A Tutto Volume: una edizione vista come troppo “sinistra”

Una edizione, quella numero 10 di A Tutto Volume che ha visto le solite 'rockstar' della penna e calamaio acclamate. Meno affollate le altre presentazioni, più legate ad un pubblico già conoscitore dei diversi autori e non in cerca dell'ora in compagnia del personaggio famoso. Una manifestazione criticata per non avere dato spazio a tutti gli orientamenti politici, oggi rimessi in discussione in Italia.

RAGUSA – Edizione nr X per A Tutto Volume, la rassegna di arti-e-mestieri del mondo della scrittura che raggiunge il suo decimo anno.

E lo fa da protagonista, raccogliendo a Ragusa il bel mondo dell’arte del raccontare. Il tutto condito da giornalisti e saggisti, alcuni dei quali già ospiti della kermesse iblea.

Quest’anno una piccola polemica per una manifestazione giudicata troppo sbilanciata politicamente, che non ha voluto – o non ha saputo – dare spazio alle idee di quella nutrita parte di popolo italiano che alle scorse elezioni europee ha votato in massa per i cosiddetti partiti ‘sovranisti’ o ‘populisti’.

Uno squilibrio di idee fatto rilevare in un comunicato stampa dal movimento ‘Ragusa in Movimento’.

Le interviste

Noi abbiamo intervistato Pier Luigi Celli, grand comis di Stato avendo avuto ruoli di altissimo livello nelle istituzioni statali tra cui Direttore Generale della Rai-TV e che ha scritto un libro sulla commistione tra politica ed istituzioni.

Quasi una premonizione sui fatti di oggi che vedono la Magistratura avere stretti legami con elementi del Partito Democratico in uno scambio di favori che non si sa né da quando parte né dove potrebbe finire.

E poi quattro chiacchiere con Giuseppe Carbonaro, medico di professione ma qui in veste di autore che ha scritto un libro quasi biografico sullo sbarco degli Ango-Canadesi nelle spiagge di Ispica e da cui iniziò la risalita dell’Italia verso la fine della II Guerra Mondiale.

Un libro visto con gli occhi dei ‘perdenti’, gli Italiani molti dei quali Siciliani che combatterono contro questa invasione. Senza che nessun ‘tappeto rosso’ fosse disteso davanti a truppe comunque invasori e contro cui si ebbero atti di coraggio e valore.

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