“Sapore di Scicli”: è quello che rimane ai turisti

Scicli, Modica, Ragusa, Noto. Sono 'marchi' che tirano. Ma per far diventare il 'turismo' una industria di qualità, il pressappochismo e la mancanza di strategia, devono diventare retaggio del passato

SCICLI – Il turismo riprende pian piano cercando di superare i danni che le politiche anti-covid hanno creato all’economia.

Luglio ed Agosto saranno mesi di dura messa in prova per il settore che dovrà solo riuscire a sopravvivere. Sperando che in Autunno si possa tornare alla nostra normalità Occidentale.

Ma in ogni caso il turismo come ‘settore economico’ nella nostra area del Val Di Noto vale la pena sia ripensato e strutturato oltre ed al di là delle semplici azioni che creano oggi una associazione di Comuni, domani una sagra del pane e cipolla, senza serie continuità strategiche.

Il marchio delle città iblee, da Noto a Ragusa, da Modica a Scicli, pare essere molto forte. Ma morto un Montalbano, se ne deve trovare un altro.

Una intervista a Luigi Caprio, direttore de “Hotel Novecento” di Scicli, “Hotel del Charme” nel centro storico.

Fiducia si ma attendismo e pressappochismo, no.


Intervista

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