“Città che Legge”, un premio, diremmo, facile facile. Ma si legge?

Alcune cittadine tra le ex province di Siracusa e Ragusa, hanno avuto il premio "Città che Legge". Un premio pubblico, leggero, tutto sommato facile da ottenere. Ma, davvero si legge nelle nostre città?

L’interno della libreria Mondadori di Modica

MODICA – Tra Siracusa e Ragusa, nel Val di Noto ed i Monti Iblei, alcune delle nostre cittadine sono state ‘insignite’ del premio ‘Città che Legge“.

In particolare hanno preso il premio Modica e Ragusa per la ex provincia di Ragusa e Noto e Canicattini Bagni per Siracusa.

Nato nel 2013, è un premio del tutto a sponsorizzazione pubblica: lo indice tale ente Cepell che dovrebbe stare per “Centro per il Libro e la Lettura” che è uno dei tanti rivoli in cui si spande la Pubblica Amministrazione essendo, il Cepell, parte del Mibac, il Ministero dei Beni Culturali ed Artistici.

Accanto al Cepell ed al Mibac, anche l‘Anci, l’associazione dei Comuni, visto che il premio va, appunto, ai Comuni.

In 3, queste entità burocratiche hanno immaginato un premio, di per sé, non disprezzabile, ovvero “promuovere la lettura con continuità” ritenendo il leggere attività per lo “sviluppo intellettuale, sociale ed economico delle comunità“.

Facile accedere e partecipare

Il premio, che dovrebbe appunto premiare speciali attività, è invero piuttosto semplice da conquistare.

Stando al bando, basta avere:

a) una biblioteca pubblica e, generalmente, tutti i comuni hanno almeno una stanza che chiamano ‘biblioteca;

b) un festival/fiera/rassegna o comunque un qualcosa dove i libri e la lettura siano evidenziati e per ciò eventualmente basta un giorno di lettura di libri in una qualsiasi classe, quest’anno fatto persino in “remoto”;

c) la partecipazione ad altre due manifestazioni ‘celelliane’, come il Maggio dei Libri o Libriamoci, sempre qualcosa in cui la semplice programmazione di una lettura di libri in una classe, è sufficiente;

d) la presenza di una o più librerie private. Praticamente il requisito più difficile perchè di imprenditori che hanno il coraggio di aprire una libreria, oggi, è piuttosto difficile trovarne.

Un ventaglio di attività del tutto facili da avere: potenzialmente tutti gli oltre 7.300 comuni italiani, a parte la mancanza della lettera d), potrebbero partecipare.

Soldi in premio

La classifica, quando stilata, prevede dei premi in denaro. Nel 2017, se leggiamo bene nel sito, furono elargiti 120.000€. Nel 2018, l’appetito vien mangiando, e si arriva a 870.000€ di finanziamento per tale premio.

Non siamo riusciti a trovare dati per il 2019 e, men che meno per il 2020.

Abbiamo anche chiesto via email ma il sito del Cepell è aggiornato (oggi 18 luglio 2020) ai dati del solo bando di concorso per il 2020/2021 che scadeva il 6 febbraio 2020.

Saranno stati presi col Covid e quindi non si è potuto aggiornare, manco da remoto o ‘smart working’, il sito.

Sarà fatto, immaginiamo, dopo la fine dello stato di emergenza, volontà del governo fino al 31 dicembre 2020.

Un peccato perchè non si può sapere con esattezza quali siano stati gli innovativi progetti che hanno meritato il premio e che, evidentemente, sollecitano la lettura.

Ma, poi, si legge davvero?

Ma a parte i premi burocratici elargiti con bontà livellatrice, la curiosità di sapere però se davvero il cittadini leggono ci ha portato a parlare con il personale della ottima libreria Mondadori di Modica, centro dei ‘libri di carta’ con più di 25.000 titoli all’attivo.

A mio parere – ci dice Marco Blanco, riparato dietro la mascherina d’ordinanza e collaboratore della libreria – Modica è una città che legge abbastanza. Più che altro vengono ricercati libri come romanzi e gialli. Ma anche libri direi ‘importanti’ adatti a lettori anche esperti. La nostra libreria – specifica Marco ha tanti volumi (25.000 circa, ndr) ma è ben solida in tante nicchie, in ambiti specialistici che magari altrove non si trovano“.

Per quanto riguarda di ragazzi – continua Marco io ne vedo molti venire in libreria. La maggior parte è sollecitata dai propri professori. A dire il vero non sono tanti i professori che invitano ad andare in libreria. Tanto che ti posso dire che quando qualche ragazzo chiede un titolo, è facile capire quale professore lo abbia invitato alla lettura. Peraltro, spesso durante l’inverno, proprio qui in libreria vengono gruppi di ragazzi con l’intento di studiare nei nostri spazi pubblici. Se possibile, lo consentiamo senza problema ma in rigoroso silenzio“.

Per il periodo estivo – ci dice ancora – c‘è anche una buona presenza di turisti. Ovviamente cercano un <libro da ombrellone> che non comprano nelle loro città ma vogliono acquistare qui in loco. Ci sono anche tante famiglie che cercano libri per bambini: magari sperano che piazzandoli dietro un libro, li lascino un po’ più liberi”.

Il “book sharing”, la condivisione dei libri

Un fenomeno interessante che abbiamo riscontrato – conclude Marco è una frequente richiesta di <book sharing>. Ovvero molti turisti, all’atto della ripartenza, vogliono lasciare il libro da loro acquistato qui in città, magari per metterlo a disposizione di altri lettori. Probabilmente il fenomeno è legato al fatto che le compagnie aeree sono troppo rigide rispetto al peso dei bagagli, così spesso il libro rimane fuori dal trolley. Sappiamo di molti alberghi che trovano, nel riassettare le stanze, libri acquistati in loco e lasciati appositamente, non dimenticati. Da noi è persino ritornato un nostro cliente/turista con diversi libri in mano chiedendo dove fosse un sito di <book sharing> per lasciare li i propri, a disposizione degli altri“.

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