Camionisti: il sistema linfatico d’Italia.

Sono i trasporti su gomma, il sistema linfatico della nostra Nazione. Oggi più che mai sono anche segnale che, alla fine, tutto sta funzionando pur nell'era del coronavirus. Ma fare il camionista è diventato ancora più impegnativo. Ce lo racconta uno di loro




RAGUSA – Non è certo il momento di giocare all’ ‘io sono più eroe di te“.

In un momento di bisogno, forse più di ‘eroi’ serve gente che faccia coscientemente il proprio dovere, magari con una buona dose di abnegazione civile.

Ed in un Paese troppo spesso spinto dal Sistema a reclamare i ‘diritti’, per una volta che l’attenzione è sul ‘dovere‘, questo non dovrebbe diventare un “atto eroico”.

Ma se per ‘eroi’ vogliamo intendere chi in questo momento sta contribuendo a cercare di mantenere nella normalità e nella calma questo Paese, di certo nella lista vanno inseriti perlomeno (anche) i Camionisti.

EROE (..) 2. estens. a. Nel linguaggio com., chi, in imprese guerresche o di altro genere, dà prova di grande valore e coraggio affrontando gravi pericoli e compiendo azioni straordinarie. b) Chi dà prova di grande abnegazione e di spirito di sacrificio per un nobile ideale (fonte: Treccani)

Legati ‘dal’ ed ‘al’ consumo

La decretazione d’urgenza pone grossi limiti alla libertà personale e sta mettendo a dura prova la nostra collettività.

E forse l’unico modo per non passare dalla insofferenza al panico collettivo, è che non si svuotino i supermercati.

Certo ci hanno provato a mettere sotto pressione 60 milioni di persone facendo trapelare la notizia che i supermercati avrebbero chiuso alle 18, e completamente chiusi nel week end.

Poi forse hanno capito che era meglio non tirare troppo la corda, che gli assembramenti sarebbero stati un incubo, sociale e sanitario e tutto è rientrato: alimentari e supermercati aperti in orario (quasi) normale.

L’importante davvero, scusate se ci permettiamo di ripeterlo, se dovete uscire per necessità, è mantenere le distanze, evitare contatti diretti con gli altri per non trasmettere l’infezione e non prenderla. Poi lavare le mani e non toccarsi bocca, occhi e naso con mani (e guanti) eventualmente non disinfettate.

I formaggi e la pasta, viaggiano su ruote

Quindi, sono oggi i supermercati l’unico elemento di aggregazione e metro della tranquillità sociale.

E, visto che pasta e salse, formaggi e carne non arrivano via Facebook o WhatsApp, è proprio grazie a loro, ai camionisti ai loro camion ed alle loro aziende, che i supermercati hanno gli scaffali pieni tali da non creare una sindrome di panico e da acquisto compulsivo.

Eppure, se per altre categorie il riconoscimento è quotidiano e incensato via tv, i camionisti sono meno ricordati.

Autogrill riaperti. Per fortuna

Non solo e non tanto nei programmi tv del main stream dove l’unico argomento è la santificazione delle altre categorie, ma persino nei decreti presidenziali dove qualche volta sono stati ignorati.

Avevamo già detto, esempio, di come nella prima versione del ‘tutto chiuso’, persino gli autogrill autostradali erano stati serrati.

Ed i camionisti dove avrebbero dovuto prendere un panino o un caffè, per una pausa in viaggi di migliaia di chilometri?

Lo hanno capito e difatti, dopo, gli autogrill sono stati aperti ed oggi, mentre i bar delle stazioni di rifornimento sono chiusi, quelli autostradali rimangono aperti.

Vita dura: è davvero questione di “passione”

Ma la vita del camionista è davvero dura, non solo adesso ma anche prima. E vorrei dire specie per i ‘ragazzi’ del Sud, che devono fare almeno 1000 km prima di arrivare nelle aree più produttive dove lasciare qualcosa e prenderne altra.

E oggi è ancora più tosta.

Ce lo racconta, dalla sua cabina alla guida, con relativo auricolare, Claudio Rinzo, sciclitano e che lavora con una grossa agenzia di trasporti di Ispica.

A dire il vero, la nostra vita non è cambiata – ci racconta parlando dalle zona delle Calabrie – perchè è sempre il solito arrivare, stare un giorno a casa e ripartire. Solo che è diventato più difficile“.

Da Leggere  San Giuseppe.. in marcia

Il riferimento ovvio è alle nuove norme che coinvolgono, anche indirettamente, il loro lavoro.

Gli autogrill sono aperti, è vero – conferma Claudioma a parte un panino li, non puoi prendere molto altro. E non essendo aperte trattorie, ristoranti dove molti prima si fermavano, adesso siamo tutti qui. Anche i servizi igienici ne risentono‘.

E, a parte gli autogrill, le nostre autostrade non sono attrezzate di ‘aree di sosta’ con, esempio, docce, come si trovano in quelle dell’Austria in su.

“Come vi siete organizzati allora per mangiare”, chiediamo?

In molti si sono organizzati con un fornellino da campo – ci risponde. Quando si fa una pausa, ci può essere il modo di cucinare qualcosa di caldo con cibo portato da casa. E lo mangi nella cabina del camion.

Claudio alla guida del suo Scania

Dalla cabina, non si scende

Ma la cosa più dura, fisicamente e psicologicamente, è che sono stati cancellati i rapporti sociali all’atto del carico e dello scarico.

“Ormai praticamente non possiamo scendere dalla cabina quando arriviamo a destinazione – ci dice. Non c’è più contatto con le persone. Le aziende (dove si carica e scarica, ndr) non permettono di avvicinarsi al loro personale e, con mascherina in faccia e guanti, dobbiamo consegnare i documenti ed aspettare sempre in cabina che facciano il loro lavoro. Qualcuno ha persino tolto le macchinette del caffè dove ci fermavamo a riposare ed aspettare prima di rimetterci in marcia”.

Sai cosa è più pesante? – aggiunge – Che ci fanno quasi sentire noi quelli che portano qualche virus, come se fossimo noi a infettare. Mi viene da pensare che non solo noi, alla fin fine, portiamo loro frutta e verdura. Ma ci sentiamo ‘ringraziati’ in questo modo. Non mi piace”.

Uno stress che si gestisce con l’esperienza di chi questo lavoro lo sceglie e che diventa una passione.

Non è questione di soldi – ci dice – e neanche oggi del corona virus. Fare il camionista deve essere una passione. Ogni lavoro fatto bene diventa la tua passione, ma qui penso sia diverso. Il tuo camion diventa la tua vita, la tua ‘famiglia’, quasi la tua casa. Arrivi dal nord Italia, stai a casa uno, due giorni al massimo e poi devi ripartire. E stai lontano dalla tua famiglia anche per 4/5 giorni. E lo fai con tutte le condizioni: pioggia, sole, vento, neve. Io la settimana scorsa sono arrivato alle 2 di pomeriggio di venerdi ed alle 6 del sabato sono ripartito”.

“Il camionista – aggiunge – è uno che mangia quando non ha fame, dorme quando non ha sonno ma quando può. La notte guidi in autostrada e magari pensi che tutti gli altri invece stanno dormendo nelle loro case. Sai, a volte non è questione di stanchezza fisica, ma mentale perchè devi stare sempre attento, sempre con gli occhi alla strada“.

Lavoro duro. Ed il personale manca

Pur se si dice che manchi il lavoro, la offerta per camionisti invece non manca.

Esempio in Germania mancano 45.000 camionisti, In Italia 15.000, ma non va meglio nemmeno in Francia e in Inghilterra e, nel 2026, negli Stati Uniti mancheranno il 35% degli autisti necessari. Ma in pochi sono disposti a farlo.

(Nov 2018 – fonte: professionecamionista.it)

Caricare e scaricare è diventato un altro momento di stress

Trasporti ‘normali’

Claudio ci conferma che non ha la sensazione che ci sia riduzione del trasporto merci.

Da Leggere  Oltre 130.000 fuori casa. Oltre 4000 denunciate

Certo – ci dice – adesso si dovrà vedere con questo blocco dei commerci tranne che per gli alimentari se tutto sarà come prima e se tutti i tir viaggeranno“.

Per lui dovrebbe cambiare poco, perchè lui comunque trasporta derrate alimentari. Ma è sempre più complicato.

A Messina, ci sono controlli. Per salire sul traghetto, dobbiamo autodichiarare chi siamo, che facciamo, dove andiamo. Per il resto, non vedo diminuzione di volumi nei trasporti, per mio conto. In autostrada, vedo solo camion, per dirti“.

Pur se vissuta come una passione e magari come una missione, le preoccupazioni ci sono.

Io non voglio pensare che ci possano fermare e quindi fermare il trasporto di prodotti alimentari. E ti dico che neanche io voglio fermarmi. Io penso che nessun mio collega voglia fermasi. Però è vero che stiamo lavorando forse il doppio di prima, senza molta considerazione, devo dire. Dalla condizione degli autogrill a tutto il resto di cui parlavamo prima‘.

Ad oggi nessun camionista pare abbia contratto il Covid-19 ma una certa reazione della categoria si potrebbe avere, ad una tale notizia.

Una eventualità che è stata anche segnalata ufficialmente dal Viminale (il Ministero degli Interni), ai prefetti, chiedendo di verificare ‘conflittualità sindacale” nel settore logistica.

Segno che da Roma hanno il sentore che ci sia del malumore: quasi tutta Italia è stata fermata mentre loro continuano in questo loro lavoro, spesso senza misure di prevenzione come magari guanti e maschierine.

Ansagram notizie ultim’ora e Televideo 🌍, [21.03.20 17:49]
📺 TELEVIDEO Viminale: prevenire blocchi trasporti 17.20
Proteste e conflittualità sindacale nel comparto logistica, trasporti, spedizioni rallentano “la consegna di prodotti indispensabili” nell’emergenza coronavirus, come farmaci, mascherine, camici.
Lo sottolinea il Viminale in una direttiva che invita tutti i prefetti ad attivare le “opportune misure di mediazione o di dissuasione ritenute opportune per prevenire il fenomeno”. Criticità si stanno verificando a causa di astensioni dal lavoro e azioni di protesta per la mancanza delle misure di protezione previste per il coronavirus.

Gioco duro per duri

Un segmento fondamentale, la logistica che vede coinvolti anche i ‘corrieri’, i ragazzi che ci portano, magari giornalmente, gli ordini fatti su Amazon. Amazon che da parte sua ha comunque comunicato di ridurre la consegna di prodotti non di “prima necessità”.

Tra i prodotti di prima necessità, Amazon include tra gli altri : articoli per bambini, apparecchiature per la salute e la casa, la bellezza e la cura della persona, la spesa e le forniture industriali, scientifiche e per animali domestici.

Stamattina, dal sito di Amazon era possibile ordinare anche prodotti forse di non prima necessità e la consegna era stimata in 8 giorni

Speriamo non ci siano problemi seri e venga data a questi ragazzi la giusta considerazione.

D’altra parte, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

E da li vengono fuori i veri eroi.

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