Cavalcata: la Giuria Popolare conferma il voto dei ‘giudici’?


La Cavalcata di San Giuseppe impegna per mesi e mesi. Prima per pensare e, poi, per fare i manti di fiori.

Ed impegna poi qualche quarto d’ora, dopo la premiazione, sul Sagrato della Chiesa, per un po’ di polemica su vinti e vincitore. Vivace, forte, a tratti tuonante.

Ma, forse più di tutto, questa è la Tradizione.

Anche la nostra Giuria Popolare ha votato ed il risultato è stato….


SCICLI – La Cavalcata di San Giuseppe ha avuto il suo epilogo. Due giorni di attesa ed alla fine c’è stato il vincitore. Premi, applausi e congratulazioni. Con il solito ed atteso strascico di critiche e accuse sui metodi di votazione, di selezione, si comparazione tra creazioni ed arte.

A volerci pensare, c’è solo un’altra manifestazione che si può collegare alla ‘Cavalcata di San Giuseppe‘ di Scicli. Ed è il Palio di Siena.

Non tanto, o non solo, per il fatto che il cavallo sia virtualmente al centro delle due manifestazioni.

Ma, soprattutto, perchè esiste un parallelo tra i due, fatto di segretezza, di amici che diventano competitori, di sorrisi davanti e di ghigni dietro. Di controllo dei nuovi arrivati, di regole e, che non guasta, rispetto per ‘gli anziani’.

Qualche maligno dice anche di relazioni sotterranee, intercorse tra gruppi e contrade per andare verso questo o quel risultato.

Contrada vs Famiglia

A dire il vero, una grande differenza si può notare tra le due anime, toscana e sicula. Mentre a Siena il collante è il quartiere, la ‘contrada‘ che diventa Terra e Nazione per quei giorni, a Scicli l’unione che fa la forza è la ‘famiglia‘.

Se a Siena si entra in ‘contrada’ per residenza, a Scicli nei gruppi di bardatori si entra per diritto/dovere di nascita. E’ ‘jus sanguinis’ e non c’è ‘ius soli’ che tenga.

Il giorno della sfilata c’è orgoglio nello sfilare e farsi vedere.

Ma la sfida vera è con l’altro gruppo, con l’altra famiglia.

La gente che assiste, che applaude, che si assiepa a guardare i cavalli passare è, forse come a Siena, davvero contorno.

Perchè sono la competizione e la rivalità l’anima della ” ‘ncravaccata“.

E questa competizione in un ambito sociale ristretto come una cittadina di 25.000 abitanti, porta tutto ciò che riguarda la ‘cavalcata’, ad una riservatezza a livelli di Fort Knox.

Vengono tenuti segreti i piani per la manifestazione, i disegni, i temi ispiranti, i colori, le sfumature. Tutto da tenere assolutamente dentro ‘la famiglia’.

Abbiamo personalmente cercato di seguire da vicino le fasi di creazione di un gruppo, promettendo il massimo del segreto professionale.

Ma non c’è stato niente da fare: tra ‘adesso chiedo’, ‘aspetto risposta’, ‘mi ha detto quello’, alla fine con gentilezza ed eleganza, non ci hanno ‘autorizzati’. Ma accettiamo perchè queste sono le regole del gioco.

Anzi, proprio questo gruppo ci raccontava che avevano inserito dei nuovi giovani durante le loro riunioni, generalmente sotto forma di abbondanti grigliate di carne. E questi nuovi arrivati erano messi alla prova e sorvegliati per vedere cosa ‘portavano fuori’.

Una rivalità, che può portare a diktat e prese di posizione nette che, peraltro, segnano questa manifestazione da diversi anni

“Gli Amici di Giorgione” e bardatori

Così quest’anno, il via alle polemiche, è stato per il gruppo organizzatore, ‘Gli Amici di Giorgione’, dove per Giorgione si intende non un corpulento amico di nome Giorgio, ma un maestoso cavallo che ha per anni sfilato in questa manifestazione.

Gli Amici di Giorgione sono intervenuti perchè la vecchia organizzazione che per anni aveva gestito la manifestazione, non ha rinnovato l’accordo.

In primis con la Chiesa di San Giuseppe e padre Ignazio La China, l’anima spirituale ma non ‘francescana’ della macchina organizzativa. A novembre, padre La China ha infatti inviato una raccomandata: ‘O rispondete entro una settimana, o si cambia associazione‘.

La risposta non è arrivata. I ragazzi dello scorso anno, che avevano organizzato circa gli ultimi 5 anni, hanno forse voluto prendere una pausa: l’impegno per organizzare è tanto, stress compreso. E forse complice qualche screzio passato, si è andati verso nuova linfa organizzativa.

La quinta del 2018. Pare che anche questo fosse pomo di discordia, con la comunità ecclesiastica contraria a questa spettacolarizzazione, voluta invece dall’organizzazione. Infatti, quest’anno, non c’era

Commistioni non gradite

Il fatto è che Gli Amici di Giorgione sono diretta emanazione di un gruppo di bardatori tra i più rinomati ed esperienti: il gruppo che fa capo a Massimo Padua, uno che la cavalcata la vive da decenni e porta orgogliosamente i nostri cavalli bardati in giro per le fiere equestri d’Italia e forse prossimamente pure all’estero.

Da Leggere  Carmelo Riccotti La Rocca candidato al premio giornalistico 'Marco Luchetta'

Vero è che questo gruppo di bardatori di Padua, la San Giovannuolo, ha preferito prendere parte si alla sfilata ma non alla competizione/votazione proprio per evitare il rischio di commistione organizzatore/competitore.

Ma questo legame ha comunque infastidito altre associazioni.

A ritirarsi dalla competizione, pur ‘vestendo’ il cavallo e partecipando, il gruppo La Fenice, con due cavalli. Ritiratosi invece quest’anno, il gruppo Balicu e Pagghiara di Franco Donzella.

Chiara la motivazione: non si ritiene adatto che siano dei bardatori a fare gli organizzatori.

I ragazzi de La Fenice, in più, non fanno tema di indicare che proprio con i San Giovannuolo non hanno un buon rapporto. Che quelli potessero organizzare, era per loro fuori discussione.

La Fenice ha poi rimarcato come si siano sentiti offesi anche per un altro fatto: il non avere usato il loro cavallo, vincitore lo scorso anno di un premio speciale, nella grafica del manifesto di quest’anno. Come promesso ed in accordo.

E’ stata un’offesa anche se non si capisce a chi attribuirla: all’amministrazione comunale? alla chiesa? agli organizzatori? E’ sempre così: quando ci sono ‘tavoli di concerto’, le responsabilità grandi o piccole che siano, non emergono mai.

Inutile pontificare “ca parunu minchiate“, perchè questo stile è ‘tradizione’, è il “vino” di questa manifestazione. Ed allungare il vino con l’acqua, non porta migliori sapori. Alla fine, si butta.

San Giuseppe. Il viso tradizionale di tanti anni. Nuovamente sulla scena dopo una breve pausa

Giurie con quale logica?

Quindi giurie già screditate fin dall’inizio. E chi ha partecipato lo ha fatto pensando a chissà quali sotterfugi si stavano mettendo in modo.

L’idea era di rendere tutto trasparente: un rappresentante di ogni gruppo di bardatori per votare gli altri. Non sappiamo bene con quale logica e quale regolamento perchè non lo abbiamo avuto.

Ma il rischio era sempre quello che ci fossero accordi ‘tu voti quello, io ti voto questo‘.

Anche il passare dalla proclamazione del vincitore dal tradizionale Sabato sera alla domenica alle 12,30, poi arrivate alle 13,30 con tutta la gente andata via a pranzo, non è stato particolarmente gradito.

Il ‘conclave dello scrutinio‘ è durato parecchio e finito senza poi mettere d’accordo tutti, come le polemiche post-voto hanno evidenziato.

Di certo, Gli Amici di Giorgione, che adesso saranno in carica per organizzare per 3 anni, scontavano l’essere alla prima esperienza. E magari il prossimo anno di queste critiche faranno tesoro organizzando meglio.

Dal rendere meno confusionari i comunicati stampa, più vettori di informazioni utili e non ‘tanto per‘.

Rendere trasparenti i criteri di selezione delle giurie, tecniche e non, senza il ‘chiamo l’amico e l’amico dell’amico‘. Indicare pubblicamente e per tempo quali logiche per le votazioni.

E magari pensare ad un voto popolare, come abbiamo fatto noi.

Ci hanno detto che un esperimento passato di votazione tramite sms non fu molto gradito perchè i bardatori in generale vogliono ‘controllare il voto‘, nel senso di sapere chi vota.

Ma noi, il voto popolare senza nessuna influenza sul risultato finale, lo abbiamo testato

Giuria Popolare by Turismoibleo

Sapendo di quanto bolliva in pentola di stizza, abbiamo pensato: organizziamolo noi un ‘voto popolare’.

Scartando diverse ipotesi soprattutto per via dei costi (non siamo sponsorizzati dal Comune), alla fine con un po’ di tecnologia e buona volontà, soprattutto dei votanti, abbiamo raccolto 164 voti.

Il gruppo La Torre, vincitore del San Giuseppe 2019. La coppa è il Trofeo Eleganza, 1^ edizione, messo in palio dalle Calzature Savà

Certo, non tanti, ma certamente talmente generici e casuali da essere poco o assolutamente controllabili, se questo era il problema.

La gente ha potuto votare già Sabato sera, guardando la sfilata sui cavalli e non per forza la Domenica mattina vedendo i manti imbalsamati su tripodi di legno.

Ed il voto, adesso anche noi possiamo svelarlo, ha assolutamente ed incontestabilmente eletto il gruppo La Torre come miglior bardatura. In questo confermando la votazione ed il risultato della ‘giuria ufficiale’ della manifestazione.

Netto il risultato. Sui 164 votanti, l’86,6% ha votato per la “bardatura nr 66”, appunto quella del gruppo La Torre e vincitrice ufficiale.

Da Leggere  Bandiere Blu per Ragusa. Niente per Siracusa
Il grafico dei risultati dei voti della Giuria Popolare

In particolare, su 164 voti raccolti,

  • 1 a testa alle bardature indicate con il nr 40 e 41;
  • 6 alla bardatura 44 del gruppo Le Milizie,
  • 6 alla 48 del gruppo Gurgazzi,
  • 5 alla bardatura 50 di Alfieri,
  • 3 alla 56 di Balatelle,
  • 2 alla 57 di Caselunghe
  • 0 alla 59 di Ciumara
  • 142 alla 66 di La Torre

La prima votazione è stata alle ore 18.50 di Sabato da parte di Memmo. L’ultima alle ore 14.29 di Domenica da parte di Giulia.

In 20 hanno lasciato un email e li ringrazieremo direttamente.

Dei 164 votanti, tolti un paio che non hanno indicato il nome correttamente, ci sono stati 70 uomini e ben 92 donne. Si può quindi dire che il voto è stato orientato dal Gentil Sesso.

Tra i commenti lasciati, quello di:

Sara: “Ogni hanno guardare questo gruppo è un emozione pazzesca“, (il 56, Balatelle ndr)

Francesco: “Bardatura da premio nobel per l’ARTE. Tutte le Bardature sono belle, ma nella numero 66 e’ raffigurato il tempio dell’arte e della storia“,

Federica: “Una delle più belle..lavoro eccezionale..realizzata con tanta passione” (ref. bardatura 66, La Torre),

Maria Rosa: “La meraviglia di una narrazione fatta di BALICU!” (bardatura 66, ndr),

Giacomo: “Una chiesa che cammina

A loro ed a tutti un grazie

Il comunicato ufficiale della premiazione

“E’ stato il gruppo ‘La Torre’ a vincere l’edizione 2019 della Cavalcata di San Giuseppe, con 367 voti. Allo stesso gruppo di bardatori è stato assegnato il Premio “Eleganza”.

Al secondo posto il gruppo ‘Le Milizie’ che ha avuto 347 voti dalla giuria tecnica, composta da 6 rappresentanti dei bardatori.

Al gruppo ‘Le Milizie’ è andato anche il premio “Patriarca”, assegnato dalla giuria composta da giornalisti.

Sul podio (terzo posto) il gruppo ‘Balatelle” che ha raccolto 339 voti.

Premio “Migliore testiera” per il gruppo ‘Gurgazzi’. Al gruppo ‘Gurgazzi’ è andato anche il premio “Evoluzione gruppo”.

A sfilare ieri sera nello straordinario anello barocco di Scicli anche il gruppo ‘La Fenice’, la ‘Fenice 2’ e ‘San Giovannulo’ che hanno partecipato fuori concorso.

In evidenza anche il gruppo bardatori ‘Alfieri’ e ‘Caselunghe’.

La premiazione è stata effettuata oggi alle 13.30 sul sagrato della chiesa di San Giuseppe”

Folklore e Turismo: sono soldi

Si sa che il turismo deve fare parte del bilancio economico della nostra zona iblea. Ed a Scicli, forse, non è andata benissimo dal punto di vista dei turisti.

Una stima azzardata potrebbe parlare di 1500 forse 2000 persone.

Come unici dati che siamo riusciti a recuperare, ci sono i circa 500 biglietti staccati dal servizio navetta da/per la zona di parcheggio autobus.

Ed un commerciante ha indicato che lo scorso anno ha venduto circa 700 arancine mentre quest’anno solo 450.

Quindi qualcosa nel segmento ‘promozione’ deve essere rivisto.

Evitare il caos di banchi e banchetti che fanno diventare suk inadatto il centro storico.

Evitare le dirette delle tv locali che sono a pagamento da parte della collettività ma probabilmente servono poco alla promozione e magari solo a tenere lontani locali e turisti.

Organizzare ancora meglio la gestione della folla in città, con informazioni più ampie su fatti, percorsi, orari.

E, certamente non limitare la festa ad un giorno ma spalmarla almeno su un week end lungo da venerdi a domenica aperto ai turisti con manifestazioni di interesse. In questo senso si possono e si devono far intervenire dei privati per la gestione dei costi.

La fantasia, è benvenuta.

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