Marsa Sicla: 7 spettacoli a debutto lento.

Una foto di archivio del teatro Xenia di Marsa Siclà
Una foto di archivio del teatro Xenia di Marsa Siclà

SAMPIERI – Debutto del teatro Xenia al Marsa Siclà, questa interessante esperienza teatrale all’interno di un contesto turistico aperto anche al pubblico esterno come al villaggio Marsa Siclà che, di anno in anno, si ripropone.

Alla prima serata, aperta ad invito anche alla stampa, presentazione brevissima di Carlo Cartier (modicano, classe 1951), il direttore artistico che ha tenuto a sottolineare con una certa enfasi come quest’anno la stagione sia stata possibile solo grazie all’intervento degli sponsor: ‘Altrimenti non sarebbe stata possibile‘, ha detto chiaramente, probabilmente immaginando costi di gestione del cartellone che potrebbero essere stati difficilmente coperti dai  soli biglietti venduti. Una capitis diminutio del progetto, a voler essere sinceri.

Dopo un veloce saluto della ‘patron’ di Marsa Sicla, Marina Badolo, Cartier ha sottolineato come ‘La giara ed il gelsomino’, così si chiama la rassegna 2016, è un stagione al’insegna del ridere composta da 6 spettacoli (più quello di debutto) ‘perchè ridere fa buon sangue‘ e da bravo attore quale è ha mimato sul palco una grassa risata, invitando gli altri a seguirlo in questa azione terapeutica.

Il debutto con ‘L’Italiota’: poco da ridere

Dopo Cartier, via alla prima serata con “L’Italiota’, monologo suppostamente comico di Marco Cavallaro che si è rivelato tutt’al più brillante anche se, certamente, senza scintille. Una scrittura teatrale che ha proposto a man bassa dei video, costringendo il pubblico a sorbirsi video, spezzoni di video, montaggi video che hanno riempito probabilmente buona metà delle quasi due, eccessive peraltro, ore di monologo. Una presenza ridondante questa del supporto video come quando, all’inizio e a luci spente, la lunghezza dell’intro proiettata su uno sbiadito schermo, per un attimo aveva fatto pensare che lo spettacolo fosse, in realtà, quello: proiezione di video.

Marco Cavallaro
Marco Cavallaro

Le due ore di slalom ‘libero’ nell’idea di Cavallaro sulla italianià e sulla idiozia (da qui, probabilmente il titolo, L’Italiota) non hanno lasciato il segno nè emotivo nè narrativo con un rosario, spesso poco chiaro ed eccessivamente prolisso, di luoghi comuni sul ‘come siamo belli, come sia forti ma siamo nella melma per colpa di altri’, suppostamente i politici, anche se alcuni, non tutti.

Così, accanto a queste proiezioni noiosamente lunghe, con persino, come direbbe il ragionier  Fantozziancora una volta i mondiali di calcio vinti dal’Italia tanti e tanti anni fa‘, poco incisive anche le ‘parti in commedia’ che Cavallaro si è assegnato, prendendo a prestito qui e la: dal politico scorretto e sporcaccione di Albanese, al Grillo che scende dal palco e bacia il pubblico sulla testa, in un mix confuso, senza anima e riconoscibilità e senza personalità. Spesso con il condimento, a cui molti non sanno rinunciare, della parolaccia, del gesto volgarino che doveva strappare il sorriso del pubblico.

Pubblico che ha, piuttosto, riso più apertamente per la ottima interazione di Cavallaro con i ritardatari che arrivavano scendendo le gradinate, cercando il posto dove sedersi. Piccole macchiette di teatro popolare, della battuta sagace che ha più di una volta interrotto la litania a bassa pressione e poco ritmata dello spettacolo, per dare spazio ad un’arte in cui i siciliani (Cavallaro è catanese) sono tra i maestri: la ‘cugghjuniata’, la presa in giro benevola ma sagace, non volgare ma irta di doppi sensi pungenti.

Per il resto, poca verve, ritmo lentissimo, poca inventiva e novità: che dire ancora di Berlusconi, tirando in ballo in tutte le salse ed immagini come esempio dell’italiota per eccellenza? Oppure di intere canzoni cantate da Cavallaro, come in una prova per far valere le proprie doti canore?

Uno spettacolo che, alla fine, da ansia. Non tanto quella di sapere come va a finire questa cavalcata pressapochista, ma piuttosto di sapere proprio quando finisce lo spettacolo. Anche perchè sulle scalinate in cemento del Marsa Siclà, la comodità non è uno dei primi piaceri che si trovano.

Di buono, Cavallaro, ha la dote del racconto fino, delle cose nei dettagli ma che spesso nel turbinio veloce delle sue parole, si perde. Dote che potrebbe essere meglio utilizzata come narratore e scrittore: in effetti, a margine delle due-ore-due, ha presentato un libro. Non abbiamo avuto l’ardire di comperarlo, ma è probabile possa essere una buona prova d’autore. Se tenta di raccontare e non di far ridere.

Il cartellone

Gli spettacoli al Marsa Siclà si terranno dal prossimo 29 luglio al 2 settembre. Le opera sono ‘L’antico dubbio’, ‘A fuoco lento’, ’30 senza lode’, ‘Il piacere è tutto mio’, ‘Vecchia sari tu’ e ‘Alti e bassi’. Il costo va dalla ‘poltronissima su prenotazione’ (18€, ma unica soluzione per non soffrire sulle gradinate), ai 12€ del posto intero. Ci sono anche soluzioni con tessere abbonamento.


Marsa Siclà, sp 66 Sampieri – info 0932 18 38 969

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