Internet: connessioni al limite. Ma, anche qui, ce la faremo

Tutti obbligati a stare in casa. E che si fa? Poca tv e molto internet. E questo mette sotto pressione la Rete, sia a livello nazionale che locale.

RAGUSA – Lo stare dentro casa, porta a delle conseguenze. C’è chi rischia di ingrassare, perchè si passa tempo a cucinare. Una battuta che gira in rete è, appunto, che la “Zona Rossa in casa deve essere quella del frigorifero“.

Ma, appunto perchè gira in Rete, è proprio la Rete ad essere messa sotto seria pressione.

D’altra parte, stando tutti – più o meno – in casa per 24ore filate, quello che si fa è stare attaccati a internet.

Aumento di traffico nazionale

Un trend che era stato già rilevato a livello nazionale.

Sul Corriere.it, Valeria Rossi, direttore generale del Milano Internet Exchange (MIX) che è il centro di interconnessione dati da dove passa il 20% del traffico nazionale, ha indicato che il traffico che passa per i loro server è aumentato del 25%. “E’ costantemente sopra il terabit al secondo” – ha dichiarato, intendendo che si stanno scambiando miliardi di bit al secondo: una enormità.

Stesse informazioni di aumento di traffico da un altro fornitore di collegamenti a livello nazionale, Fastweb.

Andrea Lasagna, cto del gruppo ha dichiarato ad AGI che le loro strutture sono passate dai consueti 2,5 terabyte al secondo a 3,2 terabyte al secondo.

Quasi il 30% in più. Una “crescita che di solito si registra lungo un anno intero”.

Il collegamento di primo livello, per internet passa sotto i mari e collega i continenti. E non è solo il “traffico pesante” che passa da li. Può essere, ad esempio che un messaggio WhatsApp inviato al vicino di casa, parte da casa tua, attraversa l’Atlantico, arriva al server di Facebook e torna indietro.

Attualmente i cavi sottomarini a livello globale sono circa 430 per un totale complessivo di più di 1 milione di chilometri di cavo attualmente in servizio.

A questi si aggiungono un numero imprecisato di altri cavi ad uso governativo e militare di cui non si hanno dettagli in quanto classificati e secretati. Il sito Submarine Cable Map mantiene aggiornata una mappa che traccia i principali cavi tra le varie landing stations.

Il sistema dei cavi sottomarini che trasportano il segnale internet

Ed a livello locale?

Pressione ed aumento del traffico internet anche a livello locale.

Ce lo conferma Antonello D’Asta, responsabile attività tecnica della Nova Quadri, azienda di Ragusa che gestisce la connessione internet in 4 province, sia con collegamenti ‘wireless’ sia con cablature.

L’incremento del traffico da noi gestito – ci ha detto via telefono – è stato del +150%. Un aumento che ha superato di molto tutte le previsioni come quel +50% che generalmente consideriamo possa avvenire in tali servizi‘.

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Noi stiamo facendo fronte a questo incremento – dice ancora D’Astacon interventi tecnici di miglioramento e razionalizzazione della nostra rete. Le squadre, specie la sera, intervengono per aumentare la portata delle cosiddette ‘dorsali.

Il movimento della banda di collegamento internet nelle ultime settimane

Le ‘dorsali’ sono, per intendersi, come i tubi che portano l’acqua: per poterne portare di più, bisogna aumentare la sezione.

Per quella relativa ai collegamenti con i nodi nazionali, non abbiamo problemi – conferma D’Asta. La avevamo dimensionata già per futuri sviluppi e pur essendo, ad oggi, occupata per 1/4 del totale, abbiamo comunque pensato di raddoppiarla. Più problematico è l’intervento nelle dorsali che si sviluppano nei territorio da noi serviti, verso le diverse province. Ma anche qui con i nostri tecnici stiamo giornalmente intervenendo per una migliore gestione del traffico‘.

Traffico moltiplicato per 4

L’aumento delle richieste di connessione, ovviamente, è fortemente collegato all’obbligo di permanenza in abitazione e quindi al collegamento ad internet di interi nuclei familiari.

Noi non possiamo controllare numericamente quante persone sono collegate perchè i nostri router sono connessi 24 ore. Ma di certo abbiamo verificato una impennata vertiginosa del traffico” – ha commentato D’Asta.

Ed il perchè è presto detto. Se normalmente, esempio, un un punto di ingresso sono connessi 5.000 router corrispondenti a 5.000 famiglie, dal 10 marzo praticamente questo numero va moltiplicato per 4, 5 quanti sono i componenti della stessa famiglia: si parla di 20/25.000 persone collegate contemporaneamente e prima non attive.

Traffico di film e videogame

Il traffico locale, secondo questo provider, si concentra mediamente tra le 11 del mattino (a quanto pare i ragazzi si alzano tardi) fino verso l’1 di notte.

Ad essere richiesti, oltre agli immancabili “social”, pare vada di moda molto Netflix, i cui video occupano molta banda.

Ma, lo confermano dichiarazioni a livello nazionale, sono i videogiochi che mettono sotto pressione l’infrastruttura, aumentando il “tempo di latenza”, ovvero il momento in cui si clicca il bottone e si ha la risposta: più è alto, più si ha l’impressione che qualcosa non funzioni.

Nessun problema per lo smarth working

Lo smarth working, il vecchio e caro ‘telelavoro’ ribattezzato in maniera più moderna, pare non creare nessun problema al sistema.

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Stiamo intervenendo attivamente dove ci sono richieste di collegamenti per lo smarthworking – conferma D’Asta. La necessità di lavorare da casa per alcune attività o anche le scuole chiuse con il rapporto online insegnanti/alunni, ci porta a fare anche nuove installazioni”.

La stessa Nova Quadri, proprio in virtù delle raccomandazioni governative, ha decentrato ove possibile il lavoro da casa ed oggi, alcuni numeri di assistenza, come la segreteria, è proprio dirottata nelle abitazioni private dei dipendenti con il telelavoro.

Governo: fate ma non chiedete

Anche il Governo nazionale, conscio della importanza del servizio internet, si è occupato, con il recente DL del 17 Marzo, dei ‘provider’.

Li ha sollecitati a fornire i servizi, a potenziare le comunicazioni, a garantire un servizio ininterrotto ai servizi di emergenza, tanto da essere definite ‘imprese di pubblica utilità”. Lo stesso livello dei servizi postali, di trasporto, energia elettrica, gas, acqua.

Una definizione che porta con se non solo l’onore, ma anche l’onere. Per il Codice Penale, l’art. 331 dice: ““Chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità, interrompe il servizio, ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a un anno e con la multa non inferiore a cinquecentosedici euro (…)”.

Ma a fronte di questo invito e questa responsabilità, all’aumento di pressione, magari anche di investimenti, di richieste di intervento, le aziende lamentano che non c’è stata nessuna agevolazione per loro.

Forse perchè, alla fin fine, le aziende magari fanno quello che possono con le forze che hanno e comunque vengono pagate dai clienti per il servizio che danno.

Vedremo se interverrà lo Stato quando, perdurando il fermo di tutte le attività economiche, non si potranno più pagare le bollette. Manco quelle per internet.

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