Le “Vie dei Tesori” ritornano in Sicilia. Ragusa e Scicli e Noto inclusi

Tra chiese dimenticate, antiche farmacie, palazzi nobiliari, botteghe artigianali, case scavate nella roccia. Bellissimi itinerari alla scoperta di luoghi poco noti del cosiddetto "Ragusashire". Tre weekend dal 3 al 18 ottobre

PALERMO – Torna l’edizione 2020 de ‘Le Vie dei Tesori‘, l’appuntamento in 3 week end in cui ad essere oggetto di attenzione saranno le attrattive, non solo turistiche, di molte città della Sicilia.

Un progetto complessivo – che si muove nell’are del Val di Noto nei comuni di Ragusa, Scicli e Noto ma anche a Palermo, Monreale, Catania e Sciacca.

“A rutta i ron Carmelu” (la grotta di don Carmelo), Chiafura, Scicli

Forte di una prima tranche che ha già dimostrato con forza che i visitatori hanno un grandissimo desiderio di riappropriarsi dei luoghi: è già successo a Bagheria, Trapani, Marsala, Mazara, Messina, Caltanissetta, Sambuca e Naro, dove la prima parte del festival si è appena conclusa.

Un lavoro durato mesi ha portato ad una scelta certosina, luogo dopo luogo, ma senza perdere quello che è il vero marchio di fabbrica del festival: il racconto appassionato per storie, aneddoti, personaggi.

Dove non sarà possibile farlo di presenze, ci si affiderà a audioguide d’autore, registrate da storici dell’arte, archeologi, studiosi del paesaggio, esperti della città e curate dagli Amici delle Vie dei Tesori, il neonato club di appassionati che scelgono di restare accanto a Le Vie dei Tesori tutto l’anno, usufruendo di una serie di agevolazioni.

Rivincita sul barocco onnipresente

Le ‘Vie dei Tesori’ pare sia la “tranquilla vendetta” di tanti tesori nascosti, forse la “vera anima del territorio” come dicono dall’organizzazione ma che di solito sono offuscati dallo maestoso e celebrato barocco.

Nel territorio ibleo, esempio, vuol dire ritrovare piccole chiese scavate nella roccia, aree che risalgono al Paleolitico

Le Vie dei Tesori, nato nel 2006 in seno all’Università palermitana, oggi coinvolge 15 città in tutta la Sicilia con oltre duecento partner pubblici e privati: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari.

Non gode di finanziamenti pubblici certi ma di quelle che anno dopo anno intercetta partecipando a bandi di evidenza pubblica. 

Da Roma è appena arrivata, per il quinto anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica. 

La scorsa edizione, cui hanno lavorato circa 500 giovani, ha contato in tutto 404 mila visite, con un indice di gradimento del 91 per cento e una percentuale di turisti che ha superato il 42 per cento.

E poi, una cavalcata di secoli fino a quel terremoto che spazzò via tutto il Val di Noto fino alla rinascita.

Laddove le città rinacquero, si rifecero belle con palazzi nobiliari, circoli di conversazione per pochi eletti, farmacie ottocentesche, veri e propri set per le fiction più amate.

“Ci siamo chiesti quale fosse il nostro ruolo, in un ambito in cui la riappropriazione e il riconoscimento, sono elementi vitali. E ci siamo detti che era importante continuare – spiega Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onLus -, perché attorno a questi luoghi, che spesso non sono messi in rete, è giusto stringersi sempre”.

Interni di Palazzo Antoci, Ragusa

Nuove scoperte.. da scoprire

Un programma studiato con cura che accoglie luoghi già amati dai visitatori in passato, ma anche “chicche” da scoprire.

Grazie al supporto delle amministrazioni, delle associazioni e dei titolari di luoghi, siamo riusciti a costruire un programma con diverse novità – sottolinea il coordinatore del festival nel Ragusano, Armando Antista.

Ovviamente anche qui non si può che seguire queste norme ‘anti.covid’ per cui le prenotazioni sono “caldamente consigliate“, necessario il distanziamento fisico (non chiamatelo “sociale”). 

(( Le foto de Le Vie dei Tesori sono di Igor Petyx ))


COME PARTECIPARE

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul www.leviedeitesori.it o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate è previsto un coupon da 6 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. 

Quest’anno, a causa delle misure di prevenzione dal Covid, i turni di visita saranno contingentati. 

Consigliata quindi la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare direttamente all’ingresso dei luoghi mostrando  la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili.

I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi organizzati possono scrivere a prenotazioni@leviedeitesori.it.

Le città del turismo ibleo

RAGUSA – Potrà essere visitata con un unico coupon valido a Scicli e a Noto. Senza le scuole, il festival sceglie il sabato e la domenica, per tre settimane, dal 3 al 18 ottobre.

Tutto il Val di Noto è segnato dal terribile terremoto del 1693 che rase le città e provocò 60 mila morti. 

Ragusa è sempre rinata dalle macerie, più bella di prima: la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale. E poi Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto), con la piazza centrale che è un salotto en plein air, dove si arriva dopo aver scoperto cortili segreti, dimore aristocratiche, chiese spettacolari, o l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici.

La città si svela in dodici tappe-gioiello, due passeggiate e una particolare “caccia al tesoro”. Si parte dal campanile di San Giovanni Battista: vista mozzafiato, ma scendendo si passerà attraverso una particolarissima “veste” rococò; si ripercorreranno le tracce degli ebrei nell’antica Giudecca per raggiungere il Museo delle Confraternite nella Chiesa dell’Annunziata; ma, dopo aver ammirato il soffitto (pre-sisma) di Sant’agata ai Cappuccini, non si può perdere il retablo in pietra di San Giorgio, o la tela attribuita a Mattia Preti a Santa Maria dell’Itria, la chiesa dei Cavalieri di Malta; né gli affreschi medievali sopravvissuti di Santa Maria delle Scale.

Un bagno di colori? Solo al Cinabro carrettieri, la bottega degli artigiani Damiano Rotella e Biagio Castilletti, tanto amati da  Dolce e Gabbana, e Steve McCurry.

Palazzi se ne visiteranno tre: la residenza liberty degli Antoci,  “rianimata” ai primi del Novecento con il lavoro dei migliori decoratori e arredatori dell’epoca.

Saranno gli stessi discendenti a condurre le visite tra soffitti decorati, vetrate Tiffany, tendaggi di sartoria, stucchi delicati e lampadari restaurati.

Se salendo la scenografica scalinata, scoprirete che palazzo Arezzo di Trifiletti – il sito più amato nella scorsa edizione – custodisce la memoria intatta di uno dei casati più antichi dell’intera Sicilia, a palazzo La Rocca vi interrogherete di certo sulle misteriose allegorie dei “mensoloni” dei balconi.

Infine, il piccolo gioiello che da tre edizioni chiude il festival: il teatro Donnafugata, divertissement all’italiana con un’acustica perfetta.

Due le passeggiate: condurranno fuori porta, al castello di Donnafugata, per perdersi tra gli “scherzi” che il barone Corrado Arezzo de Spuches disseminò per il suo giardino; e a cava Celone, inaspettato “canyon mediterraneo”.

E se tutto questo non vi basta, potete sempre partecipare alla divertente “Caccia al balconi” di Tessere Cultura: indovinelli, curiosità e indizi tra monumenti e angoli insoliti.


SCICLI – Se Ragusa ha messo insieme ben 11 mila presenze, Scicli ha retto il confronto lo scorso anno con 7520 visitatori che non sapevano decidersi tra i due set simbolo della fiction sul commissario Montalbano – la sede del Commissariato di Vigata e la famosa Stanza del Questore, visitabili anche quest’anno – e le antiche chiese che guardavano la vallata. 

Scicli mette insieme dunque, un programma di dodici siti, e due passeggiate; ma le vere sorprese sono di certo l’apertura per la prima volta di Palazzo Beneventano, e le case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta, quando le condizioni inumane di questa comunità finirono in Parlamento su iniziativa di un gruppo di intellettuali, tra cui Guttuso, Pasolini, Carlo Levi.

Il sito di Chiafura venne abbandonato, oggi è un museo del “vivere povero”, da visitare come anche quello dentro la chiesa di san Vito, dedicato alle “carcare”, le antiche fornaci.

Da non perdere l’antica farmacia Cartia, che sembra essere rimasta all’800; il (rarissimo) portale gotico di Santa Maria della Consolazione; la storia del Convento del Rosario, da monastero Domenicano a centro per giovani in difficoltà; o anche il Museo del costume e della cucina, profondamente legato al territorio e al “famoso” cioccolato. 

Scicli, Antica Farmacia Cartia

Due le residenze storiche: oltre al settecentesco Palazzo Beneventano con i suoi “mensoloni grotteschi” e la storia di un eccentrico barone baritono; ecco Palazzo Spadaro, con il ponticello “degli innamorati”, per romantiche promesse. 

E per chiudere si può salire a San Matteo, per guardare da quassù l’intera vallata. Due le passeggiate, tutte e due veramente interessanti: una partirà alla scoperte delle delicatissime chiese rupestri sopravvissute al terremoto; e una seconda condurrà al borgo trogloditico dei Marafini, tra cisterne, grotte, abbeveratoi, palmenti, lavatori e muretti a secco, ipogei e sepolture.


NOTO – I coupon di Ragusa e Scicli saranno validi anche a Noto, nelle stesse date.

La capitale del barocco ha preparato un’edizione gioiello di sette siti, e due passeggiate d’autore.

Aprono le porte alcune delle chiese più belle della cittadina, ricostruite dopo il disastroso terremoto del 1693, che ospitano statue e reperti di Noto antica; sontuosi palazzi nobiliari dove l’atmosfera non è mutata da secoli; il neonato Parco dell’ Anima dove ci si muove tra opere d’arte en plein air.

Una passeggiata interattiva di realtà aumentata tra i ruderi dell’antica Noto  pre-terremoto, e due esperienze, una nell’ex convento di Santa Chiara oggi prestato all’arte, e una seconda nelle sale del Museo Civico.


Un Festival in sicurezza

I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti.

È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito a palazzo La Rocca, via Capitano Bocchieri, 31 a Ragusa e al gazebo in piazza Italia a Scicli. 

Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente, oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori: storici dell’arte, architetti, botanici, urbanisti. Insomma, il fascino dello storytelling – che è poi il vero marchio di fabbrica del Festival – resterà intatto.

Dona 1 euro per la bellezza!

Un euro per sostenere progetti di restauro e di decoro urbano, organizzare attività di educazione al patrimonio per i bambini, promuovere borse di studio per i giovani anche per sostenere i ritorni al Sud.

Quest’anno, comprando i coupon del Festival, si potrà scegliere di donare 1 euro in più per sostenere gli altri progetti dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus.

Tra gli interventi di restauro già realizzati, il restauro della tavola della Cappella della Mortificazione a Trapani, il recupero dei lampadari della Palazzina Cinese e del salottino di Palazzo Mirto, a Palermo, la manutenzione della cupola del Campanile del Carmine di Marsala.

E’ stato appena completato il recupero delle due sfingi in pietra di Billiemi del Gymnasium dell’Orto Botanico di Palermo, ed è in corso il restauro a cantiere aperto dell’antico corale della Fardelliana, visitabile alla biblioteca di Trapani durante il festival.

I tour

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche. “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo/cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un fine settimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato. 


Informazioni: 091 842 00 00, tutti i giorni  10-18 www.leviedeitesori.com

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.