Il turismo in pericolo: tra ‘obbligappati” e ‘sceriffini’

Il turismo in Sicilia è in sala di rianimazione. Malato profondo. La soluzione è fare in modo che defunga con obblighi e sanzioni?

PALERMO – Il turismo, anche quello siciliano, vivrà un anno difficile. O, speriamo, solo una Estate difficile: la bisestile 2020.

Un problema serio perchè pizze e spiagge, discoteche e granite, costumi e souvenir, contano per il 15% circa del PIL dell’Isola che nel 2018 è stato calcolato in 86.998 mln € (la Lombardia, per confronto, ha 390.331 mln € di Pil regionale)

Nella corsa alla ‘ripresa’, si zigzaga tra l’idea che la normalità sia necessaria, possibile e doverosa, dimostrata anche sempre più informazioni sulla concreta e sostanziale volatilità del ‘virus’ e la volontà politica di tenere alta la tensione sociale con mascherine a spiaggia, droni di controllo sul mare, passaporti sanitari e nomine di “sceriffi” nella figura dei ‘volontari civici‘, strani figuri che si avvicinano all’immagine americana dello sceriffo/scemo scelto dal politico della città per ‘applicare’ la legge.

Ma, soprattutto, si corre alle app per cellulari che sono diventate il ‘must’ dell’estate e sinonimo di moderno “apparato burocratico v4.0“.

In Sicilia, abbandonata l’idea sarda del passaporto sanitario‘, idea peraltro “più confusa che persuasa“, non si è però rinunciato a imporre un controllo di polizia sanitaria (solo 4 regioni hanno fatto ciò: fonte Sole24Ore) a chi avesse l’idea di venire in Sicilia per le vacanze.

Magari così da fargliela passare subito.

SiciliaSiCura. Se ci si viene

Così dall‘8 giugno al 30 settembre, l’eventuale turista o lavoratore – o siciliano residente fuori dai confini dell’Isola, cioè migliaia di persone – dovrà scaricare per obbligo, una app (no, non la Immuni: un’altra).

Questa sicula si chiama “SiciliaSiCura“, con un gioco di parole in cui l’idea della ‘sicurezza’ viene legata a “sanità”: il leit-motiv di questi mesi per cui per il tuo bene, io devo controllare quel che fai.

Ad renderla obbligatoria è l’ordinanza “contingibile ed urgente” nr 24 del 6 giugno scorso.

Siamo “obbligappati”

In pratica, chi entra in Sicilia per turismo e/o lavoro, deve scaricare questa app (per cellulari Android e Apple) e deve registrarsi.

Da quel momento, viene praticamente seguito nei suoi spostamenti e preso in carico da una nuova struttura burocratica elaborata per l’occasione, gli USCAT – Unità Sanitarie di Continuità Assistenziale Turistica – una ennesima struttura che si integra nel sistema di controllo burocratico-sanitario e per cui sono stati già assunti 80 medici. I quali, pare, dovranno occuparsi esclusivamente dei turisti.

La finalità è chiara: fare in modo che eventuali casi estivi di covid-19, una volta individuati, possano far risalire al percorso fatto dal visitatore e, quindi, rintracciare gli umani entrati in contatto con lui.

Una potenziale enorme ‘caccia al tesoro’ per isolare tali ‘infettati’ ed evitare il diffondersi del corona virus 2020.

La registrazione è obbligatoria praticamente per tutti coloro che vengono in Sicilia e non sono ivi residente o domiciliati.

I dati tracciati vanno dal nome e cognome, ai dati relativi alla salute, alla localizzazione geografica degli spostamenti.

Uno spettro molto ampio di sensibili dati personali, ben più evidenti che quelli previsti dalla appa ‘Immuni’.

E che, secondo il documento, hanno diversi gestori e responsabili: dalla Regione Sicilia (dovrebbe essere Regione Siciliana, ma è indicata proprio come Regione Sicilia, entità geografica), a tale Beta80 s.p.a di Milano, alla IES Solutions Srl di Roma, alla WebGenesys Srl di Catanzaro ed il  Datacenter TIM di Rozzano.

E’ espressamente indicato, tra le altre opzioni ed indicazioni, che la disinstallazione dell’app dal proprio cellulare, non comporta automaticamente la cancellazione dati in via forma registrati. Ciò è possibile farlo, si dice, specificamente dall’app.

Secondo Guido Bertolaso, esperto di protezione civile e già a capo del Dipartimento Nazionale, oggi consulente di Musumeci, tale app servirà a tracciare i 4/5 milioni di ingressi che ci si aspetta in Sicilia.

Un ottimismo di prima qualità quello di Bertolaso. Perchè se in effetti la Sicilia è tra le prime destinazioni (vedi), è anche vero che bisognerà vedere quanta voglia hanno i turisti di sapere d’esser tracciati nei loro spostamenti giorno e notte. Oltre ad avere gli sceriffini in giro, le mascherine nei ristoranti, il divieto di passeggiamento (definito: assembramento), ecc ecc

Obbligatoria con sanzioni o no?

Ultima chicca italico/siciliana, la obbligatorietà o no e le sanzioni.

In una dichiarazione riportata nel sito della Protezione Civile Regionale, il non uso della app non comporterà sanzioni. ‘Non prevediamo sanzioni perchè siamo certi che i turisti collaboreranno” ha detto Bertolaso.

In tal senso si presuppone la non obbligatorietà.

Dello stesso tono anche il presidente Musumeci. Secondo quanto riporta il Sole24Ore, ha dichiarato che ‘Non prevediamo sanzioni“.

Ma il tono dell’ordinanza ‘contingibile e urgente’, la nr 24 del 6 giugno 2020, la storia è ben diversa.

All’art 2 si impone che “chiunque faccia ingresso in Sicilia“, si deve registrare. Quindi obbligatoria ed anche per chi viene per lavoro.

Persino le strutture ricettive, dagli alberghi ai b&b, agli autobus, ai trasporti, ai traghetti, devono imporre la firma di una dichiarazione dove l’ospite (a sto punto, ospite poco desiderato), dichiara di essersi registrato a “SiciliaSicura”.

La “cosa” non è quindi volontaria o di ‘buona volontà’ come dichiarato da Bertolaso e Musumeci. Ma impositiva.

All’art 4 successivo, si indica che “La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza comporta le conseguenze sanzionatorie previste dalla legge vigente“: se non la installi, ti multo (se non di peggio).

Quindi o Bertolaso e Musumeci non riescono a farsi comprendere dagli uffici; o gli uffici fanno poi quello che vogliono; o siamo sempre e semplicemente in Regione Siciliana, Repubblica Italiana.

Vale la pena suggerire agli amici di venire dopo il 30 settembre, al termine dell’ordinanza che considera gli italiani ‘obbligappati‘. Tanto, il vero problema, non di covid ma di povertà economica e sociale, scoppierà a Settembre.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.