estratto dall’intera pianta di canapa legalmente coltivata in Repubblica Ceka.

Secondo la legge francese, però, un tale ritrovato poteva essere fatto solo con fibre e semi. Per cui si trattava, sostanzialmente, di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il ricorso alla Corte di Giustizia Europea ha invece chiarito che il CDB è riconosciuto non avere effetti psicotropi: “La Corte sottolinea che, in base allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, di cui è necessario tener conto, a differenza del tetraidrocannabinolo (comunemente noto come THC), anch’esso un cannabinoide ottenuto dalla canapa, il CBD in questione non risulta avere effetti psicotropi né effetti nocivi per la salute umana”.

Interno della Canapar (foto Internet)

Una sentenza apre scenari diversi in quella che la visione e gestione del mondo della ‘canapa’, da sempre incagliato tra chi lo vede come stupefacente e chi no. Con conseguente legislazione più o meno resterittiva.

Il fatto nuovo è ben accolto da Sergio Martines, CEO della Canapar, una della multinazionali della coltivazione e manipolazione della canapa che ha a Ragusa la propria sede: “Questo annuncio apre le porte ad interessanti nuove opportunità nel mercato Europeo e porta la Canapar in una posizione di leadership nel mercato continentale e globale‘.

Una nuova interpretazione che potrebbe anche portare a nuove strade relativamente anche a nuovi processi produttivi e nuovi prodotti, anche alimentari, che si erano bloccati in relazione proprio alla problematica della ‘narcosità’ del prodotto.

La Canapar si propone come una delle più grandi aziende mondiali del settore e pur avendo sede a Ragusa ha in realtà radici in Canada, tramite i finanziamenti di Canopy Rivers che fa parte di Canopy Growth, azienda di SmithVille in Ontario, Canada, ed una della più grande aziende mondiali del settore.

La Canopy è quotata in borsa ed il titolo è pure in crescita

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