Cancellati i festeggiamenti pasquali? Altamente probabile purtroppo

Si prospetta un prolungamento della chiusura delle scuole fino metà Aprile. Quindi è probabile un blocco di tutte le manifestazioni pubbliche. In forse quindi i festeggiamenti di Pasqua. Forse ce la fa l'edizione ridotta di San Giuseppe ai primi di Maggio

Aggiornamento coronavirus


ROMA – E’ forse un po’ prematuro dirlo e potrebbe anche essere scaramantico non dirlo ma si prospetta una “quarantena sociale” ben oltre il 3 Aprile, come attualmente in vigore.

Da informazioni ricevute e dalle prime notizie indicate dai media nazionali, il Ministero della Pubblica Istruzione sta vagliando la seria possibilità di allungare il periodo di chiusura delle scuole oltre il 15 Marzo.

L’ipotesi è di collegare questo blocco alle feste di Pasqua usufruendo di qualche giorno in più di fermo lezioni cercando di non inficiare del tutto l’anno scolastico (le vacanze sarebbero state dal 9 al 14 Aprile).

Quindi fermogioco almeno fino al 14 Aprile. Pasqua è il 12 Aprile.

L’anno scolastico, già sconquassato, dovrebbe poi avere una propaggine nel mese di luglio per recuperare il tempo perso.

Scuole chiuse. Ergo, tutto il resto

Dato che il sistema scolastico potrebbe venire fermato per evitare il contagio da corona virus, è altamente probabile che vengano mantenute tutte le restrizioni a manifestazioni pubbliche dove siano previsti assembramenti di persone.

In altre parole, rimangono in forse partite di calcio, concerti, teatri, cinema e manifestazioni turistiche di ogni genere ben oltre il 3 Aprile.

Preservare il Servizio Sanitario Nazionale

La cosa importante da capire è che la necessità di circoscrivere il contagio limitando il contatto fisico, non è perchè se uno esce di casa, si becca il virus e muore. Come abbiamo avuto modo già di dire.

Il motivo di tale forte stretta anche alla libertà personale è per far si che il virus non debordi contagiando migliaia e migliaia di persone contemporaneamente con il serio rischio che gli ospedali siano messi sotto una pressione estrema, con il rischio di vero caos.

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Senza il controllo della diffusione del virus, le strutture sanitarie andrebbero nel caos totale. La linea tratteggiata indica la capacità di risposta del nostro SSN. Se viene sfondato questo ‘tetto’, crolla tutta la casa.

Fermo restando che, ad oggi, i casi di decesso sono perlopiù legati a pazienti anziani e con alle spalle già altre patologie respiratorie, sono comunque noti gli esempi di sovraccarico a cui sono sottoposte le strutture ospedaliere ed il personale.

In Lombardia, una delle migliori Sanità del Paese, i letti in terapia intensiva sono finiti: chi arriva ed ha necessità, rischia serie complicazioni per mancanza di posti letto.

Già in qualche reparto nelle aree più colpite, i medici rianimatori parlano del rischio di dover ‘scegliere’ chi far andare in terapia per l’eccesso di pazienti.

Coronavirus: sono 5.061 i positivi – 07 marzo 2020 – Aggiornamento delle ore 18.00

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 5.061 persone risultano positive al virus.

Ad oggi, in Italia sono stati 5.883 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 2.742 in Lombardia, 937 in Emilia-Romagna, 505 in Veneto, 201 nelle Marche, 202 in Piemonte, 112 in Toscana, 72 nel Lazio, 61 in Campania, 42 in Liguria, 39 in Friuli Venezia Giulia, 33 in Sicilia, 23 in Puglia, 24 in Umbria, 14 in Molise, 14 nella Provincia autonoma di Trento, 11 in Abruzzo, 5 in Sardegna, 3 in Basilicata, 8 in Valle D’Aosta, 4 in Calabria e 9 nella Provincia autonoma di Bolzano. 

Sono 589 le persone guarite. I deceduti sono 233, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

(fonte: protezione civile nazionale)

L’Italia è il Paese che, ad oggi, ha segnalato la maggioranza dei numeri di casi in ambito europeo. Pur se pare accertato che il ‘paziente zero’ o ‘untore’ per dirla alla Manzoni, sia stato un tedesco

Niente caos e paranoie. Il problema serio è l’economia

Quindi è altamente probabile il blocco anche delle manifestazioni turistiche e religiose del periodo di Pasqua che coinvolgono praticamente tutta l’Italia ma certamente più forti, condivise, emozionanti nel Sud ed in Sicilia in particolare.

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Se può essere emotivamente frustrante, un tale blocco, il serio problema è lo stop all’economia che sul turismo fa perno.

Non solo per il blocco dell’arrivo degli ‘stranieri’. Ma anche per una sicura difficoltà degli stessi siciliani a visitare nuovi posti da un lato per la psicosi che serpeggia e dall’altro per i divieti di assembramenti.

Per la zona iblea, la prima “vittima” che ha avuto uno stop ai festeggiamenti è stato San Giuseppe a Scicli, Santa Croce Camerina, Rosolini.

Manifestazioni rinviate a quando?

Per Scicli si era ventilata la possibilità di una festa di San Giuseppe a toni ridotti, con cavalli non bardati (il balico, la violacciocca con cui sono rivestiti i cavalli, non sarebbe comunque disponibile) da fare a fine Aprile, magari Maggio.

Un periodo in cui potrebbe anche andare in onda la Sagra della Seppia, anche questa rimandata da questo Marzo.

Ma come si vede siamo nella pura ipotesi perchè il virus non dimostra segni di regressione, come invece pare stia avvenendo in Cina dopo che la quarantena ha coinvolto milioni di persone.

Il link alla mappa interattiva della JHU che contabilizza il numero di pazienti a livello mondiale

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