Il 4 maggio: confusione sotto il cielo del corona virus

Il 4 Maggio praticamente, non cambia niente. Le multe sono dietro l'angolo. E la confusione tra governo nazionale e quello regionale, sono sempre l'unica cosa certa.

RAGUSA – Il 4 Maggio pare aspettato come se finalmente si potesse tornare alla vita normale.

Ed invece cambia poco o/e nulla: uscire di casa, ovvero la libertà di movimento, è vietata. Il regime di segregazione continua.

Anzi, meglio stare attenti e non pensare che si possa andare in giro liberamente. Ricordiamo che se un divieto di sosta ci costa una trentina di euro, una sanzione per “libera circolazione’ costa anche oltre 500€: lo Stato ci guadagna.

Il caos del Governo e la pazienza dei Cittadini, spesso però dovuta al terrore inculcato

Legame affettivo stabile

L’unica aggiunta è stato il ridicolo balletto del ‘stabile legame affettivo‘ che rende comico il governo e rischioso per i cittadini il provare a seguire le regole.

Perchè al Dpcm, il famoso e famigerato Decreto Presidente Consiglio dei Ministri per cui scienziati amministrativi dibattono dall’una e dall’altra parte se sia una ‘fonte normativa’ capace di limitare le libertà costituzionali riservate alla dichiarazione di Stato di Emergenza (tipico: una dichiarazione di guerra) ed ai Decreti Legge, oggi si aggiunge un’altra fonte normativa, le FAQ, le Frequently Asked Question (le domande più frequenti) del Ministero degli Interni, che sono diventate fonte ufficiale per capire cosa fare.

Neanche le FAQ chiariscono

Ma anche le FAQ hanno preferito glissare sullo “stabile legame affettivo” che potrebbe, legittimamente e senza implicazioni sentimentali e/o sessuali, legare due amiche o due amici.

Quindi se è chiaro cosa sono i parenti e gli affini (codice civile), rimane vago il concetto di ‘legame affettivo’.

Peraltro nella autocertificazione da produrre in caso di controllo, il garante della privacy ha escluso l’obbligo di indicare il nome del parente/affine/affetto stabile che si sta andando a trovare.

I bar e le pasticcerie aprono si o no?

Abbiamo poi cercato di comprendere l’onda anomala dei decreti, leggendoli e provando a capire il resto. Forse non ci siamo riusciti fino in fondo.

Per i bar ed affini, si parla socialmente di un allentamento. Si è letto che possono aprire ma solo per fornire alimenti o da asporto ma senza consumazione nei pressi (bisogna andare a bere il caffè a 50/100mt dal locale) o con eventuale consegna a domicilio.

Peraltro, ma ormai non ci fidiamo neanche di noi, nel Dpcm 26/04/2020 che vale dal 4 maggio al 17 maggio non riusciamo a trovare, tra le attività commerciali ammesse all’apertura (allegato 1), i bar e simili. Ci pare ci siano i fioristi, esempio, ma non i baristi.

Quindi come fanno pizzerie, bar ed affini che non riusciamo a trovare negli allegati ad aprire legittimamente?

In tali allegati 1-2-3 non riusciamo neanche ad avere una indicazione neanche dai Codici Ateco. Non pare sia citato il codice Ateco 56.30.00 (Bar e altri esercizi simili senza cucina) e neanche il 56.10 (Ristoranti e attività di ristorazione mobile).

Senza dire che al comma aa) dell’art 1, proprio i bar, i ristoranti, le pasticcerie, le gelaterie sono espressamente chiuse.

Ma, ammesso e concesso ci sia e non lo troviamo per nostra svista, come si fa ad andare in un bar/rosticceria anche per l’asporto se l’unica uscita permessa è per motivi ‘contingenti ed urgenti‘ o per ‘situazioni di necessità‘ con questo inteso l’acquisto di alimentari dove non sono comprese le pizzerie? Boh.

Indicati invece specificamente ed ammessi all’apertura, pur con le solite raccomandazioni, l’asporto ed il non consumo sul posto, le pasticcerie (codice Ateco 47.24, ammesso) che però nel precedente articolo 1, comma (aa), sembrano chiuse. Mah.

In Sicilia: cani dal parrucchiere e ‘refusi’ a gogò

Probabilmente in Sicilia, bar & Co possono aprire grazie alla “Ordinanza contingibile e urgente n. 18 del 30 aprile 2020” (dovrebbe essere l’ultima in ordine di tempo), con cui all’art. 9 cita appunto bar & affini.

Ordinanza che, all’art 9 fa appunto fa riferimento al Dpcm nazionale rispetto le attività commerciali consentite.

Dice infatti che “Tutte le attività produttive industriali e commerciali individuate dagli allegati 1, 2 e 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 sono consentite nel territorio della Regione Siciliana, secondo le modalità specificate nel medesimo Decreto.
Sono, quindi, autorizzate, previa comunicazione al Prefetto, anche le attività di:
a) ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bar e pub solo con asporto o consegna a
domicilio, con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

Ma se il Dpcm non indica tali attività o noi non riusciamo a trovarle, il “quindi” a cosa è riferito? Occorre un bravo avvocato per dipanare questo dubbio.

Peraltro, nell’ordinanza del 30 aprile il tutto lo doveva autorizzare il prefetto. Ma già il 1 Maggio ci hanno ripensato è questa comunicazione al Prefetto è stata cancellata.

Un normale caos come tanti altri, visto che il 30 aprile hanno pure sbagliato altri riferimenti ad articoli, commi, paragrafi, poi corretti il 1° Maggio.

Ma poverini, alla Regione lavorano sotto pressione.

Peli si, capelli no

In Sicilia, se i capelli degli umani che crescono non sollevano sdegno, l’attenzione è invece per gli animali per cui si possono toelettare. Glieli devi consegnare a distanza, ma lo puoi fare.

Rimane in capo ai sindaci aprire o no i cimiteri (Modica ci ha pensato già in anticipo, scontentando i colleghi sindaci iblei).

Si può fare attività sportiva, ovvero andare a correre anche in bici, basta mantenere la distanza sociale. Volendo pare si possa anche stare fermi, esempio per la ‘pesca sportiva‘ che generalmente non si fa correndo ma stando fermi sulla spiaggia.

Un casotto per le società sportive aprire. Tali e tante le responsabilità in capo ai gestori (sanificazione, autocertificazioni) che probabilmente nessuno aprirà.

Tra l’altro, si è ancora in attesa della circolare dell’Assessorato Regionale alla Salute che doveva essere “emesso entro 24” (ore? giorni? non si da cosa) dalla data dell’Ordinanza emessa.

Giardinieri dal lunedi al venerdi. Week end no (ma perchè?)

Si potrà andare a comperare fiori e semi, per chi può sistemare i propri giardini.

Cosa ottima. Ma anche qui non riusciamo a capire come poter autocertificare il fatto visto che nel modello ci sono solo 4 fattispecie che non consentono di essere sanzionati:

  1. comprovate esigenze lavorative;
  2. assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);
  3. situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere);
  4. motivi di salute.

Quindi si dovrebbe mentire? Si sta andando dal vivaio a prendere una pianta da trapiantare e deve dire che sta andando a trovare un ‘congiunto’?

Perchè obbligano a tali comportamenti? Mah.

Altra cosa che pare strana, ma che certamente avrà un profondo senso logico che ci sfugge, è che, in Sicilia, si può andare a lavorare il proprio giardino, dar da mangiare agli animali, fare qualche lavoro ai giardini.

Ma si può farlo dal lunedi al venerdi. Non di sabato e/domenica: perchè sabato e domenica non si può andare nei propri giardini o dar da mangiare agli animali?.

La razionalità di tali indicazioni sfugge all’uomo comune, visto che da 60 giorni non ci sono sabati e domeniche ma solo ‘tempo che trascorre’.

Sembra una prova di regime a forzare la libertà per vedere fin quando riescono a spingersi.

Peraltro, il Finacial Times aveva già detto che questo lock down totale era anche un sorta di esperimento sociale mai tentato in una società democratica occidentale.

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