Pista ciclabile Donnalucata-Playa Grande. L’idea prende forma

Dopo una fase di proposte, l'idea della realizzazione di una pista pedo-ciclabile tra Donnalucata e Playa Grande, comincia a prendere forma. Un incontro tra i promotori e l'amministrazione per verificarne la fattibilità. Un progetto di "crowd funding" per la raccolta di fondi

SCICLI – Sta prendendo una forma più organizzata il progetto di ‘iniziativa popolare‘ per l’istituzione di una pista ciclabile che colleghi la riviera di ponente di Donnalucata con il villaggio di Playa Grande.

Dopo diversi anni dalle prime idee si sta adesso formalizzando un comitato civico che vuole proporre ‘chiavi in mano’ l’idea all’amministrazione comunale per avviare il progetto.

Almeno inizialmente per un periodo di prova.

A tale scopo, una prima riunione più operativa è stata fatta presso i locali della Conferfidi di Scicli che ha messo a disposizione la propria struttura e potrebbe essere interessata a partecipare al progetto tramite la propria Fondazione civica con alla presidenza il m.stro Marcello Pellegrino.

Donnalucata-Playa: “a peri” ed in bici

L’idea è di collegare Donnalucata con Playa Grande rendendo a senso unico ‘ad uscire’ il prolungamento di viale della Repubblica, ovvero la via oggi di accesso a Donnalucata lungo la costa.

L’attuale carreggiata sarebbe occupata per circa la metà da una carreggiata per i veicoli a motore in uscita da Donnalucata verso Playa Grande e Marina di Ragusa.

L’altra parte sarebbe invece da dedicare ad una pista ciclo-pedonale.

L’accesso all’abitato di Donnalucata sarebbe agevole utilizzando la circonvallazione a monte che ha diversi accessi verso la parte abitata.

In tal senso, l “accesso principale” per Donnalucata potrebbe essere o quello che interseca il vecchio mercato agricolo di via Roba delle Navi o, proseguendo la circonvallazione, l’incrocio lungo la Scicli-Donnalucata.

Tra l’altro, proprio la presenza di una ampia circonvallazione consente di limitare la viabilità costiera non inficiando i percorsi dei mezzi di emergenza, dalle ambulanze ai vigili del fuoco.

Coinvolgimento dell’amministrazione

Dopo la fase progettuale, si dovrà poi passare alla fase successiva che comprende la parte burocratica ed amministrativa e, quindi, eventualmente un periodo di prova.

Ass. Pitrolo

Lo conferma al telefono l’assessore Viviana Pitrolo: “Come amministrazione siamo ben contenti di tale proposta che dovrà adesso trovare le giuste vie amministrative per la realizzazione. Nei prossimi giorni è previsto un incontro più formale tra i promotori e l’amministrazione proprio per coordinare la parte propositiva con l’effettiva realizzazione. Il compito dell’amministrazione sarà eventualmente quello di unificare l’iter amministrativo che prevede anche un rapporto con la ex provincia di Ragusa perchè un tratto è di loro competenza. Tra l’altro, il tutto si inserisce perfettamente anche in un progetto che abbiamo elaborato con il comune di Ragusa per accedere a fondi pubblici per fare un percorso che possa passare nell’area della Riserva del Fiume Irminio, cui oggi pare possibile avere autorizzazione e quindi fare una pista ciclabile che colleghi Marina di Ragusa a Playa Grande e, con il tratto Playa-Donnalucata, fin dentro l’abitato“.

(di questa ipotesi di lunga pista ciclabile, aveva parlato anche il sindaco di Ragusa nella nostra intervista)

Un nuovo modo di intendere la viabilità

Il progetto rientra in quello che potrebbe essere un modo nuovo di intendere la viabilità locale, magari preferendo sistemi meno inquinanti, pur senza debordare nelle filosofia di taluni della ‘decrescita felice‘ (forse “felice” solo per alcuni).

Si tratterebbe piuttosto anche di riqualificare un tratto di costa che, se vissuto a piedi (ed io l’ho fatto proprio ieri per rendermi conto di persona, ndr), ha una importante e coinvolgente valenza paesaggistica.

Questo perchè si percorre un tratto di strada che, ad un certo punto, non ha abitazioni né a destra né a sinistra, proponendosi in tutta la sua naturalezza verso il mare. E se fatto all’imbrunire, offre tramonti da cartolina.

Certo, si tratterrebbe poi di riqualificare seriamente la parte di verso mare, oggi preda di erbacce, rifiuti, lattine, bottiglie ed impedimenti vari e che invece potrebbe essere spazio per luoghi di fermata, panchine, magari spazi per esercizi fisici all’aperto.

Un modello che è stato già concretamente e bellamente messo in vista dalla pista ciclabile di Marina di Ragusa che dal porto conduce verso Punta Secca.

Crowd Funding: ricerca di finanziamenti pubblico-privati

Come tutti i progetti, anche questo avrà bisogno di un proprio budget e di spesa che, forse ancora ora maggiormente, potrebbe essere di difficile reperimento tra i fondi pubblici.

Da qui l’idea di coinvolgere i privati nella ricerca di fondi per agevolare le prime azioni, come magari un periodo di prova secondo le indicazioni stradali date dal comando della Polizia Locale.

Questa raccolta di fondi potrebbe essere utilizzare, esempio, per l’acquisto di barriere tipo ‘jersey’ di plastica a riempimento di acqua da usare per il periodo di test stradale.

Per poi passare ai manufatti veri e propri con un cordolo di sicurezza per dividere il percorso pedonale da quello dei veicoli a motore e, sperabilmente, con l’utilizzo nella parte pedonale di un tappetino di materiale adatto.

Anche solo per la fase di test, il costo non sarebbe irrilevante. Una barriera ‘jersey’ online, una a caso, costa 56€ ed è lunga 1 mt. Il percorso da delimitare è di circa 2000mt con un costo, solo di materiale, di più 110.000€ più annessi e connessi

Nuova progettualità turistica

D’altra parte, nella certezza che il covid e le relative politiche restrittive governative finiranno con il rientro alla nostra normalità, la costa iblea deve cominciare a ragionare e proporre un proprio modello di sviluppo turistico.

Se i nostri antenati con il barocco, poi Montalbano & Co hanno dato una spinta enorme, questo forse potrebbe non bastare più considerando la concorrenza mondiale a cui il settore turistico è esposto ora e lo sarà molto, ma molto di più, nel Futuro.

Allora l’aspetto eco-friendly di una Offerta Turistica Integrata locale non può rimanere solo una moda passeggera da utilizzare a spizzichi e bocconi ma deve entrare sia nella mentalità dei residenti che delle programmazioni amministrative.

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