Talismani fase 2: mascherina, guanti, disinfettazione

Secondo diversi esperti, l'uso scorretto delle mascherine è piuttosto pericoloso; i guanti danno un senso di sicurezza che può portare il virus in casa; la disinfestazione stradale, è dubbia

RAGUSA – E’ il leit-motiv del momento: usare le mascherine, usare i guanti, disinfettare sempre e dovunque.

Qualunque cosa viene decisa in questo momento, ha dietro sempre il ‘consiglio degli esperti‘ di usare praticamente sempre la mascherina.

Una paranoia che ha portato a situazioni di vero ‘stato di polizia‘ con agenti che fermano, inseguono, strattonano (vedi a Salerno) e multano liberi cittadini sostenendo l’obbligo di uso indiscriminato di mascherine.

Per non parlare dei guanti, con una messe indistinta che va in giro per campi e città, entra nei supermercati, guida la macchina, risponde al cellulare con la mano inguainata nel guanto: cosa che fa dimenticare, invece, la più corretta ed utile pratica della pulizia con acqua e sapone.

Infine la disinfestazione. Immagini di camion che girano per la città spruzzando, pare, cloro e simili, per far intendere al Popolo che si sta disinfettando. Oppure le richieste spasmodiche di ‘sanificare’ camerini, negozi, spazi comuni, celle.

Bene, pare che tutt’e e tre queste pratiche, se esasperate nella loro ‘indicazione terapeutica’, siano inutili quando non dannose.

Mascherina: da usare con scienza. E coscienza

Cominciamo con le mascherine, business lucroso e prateria per nefandezze, truffe ed amenti di prezzi.

Ormai quasi tutti sanno la differenza tra mascherina ‘chirurgica’, quella di carta diciamo e le ffp2 e ffp3.

L’OMS ha da sempre indicato – e noi lo abbiamo già detto – che le “tipo ffp” sono utili e necessarie solo a personale, medico o no, che sta a stretto contatto con malati infettivi, che siano covid o no. (vedi link in inglese)

Per le chirurgiche, o quella fatte in casa, l’unica indicazione d’uso è per evitare che, un eventuale portatore di infezione, anche qui sia covid o no, possa con un proprio starnuto o tosse, contagiare un vicino.

E’ una pratica di ‘rispetto sociale‘, che per esempio in Paesi come la Cina e Giappone viene praticata da decenni quando ci si trova in ambienti affollati.

In Italia invece l’uso della mascherina sta diventando il segnaposto tra i ‘terrorizzatori‘ ed i ‘normalizzatori‘, con il tentativo edittale di imporre l’uso della mascherina anche nella semplice passeggiata.

La mascherina, usata troppo a lungo e malamente, fa male.

Usare le mascherine però implica una variazione delle funzioni organiche, non certo pensate per, esempio, respirare attraverso un velo.

La prima avvisaglia dalla federazione dei medici sportivi per bocca del dott. Alberto Macis, presidente della AMS di Cagliari secondo il quale, citato da l’Unione Sarda, sostiene il pericolo dell’uso della mascherina perchè l’azione della respirazione inspirazione/espirazione, può creare proprio dentro la mascherina un eccesso di anidride carbonica, gas di scarico ed espulsione del nostro apparato respiratorio che, stazionando dentro la camera creata dalla mascherina attorno a naso, può essere facilmente ri-respirata.

In caso di sforzo fisico, addirittura, secondo Macis la mascherina è persino ‘controproducente’, perchè l’aumento del ritmo della respirazione ed appunto la concentrazione di O2, anidride carbonica, può provocare ‘alcalosi’, ovvero uno squilibrio del Ph sanguigno che, all’estremo sempre secondo il dottore, può portare allo svenimento.

L’alcalosi è l’eccessiva alcalinità del sangue in seguito a un eccesso di bicarbonato o alla perdita di acidi nel sangue (alcalosi metabolica) oppure a un basso livello di anidride carbonica nel sangue indotto da respirazione veloce o profonda (alcalosi respiratoria).

In Cina, dove il regime anti-democratico al governo impone l’uso della mascherina sempre, due studenti sono morti di arresto cardiaco per avere corso, durante le ore scolastiche, indossando la mascherina.

La stessa tesi sul rischio-mascherina, è stata sostenuta più volte dal dottor Stefano Montanari, farmacista nanopatologo, i cui interventi, molto seguiti in Rete sono però contestati duramente dal sistema ufficiale dei vari esperti che vanno invece in tv.

In diversi interventi rintracciabili su internet, il dott Montanari ha messo in guardia dall’uso intenso delle mascherine proprio per il rischio di danni all’apparato respiratorio.

Il dotto Stefano Montanari, scienziato fortemente inviso al gruppo degli ‘Esperti Riconosciuti’

Per chi è più avvezzo alla tv e da maggior credito al piccolo schermo, qui l’intervento su LA7 di un esperto che ha indicato come la mascherina crei poi un inutile senso di sicurezza che può portare a comportamenti errati e comunque non protegge il portatore da praticamente nessun virus.

I guanti: meglio il lattice o la pelle umana?

Dubbi anche per l’uso costante dei guanti in lattice o simili.

Neanche a dirlo che i guanti sono fondamentali, anche qui, per personale a stretto contatto con ambienti infettati, siano da corona virus, epatiti, ecc ecc.

Ma ha senso andare in giro per la città con i guanti?

Ha pochissimo senso perchè l’uso dei guanti ha valore se, dopo l’uso specifico, sono cambiati e buttati via: una volta usati per l’operazione necessaria, devono essere buttati via in appositi contenitori, se infetti.

Indossare i guanti invece, quando si esce di casa come un chirurgo a Carnevale, crea anche qui una forma psicotica di falsa protezione.

Lo stesso ISS, Istituto Superiore della Sanità stabilisce il corretto uso dei guanti:

Sì ai guanti a patto che:
– non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per 60 secondi;
– siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati;
– come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi;
siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato; 
non siano riutilizzati.
 
Dove sono necessari?
– In alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti.
– Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati.

Un video di una infermiera americana che praticamente fa vedere come l’uso di guanti, che limita il lavaggio delle mani con acqua e/o ammuchina, sia un veicolo perfetto per la diffusione dei virus

Con i guanti, si tende a lavare di meno le mani, cosa invece fondamentale. E con i guanti si tocca la borsa, il portafogli, il cellulare, poi il volante della macchina, magari ci si aggiusta malamente la mascherina. Questo serve a distribuire eventuali virus.

Senza contare l’importanza del corretto togliere i guanti dopo l’uso: insomma, lasciamolo fare a medici ed infermieri.

Tra l’altro, pare che gli enzimi della pelle, siano meglio in grado di controllare qualunque virus possa depositarsi. Infatti la trasmissione avviene, eventualmente, non per via di contatto (tramite la pelle) ma per via aerea, entrando i virus da bocca/naso/occhi.

Ecco perchè magari usare i guanti usa-e-getta di plastica trasparente al supermercato, sempre per rispetto agli altri, poi buttarli all’uscita e sanificare la mani con gel e lavarseli appena possibile.

Disinfestazione: ottimo business. Per l’OMS è inutili e pericolosa

Anche la disinfettazione, altro potente business che sta emergendo, è contestata. La promuovono gli esperti da tv ma la domanda che emerge è se serva oppure no.

Video Youtube sulla disinfestazione operata dal regime per trasmettere ancora il clima di pericolo e quindi di controllo della popolazione

Il New York Times (qui citato dal Seattle Times), avanza seri dubbi che lo spruzzare prodotti vari in giro per le città, sia valido. Almeno la gente crede che lo ‘Stato’ stia combattendo il virus.

I cinesi stanno diminuendo l’immissione di CO2 in atmosfera, e la stanno sostituendo con altri veleni?

Secondo il NYT che cita il prof Michael Osterholm, direttore del “Center for Infectious Disease Research and Policy” all’università del Minnesota, non ci sono evidenze scientifiche, quella famose che sempre cercano i virologi da tv, per indicare che tale sanificazione sia valida.

Osterholm dice che, nel caso migliore è una perdita (di tempo forse anche soldi), nel peggiore si inonda l’ambiente con disinfettanti non necessari.

La ricerca ha infatti indicato che la trasmissione del virus è aerea, non per contatto con oggetti, per cui disinfettare l’asfalto, serve a poco.

Una specifica che è segnalata anche dal corrispondente americano del nostro Istituto Superiore della Sanità.

Mentre alcuni altri esperti indicano che proprio la mancanza di approfonditi studi non possono escludere il valore dello spray in città, altri scienziati indicano come di maggior utilità la sanificazione interna dei locali, ovviamente di quelli super affollati, come gli aeroporti.

A concludere definitivamente che la disinfestazione fa male più che bene, è poi persino la OMS che, come riporta l’Ansa, ha dichiarato che “non indicata per uccidere Sars-Cov-2 o altri agenti patogeni: il disinfettante è inattivato da sporco e detriti”. E “non riduce la capacità di una persona infetta di diffondere il virus attraverso le goccioline di saliva o il contatto. Cloro e chimici tossici potrebbero causare irritazione a occhi,broncospasmo,nausea

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