Fare Impresa: se ne parli. Anche davanti ad un aperitivo

Primo di una serie di 'Aperitivi d'Impresa', idea di Casa Imbastita Campus per agevolare l'incontro tra persone ed idee

di Maurizio LA MICELA

Casa Imbastita

SCICLI – Interessante iniziativa di Casa Imbastita Campus, concept di formazione manageriale, ospitata in un contesto architettonico ottimamente pensato e realizzato sulle colline che prospettano su Scicli e gestita in Sicilia da Monica Occhini.

Un progetto interessante, aperto, chiamato ‘aperitivo d’impresa‘, molto ‘social. E non nel moderno ed un po’ alienante senso del ‘vediamoci su facebook‘, ma piuttosto un invito a sedersi tutti assieme, guardarsi negli occhi e confrontarsi su idee, progetti e, magari, sogni.

Fare impresa.. spesso è un’impresa

Ed ovviamente, essendo CasaImbastita orientata al business in senso ampio, gli incontri non potevano che essere nel senso di creare un ‘ambiente’ favorevole al fare impresa, unica soluzione seria e concreta a molti problemi italiani e, soprattutto, meridionali.

Il primo di questi appuntamenti, a cui dovrebbero seguirne altri, è stato con Silvia Noè, bolognese – ed il suo accento non tradisce – che appunto da Bologna si è mossa su Scicli ed ha aperto una boutique di abbigliamento proprio nel centro storico della città.

Dai “turtelen” ‘e scacci”

Silvia Noè, laurea in Economia e Commercio, amministratrice della azienda famigliare di maglieria “Marsil srl”, ha raccontato la storia che l’ha portata a Scicli.

Semplice e veloce: ‘Colpa di Montalbano, sono venuta in vacanza; ho fatto un bagno a Punta Secca sotto la casa del commissario; sono ritornata qualche altra volta; ed alla fine ho detto (a marito e figli): trasferiamoci‘.

Ha visto un terreno, ha potuto velocemente comperarlo e farci la casa. Poi qualche altro investimento in ‘dammusa’ o simili per farne b&b fino all’idea finale: mi faccio un negozio.

In questo suo percorso ‘veloce e forestiero‘ ha potuto quindi valutare le caratteristiche di questo territorio, di compararle alla sua Emilia Romagna.

Visione ‘foresta’

Forte anche di esperienze nella “politica che conta” (deputato regionale capogruppo in Regione Emilia Romagna con l’UDC di Casini, suo cognato in quanto fratello del marito Federico) – periodo in cui è peraltro incappata anche in denunce per le cosiddette ‘spese pazze in regione’ – e di partecipazioni in realtà associative di rilievo dalla API alla Camera di Commercio di Bologna, ha potuto anche dare la propria personale visione di quelli che possono essere i pro, i contro ma, soprattutto, le potenzialità del territorio ibleo.

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Silvia Noè (sx) con il cognato Pier Ferdinando Casini (al centro, Udc) ai tempi del suo impegno politico con l’Udc (foto ilfattoquotidiano)

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Pur se il turismo vincente necessita di forti network anche geografici, in questa occasione si è parlato solo di Scicli, del suo essere bomboniera di barocco.

Ma, contemporaneamente, della incapacità degli ‘autoctoni’ di apprezzare questo patrimonio al punto di non ‘fare sistema’ per valorizzarlo, anche a fini imprenditoriali ed economici.

Turismo: premessa e promessa a rischio

Quindi il fare impresa è stato qui declinato nel turismo. D’altra parte, la stessa localizzazione del negozio, Scic.li di Silvia Noè, è in un posto praticamente solo turistico. O che comunque ha come cliente di riferimento principale il turista.

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E questo accento su Scicli più specificamente come entità, ha fatto emergere delle critiche. Soprattutto legate al sistema infrastrutturale locale del territorio

La pulizia, da un lato apprezzata nel centro storico da parte dei turisti, ha lasciato il campo a critiche sulla condizione di strade, con piante debordanti, discariche abusive ed un disordine generale.

Un punto di vista che solo uno “straniero” può effettivamente percepire avendo lo ‘sciclitano’ ormai interiorizzato la bruttezza, per dire, della strada di collegamento Scicli-Donnalucata tanto da non farci più caso.

O, altro esempio citato, lo scarso cartellone di spettacoli offerti dall’amministrazione comunale con niente di seriamente rilevante che possa essere stato elemento di attrazione. E siamo d’accordo: a parte la ‘Notte della Taranta, tutto il resto è stato ‘casareccio’, quasi ‘populista di quartiere‘.

O, ancora altro appunto, la mancanza di una ‘circolare’, di un bus che possa permettere il collegamento costante e frequente tra la Città e la fascia costiera: una mancanza che separa nettamente Scicli città dalle borgate.

Incoming: segmentare e far arrivare i turisti

Ma accanto alle critiche, una visione di prospettiva. Sempre nella logica e nella esperienza di una ‘nuova residente‘.

E così, forte della sua esperienza emiliana, il richiamo al valore dell’associazionismo, anche dei grandi nomi: Ascom (commercianti), Confindustria, tutti sperabilmente orientati a trovare un piano comune di azione.

Un richiamo che però è sfociato nella reale considerazione che spesso, questi enti burocraticizzati, sono poco agili ed inadatti a pensare a programmare.

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La sala riunioni di Casa Imbastita

Il tutto con una nota antropologica sulla difficoltà degli isolani ad essere ‘cooperativi’ e fare sistema: l’individualismo come male siciliano.

Nella ricerca di soluzioni, ideale sarebbe fare una segmentazione di mercato: pensare al turismo congressuale, alla terza età del Nord Europa e ad altro.

Ottime idee, diciamo noi. Se non fosse che ci si scontra con l’offerta turistica per questi pacchetti: dove gli fai fare il congresso?  A meno che non si pensi a circuiti chiusi dentro i villaggi turistici.

Da sviluppare anche un concetto, poco accennato in questo incontro: si vuole ‘turismo di massa‘ o turismo di cultura e quindi meno di pressione? Sono in antitesi, per strutture necessarie, infrastrutture obbligatorie, attività di intrattenimento, eccetera.

Aeroporto Comiso: o si tiene o si muore

Toccata poi sull’aeroporto di Comiso, la ‘panacea’ per l’incomig: se funziona, i turisti arriveranno a frotte. Nell’analisi di Silvia Noè, una chiusura dell’aeroporto sarebbe deleteria.

Vero o no che sia, tutti i segnali danno spazi ad un aeroporto destinato alla forte sotto-utilizzazione.

Ma d’altra parte, sull’aeroporto di Comiso, l’analisi dovrebbe essere diversa: riesce ad auto-mantenersi o occorre un ricorso costante alla fiscalità generale, cioè a contributi pubblici?

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Di certo la ‘guerra’ su questo aeroporto è intestina: non si capisce per esempio se SAC, che gestisce l’internazionale di Catania, abbia o no interesse a tenere aperto Comiso. E non solo come alternativa a quando l’Etna sbuffa.

Oltre questo, bisogna però effettivamente capire quanto costa alla collettività tenere aperto un aeroporto.

La signora Noè ha indicato il valore dell’aeroporto di Bologna come volano di sviluppo della città. Ma, a parte che la sola Bologna ha più abitanti della intera provincia di Ragusa, da quando Bologna si è potenziato, Forli e Rimini, aeroporti, hanno avuto crisi enormi. Rimini, esempio, è fallito ed è passato da gestione Aeadria alla attuale Airiminum.

D’altra parte, da ‘noi’, l‘Aeroporto Internazionale di Catania, per quanto congestionato, è assolutamente valido. Può accogliere una flottiglia molto più ampia di Comiso, ha servizi più internazionali.

Aeroporto, autostrade, ponte: se dobbiamo scegliere?

Se investimento deve essere fatto in infrastrutture e la coperta è corta, vale forse la pena allora spingere e coalizzarsi affinchè l’austostrada si completi (i lavori dovrebbero riprendere nelle prossime settimane).

Via autostrada, ben fatta come i primi km vicino Catania, il percorso provincia di Ragusa/Aeroporto è di poco più di un’oretta.

Provate invece ad andare da aeroporto di Comiso a Scicli: quasi altrettanto ci vuole, di “vanedde e trazzeri“.

E poi, una buona autostrada, non solo può portare turisti. Ma può favorire il nostro export, l’agroalimentare. Senza il quale, nessun turismo può fare la differenza.

Idee per parlare

Quindi tante idee, tante ipotesi e visioni, molte personali. Ma un format valido, questo degli incontri e delle discussioni. Con la remota speranza che dalle chiacchiere si possa tirare fuori anche proposta concreta ed attuabile.

Ma in questo ci potrebbe venire in aiuto, ancora, qualche ‘nuovo sciclitano‘. Nel racconto della signora Noè, pare infatti, siano in zona delle vere menti brillanti. Personaggi super, che ‘varrebbe la pena far parlare e dare ascolto”. Ma non siamo riusciti a sapere i loro nomi.

 

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