Cittadinanza a Domenico ‘Mimmo’ Lucano? Grazie, no!

 SCICLI – C’è, ogni tanto in un paese assopito e spesso fatto assopire, un pizzìchio che fa svegliare la comunità.

Non tutta, ovviamente. Perchè mentre la maggioranza è impegnata nella vita concreta di tutti i giorni, dal lavoro alla sopravvivenza, è sempre la classica minoranza di ‘intellighenzja’ che ha il tempo di fare, appunto, l’intelligente.

Parliamo qui di Scicli, il cui consiglio comunale ha avuto il tempo, dopo aver sbrigato tutte le pratiche ordinarie e straordinarie che comprimono il vivere dei suoi concittadini, di votare per dare la cittadinanza onoraria del comune di Scicli a tale Domenico Lucano.

Modello Riace da 10 milioni di €

Domenico ‘Mimmo’ Lucano da Riace è assurto agli onori della cronaca per avere, prima, dato vita ad un sistema di accoglienza per immigrati chiamato dagli estimatori ‘Modello Riace” e poi aver alimentato tale modello, pare anche economicamente redditizio per quella comunità (i giornali hanno parlato di oltre 10 milioni di euro), con azioni tali da richiamare l’interesse della magistratura che lo indaga – lui, la di lui compagna etiope ed un’altra trentina di persone – dal 2017 nell’ambito della operazione ‘Xenia’.

Il 2 ottobre Mimmo da Riace è finito agli arresti domiciliari, trasformati il 16 ottobre in ‘divieto di dimora’ dal comune di Riace mentre la di lui compagna, accusata di avere brigato per il matrimonio di suo fratello con una italiana per favorire l’acquisizione della cittadinanza italiana, ha avuto l’obbligo di firma presso i Carabinieri.

Immigrati. Ma la ‘mafiosità’?

Ora, massima parte della pubblicità mediatica di questo fatto è andato al problema degli immigrati, problema enorme che sta distruggendo le nostre moderne società.

Un fatto umano di proporzioni ‘bibliche’, come si dice. Le le cui analisi sono destinate ad altri momenti ma su cui è innegabile si dovrebbe tener ferma la barra su due questioni irremovibili: 1) difficilmente le immigrazioni, più o meno regolari, potranno essere controllate se non si interviene a monte nei Paesi di emigrazione; 2) tutta l’Africa in Italia ed Europa non ci stà.

Ma tralasciando gli immigrati, Lucano nella stessa analisi del Tribunale del Riesame è stato definito uomo in preda “al suo delirio e socialmente pericoloso‘. Tanto che, dice lo stesso Riesame “non gli può essere consentito di ricoprire cariche pubbliche e di gestire denaro pubblico”.

Domenico Mimmo Lucano

Lucano accanto al favoreggiamento dell’immigrazione, matrimoni di comodo, ecc ecc, è infatti accusato di fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti a due cooperative, prive dei requisiti necessari.

Il tutto fatto in spregio alle norme ed alle leggi e non per la “volontà salvifica e dominata esclusivamente dall’interesse pubblico di assicurare il prima possibile l’espletamento del servizio di raccolta rifiuti in Riace. Lucano era pronto a tollerare e coprire qualsiasi condotta illecita, piegando cosi al suo volere Giunta e Consiglio anche per il servizio di raccolta rifiuti. Componenti della Giunta e del Consiglio comunali riacesi “erano stati manipolati dal Sindaco.

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Anzi, scrive il Tribunale, “ancora una volta, il Sindaco Lucano, garante assoluto della legalità nella veste e in ragione del munus pubblico ricoperto, con protervia ed arroganza straordinarie piega il suo ufficio contro la legge, dicendosi un ‘fuorilegge’ e proclamando a gran voce la sua volontà di non rispettarla allorquando, secondo il suo pensiero, vada contro quei principi umanitari e costituzionali di cui si farebbe tutore”.

Lucano “si divertiva” a violare la legge, definendola “stupida” e piegando pericolosamente e più volte la sua funzione ai suoi progetti asseritamente sempre umanitari, noncurante dei potenziali pericoli anche per la sicurezza pubblica”.

Personaggio, peraltro, accusato anche di fare tutto ciò per interesse personale avendo, come indicato giornalisticamente, in mente di farsi candidare e quindi eleggere al maggior scranno parlamentare con il partito LeU di Boldrini e Grasso. Cosa comunque poi non avvenuta.

Ecco quindi la figura effettiva di questo ex sindaco, chiamato a far rispettare la legge che la comunità tutta ha democraticamente stabilito essere “regola”, che faceva e disfaceva invece per i suoi interessi.

Arbitro da radiare

In ambito sportivo, tanto per fare una digressione, immaginate un arbitro, nominato per far rispettare le regole di un incontro, che ad un certo momento ritiene che le regole non gli piacciono, non sono giuste a suo parere o per suo interesse e si mette a favorire una squadra. Magari poi per guadagnarci su in qualche modo.

Un ‘arbitro’ del genere sarebbe la negazione totale dello sport, della convivenza civile secondo le regole date, dei valori. Da radiare pure a calci in culo.

Ma tralasciando questa digressione pro Sport, Lucano con la negazione del suo ruolo di garante della legalità pare catapultarsi verso un altro ambito.

Infatti, dizionario alla mano, secondo la Treccani esiste una definizione di ‘mafioso’ che non è strettamente quella intesa di ‘assassino violentatore della società’ ma: “b. estens. Che, o chi, al potere della legge tende a sostituire il potere o l’autorità o il prestigio personale, imponendo gli interessi proprî o di un gruppo ristretto e difendendo a oltranza i propri amici, a danno d’altre persone“.

Ecco quindi che, lasciando come si dice alla Magistratura di verificare se il metodo fosse mafioso o ndranghetista visti i luoghi, è evidente che le parole del tribunale rilanciano una immagine dell’ex Sindaco di Riace come di un ‘mafioso’ che si sostituisce alla legge.

Cittadinanza alla ‘mafiosità’ ?

Ed a questa persona si vuol dare la cittadinanza onoraria di Scicli?

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Ad una città, salita agli onori della cronaca, purtroppo più di una volta, come ‘città mafiosa’? E proprio con fatti legati alla gestione dell’immondizia?

Dare la cittadinanza onoraria ad uno accusato di avere gestito proprio con “mafiosità”, tra l’altro, la raccolta dei rifiuti?

Una città in cui la sensibilità contro la mafia e la mafiosità in genere ha fatto si che, ingenuità o no tutta da verificare, un ragazzo venga messo all’indice e letteralmente bandito preventivamente dal proprio lavoro creato, per una foto pubblicata in un social network?

Ecco.

Scicli di concittadini onorari di stampo mafioso ex Treccani, almeno per adesso, non ne ha bisogno.

Casomai bastano ed avanzano i suoi ed ha piuttosto necessità che si alzi il livello di attenzione su queste infiltrazioni nella società civile. Magari quelle più subdole, che forse in silenzio da anni, stanno fluendo nelle nostre città cambiandone economie, perimetri, funzioni

Non servono mafiosi o mafiosetti. Così come, a dire il vero, non servono politicizzati inadatti al proprio ruolo istituzionale e forse meglio adatti a qualche manifestazione di piazza e poi via, tutti a mangiare la pizza.

Dobbiamo candidare qualcuno?

Eventualmente, se c’è una fiche di cittadinanza onoraria da dare, io la propongo per darla a Franco Zanata, che ovviamente nessuno conosce e che neanche lui sa di questa candidatura.

Ma Zanata è il presidente del Consiglio di Amministrazione di Contarina spa, la società di gestione dei rifiuti in una larga parte della Provincia di Treviso con più di 50 comuni: la provincia più capace d’Italia in questo settore.

Questo signore potrebbe essere in grado, professionalmente e forse anche gratuitamente, di dare qualche sano e serio consiglio per portare la Città di Scicli a livelli decenti di gestione dei rifiuti, vista l’attuale incapacità che la vede, con grande rottura di min.. scusate, di gabasisi, essere ai minimi con il dato di raccolta differenziata di novembre 2018 al 18,60%, il più basso dato della provincia (l’altro più scarso è Pozzallo, al 32,61%).

Ma, magari per questa ed altre redenzioni, bisognerà aspettare un’altra Amministrazione. Cosa forse neanche troppo lontana nel tempo.

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