Corona virus: in difesa dei giovani. E della perduta razionalità

Per fortuna e per capacità, non si parla più di ecatombe "per" il Covid. Adesso è il turno degli 'infetti'. Ma, dopo gli adulti, nel mirino dei giornali terrorizzatori sono finiti i ragazzi. Sono loro, i nuovi untori. A dispetto della razionalità dei fatti

ITALIA – La situazione della ‘infezione’ da corona virus è ancora in un “quasi caos” totale.

Gli scienzi-ologi che i politici seguono obbedienti e premurosi, sembrano capaci di davvero poco se non propugnare la gloria delle ‘mascherine’, l’unico meraviglioso rimedio tecnico-scientifico di rilievo proposto nel tecnologissimo XXI secolo. (C’è anche il prestigioso “lockdown”, a dire il vero)

Supporto attivo del “Main Stream Media”

Ma la grande saga del corona virus, lo sanno ormai tutti, passa più che altro per i mass media.

Lo ‘story telling’ ufficiale, la storia raccontata dai mass media tv e giornaloni, è di una situazione sempre ‘tragica’ e tendenziale al peggio.

E i titoli sparano ‘aumento di contagi‘, ‘allarme covid: 50.000 positivi‘.

Con un messaggio unico trasmesso 7 giorni su 7: contagiati significa malati, malati significa morti.

Anche se ha ancora nessuno ha chiarito, in tv e come pare accertato anche dalla Treccani, che contagiato (‘colpito da una malattia contagiosa’) non significa ammalato (‘sofferente per malattia contagiosa’).

Ma su tale (voluto?) equivoco, si stanno prendendo altre deleterie decisioni che rischiano di scombinare completamente l’equilibrio sociale ed economico del Paese.

Il tutto alla ricerca di una incredibile ‘nuova normalità’, creata a colpi di leggi, norme, dpcm, minacce, controlli. Dimenticando l’Uomo.

Economia sull’orlo del baratro

Tuttò ciò sta portando l’economia sull’orlo della catastrofe. E lasciamo ad altri l’analisi sui seri danni psicologici ad una intera Popolazione.

Il PIL nazionale, la nostra ricchezza, è a -12,4%, tendenzialmente al 17.3%: abbiamo perso 50mld: una dato peggiore della previsione di qualche mese fa. Stiamo andando verso il burrone. Spinti da chi Governa.

Il Turismo, che è il ‘petrolio d’Italia’ e della nostra area, è sopravvissuto a stento alla prima ondata di decisioni politiche e governo. Ma difficilmente riuscirebbe a sopravvivere alla seconda ondata di tecnici e politici.

Ed invece, tranquillamente, governanti ed “ologi‘ vari, stanno pensando a nuove chiusure, limitazioni, vincoli, multe. Uno strangolamento scientifico.

Le mascherine-feticcio dovranno essere indossate in strada sempre e comunque, anche se si è da soli: una paranoia davvero patologica espressa da questo governo.

Ha avuto più senso il Presidente della Regione Siciliana a renderle obbligatorie anche all’esterno ma solo in caso di presenza di assembramenti.

Ma il gioco al rialzo della mania vede adesso il Governo centrale vincere.

Ed in alcune agenzie informate, si legge persino dell’Esercito inviato in strada a tornare a perseguitare i cittadini ritenuti bambini irresponsabili. Come fu per i mitra in spiaggia e gli elicotteri che aggredivano ginnasti in spiaggia.

E tutto ciò, purtroppo, servirà solo ad abbassare ancor più la stima pubblica verso queste istituzioni, viste solo come repressive e minacciose per le libertà personali.

I militari in spiaggia a Ventimiglia. Dopo la sgradita sorpresa, accusati di dover controllare gli ‘assembramenti’ di persone, si affrettarono a dire che ‘i militari erano in spiaggia per raccogliere  richieste di aiuto e per supportare le altre forze dell’ordine in caso di intervento”. Con mitra e giubbetto antiproiettile.

La “Narrativa del Terrore”, cambia obiettivo

Però, nella “narrativa del terrore”, qualcosa pare cambiato.

Perchè i giornali e le tv, che unite e compatte pendono delle veline di governo, hanno preso di mira un altro segmento della popolazione: i giovani.

Sono loro, adesso, gli ‘untori’, i cattivi che non ‘seguono le regole‘ e che stanno propagando la pandemia.

Fermo restando che se delle regole ci sono, sperando siano razionali e non fobiche si devono osservare, è vero che la narrativa ufficiale che passa per il main stream media sembra seguire proprio un percorso per aumentare il livello di allarme sociale e “intimorimento”.

Creare paura, serve: è una delle tecniche più utili per governareper il tuo bene“, in senso ampio del termine.

Creare caos e panico in casa tra genitori e figli

E così mentre i genitori sono stati già atterriti, lasciati un po’ tranquilli durante i mesi estivi ma nuovamente sollecitati dalla tv, il passo successivo è adesso creare in casa nervosismo, conflitto, anche scontri tra mamme/papà, nonni e figli/nipoti.

La ‘guerra’ è stata portata nelle case, con uno stress psicologico di tale e tanta durata che nessuno ha ancora avuto il coraggio di valutare.

I ragazzi sono a pezzi. La scuola, sede di eccellenza per la crescita personale, è diventata una specie di area di concentramento con regole maniacali dove studiare pare un optional e l’unica attenzione è rivolta a mascherine, tamponi e distanziamento.

Una evoluzione drammatica dopo che per decenni la scuola pare essere stata impacchettata in una inutile anarchia, dove la formazione e l’apprendimento erano ‘alternative’ alla ‘crescita personale‘. Dove valeva tutto ed il contrario di tutto. (se volete vedere quanto vale la scuola italiana, leggete qui l’Ocse)

I numeri

Questa è la realtà di parte che fanno conoscere e che si sforzano giorno per giorno, settimana per settimana, di rafforzare. A reti unificate.

Facciamo allora un salto nei numeri, che paiono essere il mantra dell’oggi, su cui fanno catastrofiche previsioni poi non avveratesi ma taciute dai media.

Facciamo un salto nei numeri ricordando con nostalgia quando dire ‘quello da i numeri‘ era segno di avere davanti uno scemo. Forse anche oggi lo è, ma i numeri detti in tv, fanno un altro effetto.

Allora vediamo che alla data del 29 sett 2020, data di analisi della presente, ricoverati in RTI, Reparti di Terapia Intensiva in Italia erano 271.

Di questi non è però possibile, come per tutto il periodo passato del contagio più forte in Italia (febbraio/maggio), delineare esattamente chi è in terapia per causa del covid_19 oppure per altre cause poi degenerate in covid (entri per un incidente d’auto e poi prendi il covid in ospedale, più o meno)

Il picco massimo è stato di 4.068 ricoveri (3 aprile 2020, fonte: AGI).

Evidente quindi l’attuale numero assolutamente minore (fermo restando sempre il problema di definire, con certezza, se il malato entra con il covid o lo prende per strada. Ma è poco importante per questo ragionamento)

Finito il lock-down (4 maggio) e con la ripresa di quella che non dobbiamo dimenticare è la NOSTRA VITA NORMALE, è evidente che il numero dei ricoverati in terapia intensiva si è svuotato fino ai numeri di oggi.

Aumento di contagiati. Non di ammalati

Ciò che oggi pare ‘aumentare’ sono i casi di contagio interpersonale.

In questo grafico (fonte: ISS epicentro) si vede il numero dei ‘contagiati’ da Sars_CoV2 il cui numero aumenta.

Ed aumenta, ovviamente, per l’aumentare della ricerca di tale malattia: sono stati fatti 11.228.358 “tamponi” (fonte: MinSanità).

Se si mettessero a cercare giornalmente e spendendo milioni, esempio, i malati di candida, state certi che i numeri aumenterebbero. (Non ho trovato dati: oggi la ‘candida’ non è forse importante, pur se in aumento e con fatalità (morti) dal 27 al 35% dei malati. Fonte: tesi di laurea UniMi 2012/2013)

Ma dal grafico si vede come gli ‘asintomatici’, i ‘pauci-sintomatici’ (quadro clinico povero di sintomi), i ‘lievi’ sono la stragrande maggioranza. In alto si vede appena l’arancio di ‘severo’. Non si vede il ‘nero’ (deceduti).

Peraltro, i ricoverati in terapia intensiva sono, come si cerca di far dimenticare, portatori da 1 a 3 ulteriori e precedenti patologie che il covid_19 ha, eventualmente, complicato.

E’ il grafico qui sotto, sempre fonte Ministero Sanità.

Praticamente 62,6+20,1+13,6=96,3% dei deceduti ha purtroppo incontrato questo destino causa precedenti patologie.

Il restante 4% scarso, peraltro, non è stato certificato inequivocabilmente deceduto per covid (solo l’autopsia pare poteva accertarlo ma è stato ‘suggerito’ di non farla). Se non ricordo male, la certificazione di ‘morti per covid’ è stata ammessa in una 30ina di casi.

Giovani immuni. E non deficienti

Per fortuna, come pare indichi la statistica a posteriori, nessun giovane rimane coinvolto.

Pure il dottor Lopalco, oggi eletto tra le fila del PD e assessore alla Sanità in Puglia, ha dovuto ritrattare il titolone ad effetto di ‘Puglia: 5 giovani ricoverati in ‘condizioni severe’. I giovani non erano assolutamente in condizioni drammatiche. Lopalco disse di essere ‘stato frainteso‘. (fonte: ilgiornale 18ago20)

Detto ciò, vale vedere adesso il tempo di incubazione (da quando prendi il virus a quando hai i sintomi).

Non è definito univocamente. La Organizzazione Mondiale della Sanità dice da 2-a-10 giorni, in Cina è da 10-a-14, in USA da 2-a-14. Il Ministero della Sanità italiano sta decidendo ma ‘per sicurezza’ indica 14 gg.

Mediamente è stato indicato tra 3 e 5,2 giorni (fonte: worldmeters.info)

Visto che gli ‘scavezzacollo’ questi quasi ‘maledetti’ ragazzi assembratori professionisti sono in giro in migliaia di migliaia da maggio, diciamo giugno e sono adesso accusati di essere gli ‘untori’ , in circa 100 giorni a 5 giorni di media di incubazione, se c’è equivalenza ‘contagio=infezione=terapia intensiva=morte’, oggi ci dovrebbe essere una ecatombe.

Eppure i dati più sopra riportati, ufficiali, non indicano ciò.

Persino nella scuola, il tasso di contagio è del 0,021% . Considerando sempre che contagio non è ammalato, stiamo parlando forse di qualcosa di meno dell’influenza ‘normale’ dello scorso anno.

Terrorizzatori: “cecchini” in trincea mediatica

Quello che aumenta e che i giornali e tv di Stato si ostinano a far vedere è però solo il ‘terribile aumento‘, gli ‘infettati‘, parola cupa che non significa altro che ‘affetti da SARS_CoV_2”, ovvero la Sars del 2020.

Tanto per fare un esempio, lo scorso anno chi aveva la febbre alta era magari ‘infetto” da una “sars” (Severe Acute Respiratory Syndrome) diciamo normale.

E nel 2018 l’ISS ha indicato 125.000 casi di influenza, chiaramente sottostimati perchè “non tutti i medici partecipanti alla sorveglianza InfluNet hanno reso disponibili i dati da loro raccolti.” Saranno stati, secondo alcuni, diversi milioni.

La ‘Sars’ non è una: la Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato 6 tipi di Sars (fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Coronavirus).

Oggi, chi continua a pompare sui ‘contagi’ sono gli stessi ‘scienziati” che, quando ci si avviava alla fine del confino domiciliare, annunciavano 151.231 posti letto in terapia intensiva entro giugno, stime del glorioso CTS, Comitato Tecnico Scientifico’. I MORTI sarebbero stati, di conseguenza, decine e decine di migliaia.

Avete avuto notizie di ciò? Io no, pur se magari incredibilmente qualcuno magari ci sperava per ‘avere ragione’.

E’ evidente che le serate dei giovani terminate a fine agosto, ovvero una quarantina di giorni fa, non hanno dato vita ad ecatombi. Oggi, pare evidente che ‘contagiati’ non significa più morti.

Appare evidente come, qualunque sia la causa, le condizioni sono diverse da 8-9 mesi fa. E chissà perchè ci sono i tifosi della ‘seconda ondata‘.

Forse ‘contagiarsi’ significa ‘prendere’ un virus che ha fatto danni ma che non è più sconosciuto come prima, la Sanità è più preparata. E lo stesso virus pare faccia certamente meno caos.

A meno che il governo non abbia altre informazioni ‘segrete’ che non rende pubbliche e quindi qualunque ragionamento serve a poco.

Il Covid_19 ha condizionato la percezione di troppi

Sembra che tutto il resto sia dimenticato per parlare solo di ‘infetti’ e, adesso, di giovani come untori.

Pare un gioco troppo funzionale a garantire la sopravvivenza di chi è al vertice. Che altrimenti dovrebbe confrontarsi con i problemi davvero tosti del nostro Paese. E per cui probabilmente non sarebbe in grado di dare serie risposte.

Meglio una sana e robusta emergenza e, di emergenza in emergenza sotto la coltre di paura che sparge la tv, tutto passa nel dimenticatoio, tutto viene giustificato, tutto scivola pur creando danni oggi ancora non visibili.

Per rimanere nei numeri e solo nella sanità, la tubercolosi, nel Mondo, nel 2017 ha fatto ammalare 10.000.000 di persone. Di queste, 1.6 mln sono morte (fonte: ISS). E globalmente si stima che 1,7 miliardi di persone siano infettate con Mycobacterium tuberculosis. Altro che corona virus.

Nel 2018, nel Mondo in media ogni 36” (secondi) è morto un bimbo (pace all’anima sua) per polmonite (fonte: La Repubblica 12nov19).

Ogni giorno 2.200 ‘angeli’ sono morti di polmonite. Nel 2018, nel Mondo sono morti 800,000 bambini (solo bambini) di età inferiore ai 5 anni: questa si una strage. (Nel Mondo, i morti di covid_19, sempre col beneficio di inventario, sono stimati in poco più di 1.000.000, soprattutto ultra 80enni).

Il Mondo non si è fermato, pur se la lotta contro questa patologie sperabilmente è continuata.

Ragionare è doveroso

Questi ragionamenti e queste evidenze dovrebbero tendere a ingessare e smettere con la paranoia.

Il covid_19 ha fatto i suoi danni, legandosi alle patologie in essere in persone fragili (vedi i dati di prima).

Oggi è evidentemente ‘cambiato’ e non sta ai non esperti dire il perchè.

Ma ragionare è permesso ed è dovuto. Molti degli ologi da tv hanno dimostrato un pressappochismo unico. Alcuni non hanno avuto ragione né prima né dopo i fatti. Ma la stessa pletora di pressappochisti è sempre invitata in tv, oggi accusando giovani e ragazzi.

Non si può permettere alle politiche ‘anti-covid’ di stritolare la nostra società che si avvia ad essere un ‘Sussidistan‘, con il sussidio governativo minimo per la sopravvivenza, impedendo riunioni ed incontri mentre agli alti livelli politico-burocratici la vita scorre godereccia come sempre.

Per i ragazzi, poi e soprattutto, la vita in evoluzione non può essere stritolata dalla vigliaccheria del potere, dalla gara alla mascherina, dall’allontanamento da amici, compagni e dagli amori.

Tutto non ci deve far dimenticare che la “vita normale” è un Diritto cui dobbiamo tornare ed a cui non dobbiamo rinunciare.

Recentemente, il Presidente del Consiglio, Conte, in un messaggio all’Onu ha invece detto: “La speranza di vincere presto la pandemia non deve coincidere con l’augurio di tornare al più presto alla semplice ‘normalità’. (fonte: Rainews).

Chissà cosa vuole effettivamente dire.

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