La ‘prospettiva deformata’ di casa Sarnari

Martedì 26 dicembre alle 18.00 apre un’insolita mostra, di ‘oggetti e soggetti’, di Franco Sarnari alle Quam di Scicli.

Il particolare allestimento della sala seicentesca della galleria, curato da Antonio Sarnari, figlio di Franco insieme all’architetto Valeria Cassarino, ospita oggetti di casa e dello studio dell’artista.

In questa mostra, dal titolo ‘Coni ottici paralleli’, sono raccolte alcune delle opere più belle dei cicli ‘Studio di Prospettiva’ e ‘Il tempo ripetuto’, molte di collezioni private, che l’autore ha dipinto con una prospettiva deformata, accostando in modo concettuale oggetti con prospettive autonome.

Il concetto dei ‘Coni ottici paralleli’ significa infatti, secondo la ricerca dell’autore, “una molteplicità di punti di vista paralleli, che finiscono però nella stessa scena, deformando inevitabilmente la percezione univoca dello spettatore“.

Errore prospettico?

La domanda sarebbe: “perché Franco Sarnari sbaglia la prospettiva?”.

Ed in questo caso la risposta è di Antonio, che oltre a curare la mostra è stato da sempre vicino a questo modo di verdere l’arte del padre: “La mente dello spettatore frettoloso – dice Antonio – si ferma all’estetismo del soggetto descritto, appagandosi di aver categorizzato. Come dire che guardare è diverso da vedere, e comprendere un linguaggio artistico richiede anche più pazienza. Per assurdo, la valutazione di un’opera informale sarebbe più facile – prosegue il curatore – perché non c’è rischio di cadere nel trabocchetto della figurazione, che porta facilmente a fermarsi ad una valutazione estetica dell’immagine, prima di arrivare al vero linguaggio”.

Così le ombre contraddittorie della frutta, nelle tele di Sarnari, sono una ‘realtà aumentata’ e non un errore prospettico, ma pochi critici se ne sono accorti, e ancor meno collezionisti. Ma forse è proprio questo il bello di un’opera d’arte, continuare a sorprendere nel tempo, anche chi la possiede da anni.


La mostra ‘Sarnari_coni ottici paralleli’, inaugurerà martedì 26 dicembre alle 18.00, e rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2018 con apertura anche nel pomeriggio dei festivi. L’ingresso è gratuito e in galleria sarà possibile richiedere gratuitamente un piccolo libretto della mostra, in cui leggere integralmente la presentazione critica del progetto.

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