San Giuseppe, di nuovo in marcia

Prima uscita pubblica per la nuova edizione della 'Ncravaccata di San Giuseppe', la festa del 19 Marzo che si tiene a Scicli. Festa unica nel suo genere in Italia

I partecipanti alla presentazione della edizione 2020 della Cavalcata di San Giuseppe

SCICLI – Svelati i primi dettagli della Festa di San Giuseppe che, a Scicli, per il 19 Marzo, festeggia la figura appunto di San Giuseppe, degli artigiani e dei papà in genere.

La Festa, che quest’anno sarà giorno 22, domenica, 21 sabato a partire dalle ore 16.00 riproporrà la tradizione ‘cavalcata’, o meglio ‘ ‘ncravaccata‘ che significa non solo ‘cavalcare’ ma anche, più tranquillamente e meno da cow-boy, ‘montare a dorso di cavallo ed andare‘.

La novità del calendario (in vendita)

Nei locali della Chiesa di San Giuseppe, chiamati a raccolta i gruppi di bardatori, molti rigorosamente con il giubbotto della propria associazione, quasi una confraternita.

Sono loro, i bardatori, il nucleo vero e proprio della ‘festa’.

Coloro che effettivamente per quel giorno animeranno la manifestazione con i propri cavalli bardati di fiori e ammantati di disegni, tenuti segreti fino all’ultimo minuto.

Il manto dei vincitori dell’edizione 2019, gruppo ‘La Torre’

Occasione è stata la presentazione di un calendario per l’anno 2020 che vorrebbe diventare una tradizione per gli anni a venire.

Tirato in 5000 copie, sarà venduto a 10€ a copia nelle edicole della città e servirà da autofinanziamento per la festa.

Non abbiamo nessuna immagine da pubblicare, ma ripropone foto e qualche indicazione sui gruppi di bardatori che hanno partecipato, e non, alla scorsa edizione.

Tra i 12 mesi del calendario, con testi anche di padre Ignazio La China, parroco della parrocchia di San Giuseppe, non ha per quest’anno trovato posto la celebrazione della ‘Cena‘, la vendita all’incanto, parte finale della festa e spesso dimenticata da locali e turisti ma che è parte integrante della manifestazione.

La folla che assiste alla ‘Cena’, la vendita all’incanto di prodotti locali offerti per devozione da privati e attività commerciali

Era questo, storicamente, il momento in cui si cercava di trovare il contributo della città sia per le spese sostenute che per creare un gruzzolo da dedicare alla opere della parrocchia.

Per anni, la ‘cena’ è stata condotta in maniera magistrale, piena e consapevole del ruolo da don Luigi (Padua), che riusciva a coinvolgere, con l’autorevolezza e l’autorità dei suoi capelli bianchi e del suo vero linguaggio sciclitano di altri tempi, praticamente tutti.

Oggi la tradizione si ripete con nuove leve che stanno apprendendo l’arte della vendita all’incanto condita di spiritoso acume e capacità commerciale d’altri tempi.

Ma pur avendo tutti ribadito tutti l’importanza di questa fase, da non dimenticare, la sua valorizzazione nel calendario è stata, almeno per quest’anno, non sottolineata.

Una copia/modellino di un cavallo bardato con l’albo d’oro dei vincitori aggiornato al 2018

“Pagghjiara” ammessi (con permessi)

Confermato da sindaco, vice sindaco e comandante dei vigili urbani, la possibilità di accende i falò, per anni questione e conflitto con le passate amministrazioni quando a volte si è impedito adducendo ‘rischi di esplosioni per eventuali fughe di gas”

Si tratterà solo di seguire procedure di sicurezza per cui dovrà essere fatta domanda prima, secondo un bando che uscirà a Marzo, indicare il luogo prescelto ed avere la relativa autorizzazione.

Lo scorso anno sono stati autorizzati e dati a fuoco, 12 falò.

Costi, contributi e ristoratori “latitanti”

La Festa di San Giuseppe, che con ‘U Gioia’ di Pasqua condivide l’animo degli sciclitani “una nel cuore ed una nel sangue, a voi scegliere‘ come detto durante la presentazione, potrà contare su un contributo comunale di 15.000€, stessa cifra dello scorso anno.

Si stima che i costi sostenuti potrebbero ammontare a circa 50.000€

Proprio in tema di costi e sostegno alla manifestazione, è stato evidenziato come troppo spesso i più assenti a sostenere economicamente il tutto sono proprio le attività commerciali, specie della ristorazione, che però poi beneficiano integralmente della massa delle migliaia di turisti che invadono Scicli per un week end.

Domande e risposte

Padre Ignazio La China, sacerdote della Chiesa di San Giuseppe
che ha ospitato la presentazione

D – Pare ci sia più grinta nell’organizzazione di quest’anno?

C’è più intensità e più grinta – dice. Si è fatto tesoro della bella esperienza dell’anno scorso, dei suggerimenti e magari anche degli errori. E si è partiti avendo avuto più tempo rispetto agli altri anni perchè già subito dopo la cavalcata dello scorso anno si è già fatto il primo incontro a Maggio: quindi con un buon anticipo

D – Ma il sentimento religioso riesce ad emergere dalla preponderanza e forse prepotenza dell’aspetto folkloristico?

Io ripeto quello che ho sentito, con grande meraviglia, da parte del sindaco oggi (aveva indicato come lui, laico, percepisse un forte sentire religioso, ndr). E se lui riesce a sentire questa dimensione della sacralità, debbo dire che anche io sono d’accordo. Certo magari non si parla di un livello alto di fede come qualcuno lo immagina, ma che ci sia una forte esperienza di fede e si sacralità, beh, mi trovo d’accordo con il sindaco. E devo dire grazie a lui che, da laico, lo ha evidenziato‘.

Uccio Brancati, vice presidente dal comitato organizzativo e,
per tanti anni, ‘bardatore’

D – Pare che quest’anno abbiate cominciato davvero presto ad organizzare?

Devo dire che praticamente non ci siamo mai fermati. Dal giorno dopo della fine dell’edizione 2019, ci siamo subito messi in moto per l’edizione 2020. Eppure io sento di non essere in anticipo: anzi ho il timore che siamo ..indietro! Almeno per l’idea che noi abbiamo della festa! Ma in realtà, penso che stiamo facendo tutto al meglio”

D – Rispetto lo scorso anno ci sono novità e/o modifiche? Qualche errore a cui rimediare?

Gli errori ci sono stati e magari ci saranno. Ma stiamo valutando come eventualmente rimediare. I video ci aiutano a capire dove cambiare, quali modifiche apportare. Ma siamo sulla buona strada”

D – La tradizione, forte, è che ci siano sempre polemiche tra organizzazione e badatori, tra bardatori e bardatori. Lo scorso anno un paio di gruppi non furono presenti diciamo per ‘protesta’. Quest’anno il clima sarà più univoco?

Penso di si. Lo vediamo già da questa pubblicazione che abbiamo fatto (il calendario, ndr) a cui hanno preso parte tutti i gruppi, anche chi lo scorso anno non ha partecipato alla manifestazione. Possiamo dire quindi che abbiamo trovato l’unità. Ma è questo alla base di tutto. Noi (come organizzazione, ndr) non abbiamo screzi con nessuno. Magari in passato ci sono stati. Ma come abbiamo ribadito, dobbiamo andare avanti: dobbiamo fare il bene della festa

D – Tu perchè lo fai?

Lo faccio perchè io sono devoto a San Giuseppe. C’era mio papà coinvolto in questo mondo di tradizione e grazie a lui anche io “mi trovo dentro”. E poi ho fatto un voto e la Festa di San Giuseppe è nel sangue e nel cuore’.

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