Controlli sugli spostamenti: si rischia anche la galera

Un nuovo decreto comprime ancora di più la libertà personale. Alcuni, non tutti, negozi chiusi. La circolazione a piedi non è 'agevolata' dai controlli. Nessun problema nei supermercati che forse amplieranno l'orario di vendita. Agricoltura in salute. Meno i floricoltori


RAGUSA – Lo spazio di ‘libertà personale‘ si stringe sempre più.

Con il Dcpm dell’11 Marzo, sono resi più chiari i contorni della “quarantena sociale” che cinge l’Italia da una settimana.

Quindi, come certamente si saprà, chiusi tanti – ma non tutti – esercizi commerciali. Rimangono aperti quelli definiti ‘essenziali’.

L’allegato 1 del decreto indica 25 categorie di attività commerciali “essenziali” che possono stare aperte: dagli ipermercati (non nei week end), ai negozi di telefonini e computer, i benzinai, le ferramenta e chi vende vernici, chi vende lampadari e lampadine, i profumieri gli ottici ed i fotografi, chi vende detersivi, le edicole.

L’allegato 1 al Dpcm 11-3-2020 con le attività commerciali autorizzate all’apertura. Rimangono sempre e comunque invariate le norme di distanza di sicurezza di 1 metro

Possono anche rimanere aperti i negozi che vendono piccoli animali domestici.

A quanto si capisce, potranno anche rimanere aperti i ‘minimercati’, ovvero le superfici fino a 400mq non specializzati in alimentare.

Non è ben chiarito se i mercati, le fiere all’aperto, possono essere fatte o no: il decreto indica che possono farsi solo quelle legate alla vendita di alimentari.

Ma ad ieri, alcuni dei commercianti ambulanti locali non avevano avuto indicazioni sul da farsi.

La serrata dei negozi è parziale. Ma non si può circolare e quindi comperare

Sembrava più tragica, da come si era prospettata. Ma in effetti a parte parrucchieri ed estetiste, bar e paninerie, pare che la serrata anti-corona sia meno stringente dell’immaginato visto l’elenco dei servizi essenziali di cui sopra.

Rimane però invece strettamente vincolante il divieto di circolazione non solo tra comune-e-comune, come si era sparsa la voce a seguito dei primi provvedimenti per la zona di Vò Veneto.

Il controllo della mobilità è anche dentro lo stesso comune. Tranne ovviamente casi di ‘necessità”.

Ed è proprio il ‘caso di necessità‘ che certamente creerà confusione.

Ad esempio, se al negozio che vende animali è consentito stare aperto, significa che può essere raggiunto da potenziali clienti.

Può essere allora ‘motivo di necessità’ andare a comperare un iguana o la scatoletta di marca per far da mangiare al chihuahua o al carlino di casa?

Libertà di movimento sotto controllo

La necessità ormai mondiale è comunque quella di impedire il passaggio del Covid-19 da individuo ad individuo.

Soprattutto per evitare che soggetti a rischio possano essere infettati, trovarsi nella necessità avere accesso ai servizi ospedalieri che sono già ai limiti della capienza e gestione.

Ma essendo una decretazione d’urgenza, praticamente giornaliera come si vede, le modifiche del ‘giorno dopo’, non sono assenti.

Già ieri, esempio, il Ministero della Sanità ha indicato l’atto di recarsi per la donazione di sangue un ‘evento di necessità” ammesso per la circolazione.

La Federazione dei Trasporti ha fatto presente che, lungo le autostrade, la serrata degli autogrill sarebbe stato un problema per i camionisti che vanno su-e-giù per l’Italia e garantiscono i rifornimenti anche alimentari. Infatti tra le attività ammesse all’apertura, ci sono gli autogrill pur se invece i bar ‘normali’ sono chiusi.

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Gli autogrill, ovvero i punti di ristoro in autostrada, pur essendo dei bar, possono rimanere aperti

Oppure, come sta emergendo, migliaia e migliaia di padri separati stanno premendo per far si che la visita al figlio in affido alla madre (la stragrande maggioranza dei figli di separati/divorziati è affidata alla madre) sia considerato ‘caso di necessità’.

Autodichiarazioni a rischio reato penale

Le direttive delle forze dell’ordine sono comunque di ‘disincentivare’ la presenza di persone, anche a piedi, in città spingendoli a controllare autodichiarazioni e motivazioni alla circolazione.

Queste stesse autodichiarazioni individuate durante in controlli, andranno poi in capo alla Prefettura che è ente di coordinamento di queste operazioni.

Essendo attestazioni effettuate a termine di legge, potrebbe anche esserci un controllo successivo sulla veridicità della motivazione.

Pensiamo non si arrivi a chiedere, dopo, lo scontrino per giustificare la dichiarazione fatta “giorno tot” di andar a fare la spesa. Ma la raccolta di dati personali sarà massiccia. Che fine faranno?

Non è ben chiaro cosa accade se si esce a piedi per fare una passeggiata.

Ieri nella conferenza stampa della Protezione Civile Nazionale, è stato specificato che lo ‘stato di necessità’ vale anche per chi si muove a piedi. Quindi devi avere una giustificazione anche se esci a piedi in città.

Dall’altro lato però come attività alternative sono indicate le passeggiate ed anche l’andare ai parchi pur rispettando il famoso “metro di distanza’.

Aziende agricole ed alimentari. E fioristi

Nelle zone agricole come la nostra, qualche altra difficoltà emerge.

Lo ha evidenziato la CGIL con il segretario Giuseppe Scifo in una lettera al prefetto, per cui nei magazzini di lavorazione delle merci, è difficile mantenere la distanza minima prescritta di “un metro’ tra le lavoratrici. Cosa che può provare rischi di contagi.

I più moderni ‘majazzè’ hanno già operativa la distanza di un metro tra operatori. Le moderne postazioni con il prelievo della merce dal nastro e la sistemazione in cassetta, creano un’area forse più ampia di 1mq.

Ma altri magazzini di sistemazione, non hanno ancora questa organizzazione del lavoro cosa che secondo la famosa distanza di ‘1 metro’ dovrebbe portare alla sospensione del lavoro.

Pare però che tutti si siano dotati di mascherine e guanti adatti alla bisogna.

Non c’è comunque segnalazione di cali di ordinativi

L’apertura dei supermercati e generi alimentari ha solo rallentato ma non fatto cessare del tutto la richiesta di merce che in alcuni casi pare addirittura essere aumentata.

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Ed in ogni caso, per prodotti orticoli, uno stoccaggio di qualche settimana, è ammissibile.

Chi invece sta già scontando grosse difficoltà, sono i produttori di fiori ed il mercato relativo.

Lo stop a matrimoni, funerali, cresime, battesimi, eccetera, ha quasi completamente fermato la filiera della produzione/commercio. A cui si aggiunge il praticamente completo blocco delle vendite all’estero anche a causa delle obiettive difficoltà di trasporto e comunicazione.

In molti stanno letteralmente buttando la produzione perchè un fiore non facilmente può essere messo in uno scaffale per un paio di settimane e poi venduto.

Supermercati aperti: file ma nessun problema di rifornimenti. Forse si allunga l’orario di apertura

Un certo caos si sta registrando nei supermercati. Non tanto per le prime scene di ressa paranoica in stile ‘sta scoppiando la 3^ guerra mondiale’.

Ma soprattutto perchè gli accessi sono contingentati e la ressa che si crea fuori non è quasi del tutto gestita.

Servizi di vigilanza privata regolano l’accesso dentro i punti vendita. Ma nei momenti di maggiore calca, ci sono decine e decine di persone in attesa nei piazzali per accedere dentro la struttura.

Una attesa che gli italiani non sono abituati a fare ‘in fila’, che crea i soliti battibecchi ‘c’ero io, c’eri tu’ tipici di quando all’ufficio postale non c’erano i distributori di numeri di prenotazione.

Un clima di nervosismo e stanchezza che a volte entra dentro il supermercato pur se non si sono segnalati episodi particolarmente gravi se non per la maleducazione.

Il personale dei supermercati è piuttosto sotto pressione. La ricarica degli scaffali è più frequente pur se una relativa calma per il diradarsi dei clienti dentro il punto vendita permette di lavorare più agevolmente.

Gli unici scaffali che paiono presi d’assalto sono quelli delle farine e lieviti, la pasta, uova.

Ci hanno confermato che con acqua e legumi, ad oggi questi paiono essere i prodotti più richiesti per fare ‘riserva’.

Oggetto del desiderio sono i disinfettanti, alcool in primis.

Circola voce che ci sarà un allungamento degli orari di apertura, verso le ore notturne, proprio per evitare assembramenti e code troppo lunghe.

Cosa che potrebbe essere un aggravio per il personale del punto vendita, specie per chi ha famiglie a casa con bambini da gestire e zero strutture di supporto.

Oggi, gli accessi nei supermercati sono contingentati secondo l’ampiezza del punto vendita da 5 a 15 persone in modo da evitare code alle casse.

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